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Libro Bianco 2006 sulle politiche pubbliche di cooperazione allo sviluppo in Italia

Questo libro bianco sullo stato della politica pubblica della cooperazione allo sviluppo in Italia segue di due anni il primo dossier che la campagna Sbilanciamoci! presentò nel dicembre del 2004 in occasione delle forum alternativo alla prima edizione delle “giornate della cooperazione” organizzate dal Ministero degli Affari Esteri. Di fronte ad una pura operazione autocelebrativa e di marketing -che tendeva a rimuovere la drammatica crisi di risorse, di strategia e di gestione della politica pubblica di cooperazione - la campagna Sbilanciamoci! contrappose una dura azione di critica e di denuncia con la pubblicazione di un libro bianco che poi nel maggio del 2005 fu ulteriormente arricchito e approfondito, nonché stampato in migliaia di copie.

Questa è la II edizione di quel libro bianco che non solo approfondisce e sviluppa quel lavoro, ma introduce capitoli, linee di ricerca e temi nuovi. Nel frattempo la situazione di difficoltà e di crisi della politica pubblica di cooperazione è rimasta sostanzialmente la stessa. Stessa la crisi di strategia e di coerenza delle politiche, stessa la crisi di gestione e di funzionamento della DGCS, medesima la crisi di risorse, sistematicamente tagliate dalle ultime due finanziarie. Non deve abbagliare il dato che segnala la crescita del rapporto APS/PIL (cioè di quanto si spende per l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo in percentuale sul PIL), arrivato nel 2005 -secondo l’OCSE- allo 0,29%: si tratta di un dato gonfiato dalla contabilizzazione della cancellazione del debito iracheno. Anche questa II edizione del libro bianco -oltre che su canali non ufficiali di acquisizione ed elaborazione delle informazioni e dei dati- si fonda sostanzialmente su fonti e documentazione di carattere istituzionale: il rapporto DAC/OCSE, le Relazioni del Ministero Affari Esteri al Parlamento, le Relazioni della Corte dei Conti, ecc. Tutte fonti “ufficiali” che pure in modo sfumato e “diplomatico” fanno emergere la gravità della situazione italiana. La cooperazione allo sviluppo soffre infatti in tutto il mondo difficoltà e battute d’arresto. Ma in Italia assume una dimensione patologica e radicalmente grave.

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