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Cooperazione e spese militari
È un altro dei temi cari alla campagna, che ha analizzato le carenze e le promesse non mantenute che hanno caratterizzato l’azione dello Stato italiano e del Ministero degli Affari Esteri nel campo dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo.
Nel Dicembre 2004, in occasione del Forum alternativo della campagna alle “Giornate italiane per la Cooperazione” del Ministero degli Affari Esteri, è stato presentato il “Libro Bianco sulla Cooperazione allo Sviluppo in Italia”. Debitamente aggiornato è stato pubblicato e distribuito come inserto della rivista Lo Straniero del numero di Aprile 2005.
In occasione del Forum alternativo sulla cooperazione internazionale, organizzato nell’Ottobre 2005 a Firenze in contrapposizione alle “Giornate italiane per la Cooperazione” della DGCS del Ministero degli Affari Esteri, è stato diffuso un dossier di aggiornamento del “Libro Bianco sulla Cooperazione allo Sviluppo in Italia”.
Il 7 Luglio 2006 è stata presentata a Roma la II edizione del rapporto, alla presenza del viceministro agli Affari Esteri con delega alla Cooperazione allo Sviluppo, Patrizia Sentinelli.
Nell’ Aprile 2004 è stato pubblicato il dossier “La ricostruzione dell’Iraq: un gioco di interessi” sulle implicazioni economiche della guerra e della ricostruzione in Iraq (in collaborazione con Un Ponte per…e Rete Lilliput).
Nel 2006 è stata inoltre pubblicata la seconda edizione del Rapporto “Economia a mano armata”, un aggiornamento ed un ampliamento del Rapporto uscito nel 2002. Frutto della collaborazione della campagna con numerose associazioni pacifiste e studiosi dell’economia di guerra, il Rapporto fornisce del prezioso materiale sulle famigerate armi di distruzione di massa e sui trattati che ne regolamentano la produzione, sulla produzione di armi, sulle spese militari.
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Dossier 2005 sullo stato della cooperazione - Aggiornamento |
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Questa pubblicazione è un aggiornamento del rapporto presentato nel 2005 sullo stato della cooperazione allo sviluppo e sulla gravissima crisi di risorse in cui chi si occupa di cooperazione è costretto ad operare. |
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Dossier 2005 sullo stato della cooperazione allo sviluppo in Italia |
Questo dossier sviluppa e integra i materiali raccolti e la documentazione raccolti nel “Libro Bianco” presentato dalla campagna Sbilanciamoci! in occasione delle “Giornate per la Cooperazione” promosse il 6 e 7 dicembre 2004 a Roma dal Ministero per gli Affari Esteri.
Di fronte a questo evento auto-celebrativo e di facciata organizzato dalla Farnesina non potevano mancare – da parte di chi è impegnato su questi temi – la critica e la denuncia dei dati nudi e crudi (e non quelli edulcorati dai convegni patinati) dello sfascio della cooperazione italiana.
Di un vero e proprio sfascio si tratta: lo testimoniano le risorse ridotte al lumicino (tagliate drasticamente dalle finanziarie di questi anni), la paralisi della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) del Ministero degli Affari Esteri, il mancato rispetto degli impegni internazionali, l’inefficienza amministrativa, il fallimento ormai acclarato della legge 49 del 1987, mai riformata né dalle maggioranze di centro-sinistra né da quelle di centro-destra.
INDICE
Il quadro generale e le tendenze
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La cooperazione verso la bancarotta. Pochi soldi e spesi male.
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La “Fossa delle Marianne”. Come non funziona la DGCS del Ministero degli Affari Esteri.
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La cooperazione allo sviluppo…delle imprese. I casi della SACE e dell’Iraq.
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Finchè c’è guerra c’è speranza. Come far passare le missioni di guerra per aiuti umanitari.
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Poca cooperazione, molta repressione. La criminalizzazione dell’immigrazione.
Casi emblematici e storie di insuccessi.
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Balcani, Medio Oriente, Iraq. Storie di ordinari fallimenti.
