STOP F-35
Parte la campagna contro i cacciabombardieri
Si è tenuta oggi alle 11.00, presso la Fondazione Basso a Roma, la conferenza stampa di presentazione della campagna promossa dalla Rete Italiana per il Disarmo e dalla campagna Sbilanciamoci! per lo stop della partecipazione italiana alla produzione di 131 caccia bombardieri F-35 che ci costeranno ben 15 miliardi di euro. I due portavoce della campagna Massimo Paolicelli della Rete Italiana per il Disarmo e Giulio Marcon della campagna Sbilanciamoci! hanno presentato gli obiettivi e le iniziative della campagna, e illustrato i contenuti del programma di riarmo e delle decisioni del parlamento e del governo italiano. La conferma che questo progetto, che vede il governo americano come ente promotore, è un salto nel buio è arrivata dal nuovo rapporto del marzo 2009 del GAO (Government Accountability Office) che è il corrispettivo della nostra Corte dei Conti. Il GAO è fortemente scettico sul progetto, criticando principalmente le pressioni esercitate dal dipartimento della difesa (Dod) e dalle imprese appaltatrici affinché la fase di sviluppo dell’aviogetto venga portata a conclusione prima che le più importanti tecnologie divengano mature, iniziando così i test costruttivi dell’aereo prima che i progetti divengano definitivi e iniziando la fase di produzione prima che i test in volo dimostrino che l’aereo sia realmente pronto, con il forte rischio di scoprire eventuali difetti a posteriori, quando correggerli sarà estremamente complicato e costoso. A conferma di ciò la decisione di anticipare l’acquisizione del 15% del totale dei velivoli, cioè 360 aerei, testando solo il 17% delle capacità dell’F-35 in volo, per lasciare tutto il resto alle simulazioni di laboratorio.
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| Roma, 12 giugno: Lunaria presenta il "Libro Bianco sul Razzismo in Italia" | | Il 12 giugno 2009, presso la Sala della Pace della Provincia di Roma, si terrà la presentazione del Libro Bianco sul Razzismo, realizzato da Lunaria. Il razzismo è un’ “emergenza” o è diventato un fatto sociale ordinario? Vi è o no una responsabilità della politica, delle istituzioni, degli intellettuali, dei media nella produzione e riproduzione dei discorsi e delle pratiche stigmatizzanti che alimentano le discriminazioni e le violenze razziste? Lunaria ricostruisce l’evoluzione del razzismo in Italia negli ultimi due anni a partire dalla narrazione di 319 casi di razzismo quotidiano realizzata grazie al monitoraggio della stampa tra il 1 gennaio 2007 e il 15 aprile 2009. Le cronache di ordinario razzismo che documentiamo nel Libro bianco parlano da sole: testimoniano l’infondatezza della tesi che tenta di liquidare come “casi isolati” quelle violenze razziste che, per la loro gravità, riescono ad acquisire visibilità sui media e divengono oggetto del discorso pubblico. Il razzismo in Italia non è ormai più un’“emergenza”, nel senso che è quotidiano e diffuso da tempo in tutte le aree del paese. Eppure, dovrebbe allarmarci la facilità con la quale tendiamo ad abituarci alla sua presenza accettandolo come un fatto sociale ordinario... |  |
| | G8? No, grazie. Gsott8! | Il Gsott8 è un evento che nasce da una constatazione. La Commissione di esperti sulla riforma del sistema finanziario e monetario internazionale istituita dal Presidente delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon e presieduta dal Nobel 2001 per l’Economia prevede con l’Organizzazione internazionale del lavoro che i 30 milioni di disoccupati in più che si registreranno al termine del 2009 rispetto al 2008 a causa della crisi, potrebbero diventare 50 milioni se le condizioni che hanno creato la crisi non verranno affrontate e cambiate al più presto. Circa 200 milioni di persone, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, potrebbero essere spinti al di sotto della soglia di povertà mentre altri milioni di famiglie nei Paesi sviluppati stanno rischiando di perdere la casa, l’assistenza sanitaria o la pensione. Questa edizione del G8, insomma, sarà la prima a non poter vantare un risultato positivo nella lotta alla povertà. |  |
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| 30 maggio, Firenze, Terra Futura: "Crisi Globale, ripartire dai diritti" | | In occasione della VI edizione di Terra Futura (29-31 maggio) Social Watch organizza nella giornata di sabato 30 maggio (ore 10.00) l'incontro "Crisi Globale, ripartire dai diritti". Valutare l'impatto reale della crisi per chiedere risposte concrete che ripartano dall'affermazione dei diritti. La coalizione italiana del Social Watch sarà a Terra Futura per una giornata di discussione e proposta che prenda le mosse dalla crisi finanziaria globale, coi suoi risvolti nel nostro paese più gravi di quello che il Governo vorrebbe far credere. L’obiettivo della giornata è riflettere sulle proposte e le alternative che la società civile sta proponendo e portando avanti, ma anche sulle novità nella misurazione degli indicatori sociali che le istituzioni apposite a molte livelli stanno approntando. Lo scorso anno ci siamo chiesti come "liberarci dal Pil" e trovare indicatori di benessere capaci di far capire se davvero stiamo gettando le basi per un futuro sostenibile. Oggi è evidente come non basti separare la parte "tossica" della finanza e continuare con la stessa impostazione, magari sostenendo una politica di nuovo indebitamento per nuovi consumi. |  |
| | Le armi come impresa | L’industria delle armi è in Italia (e nel mondo) un business che – a differenza di altri settori produttivi – non conosce crisi. Aumentano le spese militari e il commercio delle armi dappertutto e in ogni comparto: dalle armi leggere all’elettronica, dalla cantieristica al settore aereo-spaziale.Le guerre di questi anni hanno alimentato una corsa al riarmo che ha dato impulso alle industrie pubbliche e private del settore. Nel volume Vincenzo Comito analizza le tendenze dell’industria militare italiana e in particolare il caso della Finmeccanica, la principale impresa italiana a partecipazione pubblica che sul business delle armi ha costruito la sua fortuna. Il presente lavoro, pubblicato dalle Edizioni dell'Asino, è stato portato avanti in collaborazione con la campagna Sbilanciamoci!, che da anni partecipa attivamente alle attività di studio, ricerca, intervento, sui temi delle spese militari e di una possibile più generale riconversione dell’economia verso impieghi pacifici ed ecocompatibili. |  |
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