ControFinanziaria

Ogni anno ad ottobre Sbilanciamoci! pubblica il rapporto “Cambiamo Finanziaria. Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace e l’ambiente”. Durante la discussione alle Camere della Legge Finanziaria, Sbilanciamoci! organizzati incontri di presentazione, sollecita i parlamentari a presentare emendamenti che favoriscano le sue proposte, invita a firmare una petizione per chiedere al Parlamento di cambiare Finanziaria.

La controfinanziaria di Sbilanciamoci! ha permesso a molti parlamentari di presentare emendamenti (di cui alcuni sono stati accolti), mozioni, risoluzioni ed ordini del giorno, favorendo –anche da un punto di vista culturale- la diffusione dei contenuti che sono alla base della campagna: la necessità di un diverso modello di sviluppo, di nuovi indicatori economici, di un diverso orientamento delle politiche economiche e finanziarie.

I rapporti elencati qui sotto possono essere scaricati in formato PDF oppure richiesti in formato cartaceo scrivendo a info@sbilanciamoci.org

Files
Order By : ID | File Title | Downloads | Submit Date Submit Date
 
Page 1 of 2 1 2 >
ControFinanziaria 2010

Il rapporto della campagna Sbilanciamoci! per il 2010 si trasforma e si sviluppa adattandosi ai cambiamenti introdotti dal Governo Berlusconi nel suo complesso e dal ministro Tremonti rispetto al processo decisionale sulla spesa pubblica e le politiche finanziarie. Lo svuotamento della legge finanziaria e la moltiplicazione di provvedimenti di politica economica e finanziaria negli ultimi 18 mesi hanno reso impossibile – contrariamente a quanto propagandato da Tremonti e nonostante la manovra triennale del 2008 – un dibattito trasparente e complessivo sugli indirizzi di politica economica.

Attraverso procedure opache ed estemporanee la decisione in materia di bilancio e di spesa pubblica sono state di fatto accentrate e avocate presso il Ministero dell’Economia: Parlamento, forze sociali e persino gli altri Ministeri sono stati progressivamente esclusi da ogni possibilità di intervenire e di influenzare le decisioni nelle sedi istituzionali e preposte. La “pratica” della manovra triennale del 2008 è stata disbrigata in poche settimane e attraverso il voto di fiducia; si tratta comunque di un provvedimento “di cornice” è stata poi in corso d’opera piegata alle decisioni di altri provvedimenti che ne hanno reso alquanto fragile l’impianto programmatorio e organico.

La legge finanziaria di quest’anno (2010) – di tre articoli – contiene alcuni provvedimenti e parziali modifiche rispetto alla manovra triennale e agli altri provvedimenti. Si tratta di un disegno di legge limitato che – contenendo alcune misure molto criticabili – si caratterizza per la sua modestia e inefficacia rispetto alla crisi che stiamo vivendo da alcuni mesi: un testo di legge in sostanziale continuità con gli altri provvedimenti di questi 18 mesi, tutti all’insegna della sottovalutazione della crisi e della modestia delle misure, tutte al di sotto della necessità di interventi incisivi e strutturali contro le drammatiche conseguenze della crisi.

In questo contesto, anche il rapporto di Sbilanciamoci! si adegua alla nuova situazione. Pur partendo sempre dalla legge finanziaria, il Rapporto di quest’anno è una sorta di “bilancio” della politica economica e finanziaria, dei provvedimenti di spesa pubblica, messa in campo nel 2009 (e nel 2008), attraverso i provvedimenti varati in questi mesi. Una parte di questo lavoro è stato fatto in occasione dell’organizzazione del forum annuale di Sbilanciamoci! che si è svolto a Cernobbio all’inizio di settembre. Il Rapporto di quest’anno è dunque dedicato alla crisi economica, ai provvedimenti del Governo e alle proposte di Sbilanciamoci! per uscirne. Proposte, come sempre, circostanziate e corredate di cifre, che quest’anno presentiamo come una sorta di nostra manovra complessiva – che comprende il disegno di legge sulla finanziaria, ma anche gli altri provvedimenti – contro la crisi.

È un testo – dunque – quello di quest’anno che può essere utilizzato non solo nelle settimane di discussione della legge finanziaria, ma per tutti i prossimi mesi. Le critiche rimangono attuali, ma soprattutto le proposte – ci auspichiamo – possono diventare un terreno di iniziative e di mobilitazione per fare in modo che la crisi non ricada – come al solito – sulle fasce più deboli della popolazione, ma che sia l’occasione per incamminarci su un nuovo modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità sociale e ambientale, sulla pace e la solidarietà internazionale, sui diritti e l’eguaglianza.
Scarica il file
ControFinanziaria 2009
Il Rapporto di Sbilanciamoci! del 2009 è diverso da quello degli anni scorsi: non è solo un rapporto sulla legge finanziaria e di bilancio, ma anche sugli altri provvedimenti che - riducendo la portata e la dimensione della finanziaria vera e propria - formano la manovra triennale approvata nel luglio del 2008 e il decreto fiscale del giugno del 2008 (abolizione ICI e detassazione degli straordinari).