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Otto per mille. Come finanziare con la solidarietà i buchi di bilancio.
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Privatizzazione della cooperazione. Da servitori dello Stato a businessman (di armi).
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Cooperazione creativa per gli Obiettivi del Millennio. I soldi veri nel 2015.
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Kyoto e i ritardi italiani. La salvaguardia dell’ambiente sulla carta.
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Lo Tsunami della Farnesina Il governo e il maremoto nel Sud-est asiatico.
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Economia a mano armata |
 Gli intrecci tra industria, finanza e spesa militare in Italia.
Questo dossier è il frutto di un lavoro collettivo promosso dalla campagna Sbilanciamoci!, redatto da ricercatori che da anni si occupano di spese militari, commercio internazionale di armi, eserciti, trattati internazionali, politica della difesa.
Da sempre è forte la collusione tra potere economico e potere militare. La globalizzazione e i nuovi assetti politici mondiali hanno accentuato queste tendenze, deludendo tutte le ottimistiche speranze successive alla fine della guerra fredda.
L’Italia consuma il 2% del PIL in spese militari ed è tra i primi produttori mondiali di armi.
Questo dossier spiega il ruolo del nostro Paese nel contesto internazionale, descrive l’impatto dell’economia armata, disegna gli scenari che si aprono con il nuovo modello di difesa europeo e con la professionalizzazione delle forze armate.
Ed evidenzia perché occorre difendere gli strumenti di controllo sui flussi finanziari e sulle esportazioni di armi, come la legge 185 del 1990.
48 pagine
INDICE
Premessa.
Introduzione.
Il modello di difesa. Quanto costa e dove ci porta.
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La nuova NATO. Un’alleanza per il XXI secolo?
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La politica europea di sicurezza e di difesa.
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Le nuove politiche europee degli armamenti.
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La spesa militare della NATO…
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…e dell’Italia.
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Soldati di professione. Il nuovo modello di difesa italiano.
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La sorte del Servizio Civile.
L’industria della guerra in Italia
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La produzione mondiale di armi.
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L’industria italiana degli armamenti tra mito e realtà .
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Gli anni ’80 e la legge 185/90.
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Gli effetti sulle esportazioni.
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Le vere cause della crisi.
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Il mercato unico europeo delle armi.
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Il comparto dell’industria militare oggi.
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L’export italiano di armi nella seconda metà degli anni ’90.
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Il business delle armi “leggere”.
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Finanza e prestiti di guerra.
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II rapporto "Economia a mano armata" |

Nonostante i milioni di persone per le strade contro la guerra in Iraq, assistiamo a una nuova impennata nella corsa agli armamenti che è ormai giunta a livelli paragonabili a quelli della guerra fredda.
Il pianeta è percorso da conflitti e da una crescente militarizzazione delle relazioni internazionali. Si sta affermando con forza un’economia di guerra, una delle facce impresentabili di un modello economico sbagliato e aggressivo. La logica di guerra produce solo altra guerra a la produzione di armi non può che incrementare la loro circolazione e il loro utilizzo.
Abbiamo voluto documentare questa follia. Raccogliendo in una forma agile i dati di base anche per quanto riguarda il nostro Paese.
In questa nuova edizione di Economia a mano armata trovate materiale sulle famigerate armi di distruzione di massa e sui trattati che ne regolamentano la produzione, sulla produzione di armi, sulle spese militari.
I numeri a volte sono noiosi ma hanno il pregio di non esser discutibili, sono lì a ricordarci quanto spendiamo per comprare e usare le armi, chi ci guadagna e chi ci perde in termini di vite umane e distruzione dell’ambiente.
INDICE
64 pagine |
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Libro Bianco 2006 sulle politiche pubbliche di cooperazione allo sviluppo in Italia |
 Questo libro bianco sullo stato della politica pubblica della cooperazione allo sviluppo in Italia segue di due anni il primo dossier che la campagna Sbilanciamoci! presentò nel dicembre del 2004 in occasione delle forum alternativo alla prima edizione delle “giornate della cooperazione” organizzate dal Ministero degli Affari Esteri. Di fronte ad una pura operazione autocelebrativa e di marketing -che tendeva a rimuovere la drammatica crisi di risorse, di strategia e di gestione della politica pubblica di cooperazione - la campagna Sbilanciamoci! contrappose una dura azione di critica e di denuncia con la pubblicazione di un libro bianco che poi nel maggio del 2005 fu ulteriormente arricchito e approfondito, nonché stampato in migliaia di copie.
Questa è la II edizione di quel libro bianco che non solo approfondisce e sviluppa quel lavoro, ma introduce capitoli, linee di ricerca e temi nuovi. Nel frattempo la situazione di difficoltà e di crisi della politica pubblica di cooperazione è rimasta sostanzialmente la stessa. Stessa la crisi di strategia e di coerenza delle politiche, stessa la crisi di gestione e di funzionamento della DGCS, medesima la crisi di risorse, sistematicamente tagliate dalle ultime due finanziarie. Non deve abbagliare il dato che segnala la crescita del rapporto APS/PIL (cioè di quanto si spende per l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo in percentuale sul PIL), arrivato nel 2005 -secondo l’OCSE- allo 0,29%: si tratta di un dato gonfiato dalla contabilizzazione della cancellazione del debito iracheno. Anche questa II edizione del libro bianco -oltre che su canali non ufficiali di acquisizione ed elaborazione delle informazioni e dei dati- si fonda sostanzialmente su fonti e documentazione di carattere istituzionale: il rapporto DAC/OCSE, le Relazioni del Ministero Affari Esteri al Parlamento, le Relazioni della Corte dei Conti, ecc. Tutte fonti “ufficiali” che pure in modo sfumato e “diplomatico” fanno emergere la gravità della situazione italiana. La cooperazione allo sviluppo soffre infatti in tutto il mondo difficoltà e battute d’arresto. Ma in Italia assume una dimensione patologica e radicalmente grave. |
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Libro Bianco 2007 sulle politiche pubbliche di cooperazione allo sviluppo in Italia |
Per il terzo anno consecutivo la campagna Sbilanciamoci! pubblica il “Libro Bianco sulle Politiche Pubbliche di Cooperazione allo Sviluppo”, un osservatorio sullo stato della cooperazione nel nostro paese.
Nel primo anno di questa legislatura la crisi che attraversa il settore della cooperazione non è stata di certo superata e le politiche di cooperazione continuano a vivere una condizione di profonda e grave difficoltà.
La mancanza di risorse continua a tenerci in fondo alla classifica dei donatori internazionali. L’assenza di una strategia, di coordinamento tra i diversi attori della cooperazione porta l’Italia a rifugiarsi nelle istituzioni internazionali. La coerenza con le altre politiche, in particolare quelle commerciali, non è neppure presa in considerazione. La scarsa trasparenza porta lo stesso ministero a non conoscere la propria condizione, a contabilizzare come APS i soldi per i CPT e a non poter pensare una seria programmazione.
Tuttavia qualcosa ha iniziato a muoversi e a segnare un avanzamento che non può essere trascurato. La nuova legislatura ha sicuramente ridato slancio e vigore alle iniziative di elaborazione di nuovi modelli per l’Italia e ai momenti di discussione e confronto.
Questa terza edizione si concentra in particolare sulla cooperazione multilaterale, ovvero su quella che ha come principale riferimento istituzionale il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).
Complessivamente questa edizione del Libro Bianco cerca di dare una maggiore informazione sulla parte della cooperazione pubblica forse meno conosciuta, quella multilaterale e – per quanto riguarda l’Italia - sul ruolo esercitato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ciò che emerge è la necessità di un coordinamento più efficace tra i vari soggetti e di un “fondo unico” per tutti gli interventi di cooperazione, al fine di riportare ad unitarietà e a coerenza tutte le politiche pubbliche di cooperazione.
La terza edizione del Libro Bianco è frutto un lavoro collettivo coordinato da Emanuela Limiti e Tommaso Rondinella. Hanno collaborato Alberto Orlandi (cap. 6), Elena Gerebizza (cap 2 e 7), Roberto Sensi (cap. 8), Veronica Contessa (cap. 8), Margherita Magi (cap. 1 e 3), Caterina Amicucci, Elisabetta Segre, Andrea Baranes, Antonio Tricarico, Giulio Marcon e Alessandro Bagnulo.
INDICE
Introduzione Parte Prima: La cooperazione allo sviluppo in Italia
1 La cooperazione italiana 2 Ma il debito non era stato cancellato? 3 La DGCS 4 Dopo un anno della nuova legislatura 5 Una finestra sui più dinamici modelli europei di cooperazione
Parte Seconda. La cooperazione multilaterale
6 L'APS Multilaterale 7 Le Istituzioni Finanziarie Internazionali 8 La Cooperazione allo Sviluppo dell’Unione Europea 9 Partenariato pubblico privato, l’evoluzione del multilateralismo Appendice
Stati Generali “Raccomandazioni per la riforma della cooperazione allo sviluppo |
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Libro bianco 2008 sulle politiche pubbliche di cooperazione allo sviluppo in Italia |
La quarta edizione del Libro bianco sulle politiche pubbliche di cooperazione allo sviluppo in Italia analizza anche quest’anno la spesa pubblica, le strategie, gli interventi e il funzionamento della cooperazione allo sviluppo in Italia. Inoltre quest’anno il Rapporto analizza tre temi di rilevanza internazionale che hanno dominato il dibattito attorno al futuro della cooperazione e alle strategie per lo sviluppo. Efficacia degli aiuti, crisi alimentare e finanza dello sviluppo sono stati i temi al centro di altrettanti vertici internazionali rispettivamente tenutisi ad Accra, a Roma e a Doha nel 2008.
Il testo è diviso in due parti. La prima (capitoli 1 e 2) è dedicata alla disamina delle politiche pubbliche di cooperazione allo sviluppo in Italia con particolare riferimento ai risultati della scorsa legislatura e alle novità di quella attuale. Particolare attenzione è data alla valutazione dell’efficacia degli aiuti italiani grazie alla pubblicazione di inchieste ad hoc in occasione del Vertice di Accra.
La seconda parte del volume (capitoli 3, 4 e 5). è dedicata invece al rapporto che intercorre tra le politiche di cooperazione e il sistema di governance finanziaria globale. In un anno in cui il mondo è stato colpito da due crisi, quella alimentare e quella finanziaria, di portata mondiale e strettamente legate tra loro, l’azione dei governi nazionali in materia di sviluppo non può prescindere dall’affrontare la sfida di nuove forme di governo della globalizzazione. |
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Ricostruzione dell'Iraq: un gioco di interessi |
 Questo dossier è il risultato della collaborazione di diverse campagne, organizzazioni e testate che in questi mesi hanno approfondito e sviluppato il tema della ricostruzione in Iraq e dell'intreccio di interessi economici e politici perseguiti sulla pelle delle popolazioni irachene.
La campagna Sbilanciamoci - di cui fanno parte le altre organizzazioni promotrici di questo dossier - che ha curato il coordinamento dell'iniziativa, ha cercato di fare da raccordo ai tanti lavori e approfondimenti di organizzazioni e campagne sul tema: il lavoro di approfondimento sulla ricostruzione economica e gli effetti dell'embargo di "Un Ponte per..."; quello del tavolo intercampagne della Rete Lilliput sul debito, le privatizzazioni, gli aiuti internazionali; quello della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale sulle imprese e la Sace. Gli approfondimenti contenuti nel dossier dimostrano la strumentalità della guerra e la sua connessione - anche nella fase postbellica della ricostruzione - con gli interessi economici legati alle risorse del paese, alle privatizzazioni, al petrolio da sfruttare.
Questa pubblicazione vuole essere un'occasione di dibattito e strumento di iniziativa per il movimento pacifista e per la mobilitazione a favore della completa riconsegna della sovranità al popolo iracheno.
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