Sul complesso della manovra va espresso innanzitutto un giudizio di metodo che è anche di merito: quest'anno gli spazi di dibattito e di confronto parlamentare su provvedimenti così importanti si sono ulteriormente ridotti. E naturalmente si sono ulteriormente erosi gli spazi di confronto con la società civile (uno degli obiettivi fondanti della campagna Sbilanciamoci!): tutto questo significa meno democrazia e minori canali di comunicazione tra istituzioni e società. Si tratta -lo ripetiamo- di importanti provvedimenti che indirizzano la politica economica e finanziaria e l'uso della spesa pubblica: evitare il confronto, ridurre tempi e spazio del dibattito sono modi per accentuare l'isolamento e la separazione delle istituzioni dai cittadini.

Nel merito, le politiche e i provvedimenti proposti dal Governo sono assai negativi: accentuano diseguaglianze e ingiustizie, riducono il welfare e i diritti sociali, rendono residuali le politiche per l'ambiente, devastano la scuola, riducono al lumicino soldi ed interventi per la solidarietà internazionale. Sono politiche e provvedimenti che alimentano privilegi e corporativismi, particolarismi ed egoismi sociali.

Così non si va da nessuna parte. Non è in questo modo che si rilancia un'economia (diversa) e un modello di sviluppo sostenibile e di qualità. Non è in questo modo che -di fronte a una drammatica crisi finanziaria mondiale- si ripensa uno sviluppo al servizio delle persone, della società e dell'ambiente. È per questo che quest'anno Sbilanciamoci! fa la sua “contromanovra” finanziaria con 100 proposte concrete per un' “Italia capace di futuro”.
È questa la strada che noi vogliamo seguire per mettere la spesa pubblica al servizio dei diritti, della pace e dell'ambiente. Un modo realistico, ma coraggioso di avanzare la prospettiva di un nuovo modello di sviluppo e di un'economia diversa.
Scarica il file
ControFinanziaria 2008
La finanziaria può essere un investimento nel futuro. Quest’anno avrebbe potuto esserlo in modo particolare. Infatti, grazie alla sostanziale riduzione del rapporto deficit/PIL – tornato nei parametri europei- alla crescita economica dell’ultimo anno e mezzo e all’aumento consistente delle entrate fiscali, ci sarebbe stato tutto lo spazio per una finanziaria che investisse nel futuro, con un piano di investimenti sociali, ambientali, nella conoscenza e nella ricerca, in un diverso modello di sviluppo.

Così non è stato. Nonostante Tommaso Padoa-Schioppa abbia titolato un suo intervento su Il Sole 24 Ore: “Una finanziaria che guarda al futuro”, noi diamo una opposta interpretazione: per noi è una finanziaria incapace di futuro. Non c’è una direzione di marcia verso gli investimenti pubblici (se non quella del contenimento delle spese) di cui questo paese avrebbe bisogno: solo interventi in ambito sociale ed ambientale, che seppur importanti hanno un limitato impatto redistributivo e, in alcuni casi, solo un effetto una tantum. Prevale l’idea di una politica economica restrittiva che ha principalmente due punti di riferimento: il contenimento della spesa pubblica e l’obiettivo del taglio dell’imposizione fiscale. Ci sono certo alcune importanti novità: aumentano un po’ le spese sociali, c’è qualche azione di redistribuzione e soprattutto non si tagliano le spese a sanità e ad enti locali. Ma si continua, nello stesso tempo, a procedere sulla vecchia strada: si aumentano le spese militari, si tagliano le tasse alle imprese (ma non al lavoro dipendente), si sprecano soldi in inutili grandi opere, non si investe nella scuola, nell’università e nella ricerca. Il Rapporto di Sbilanciamoci! di quest’anno dimostra che sono possibili altre scelte di politica economica, un modo diverso di utilizzare la spesa pubblica.
Scarica il file
Budgeting for the Future, Building another Europe
Budgeting for the Future, Building another Europe, edited by Sbilanciamoci!, puts forward a critical civil society outlook on the 2007/2013 Financial Perspectives. In order to achieve this goal Sbilanciamoci! decided to create a civil society network, with a European dimension, guaranteeing full expertise on the different topics and issues listed in the Multiannual Financial Framework’s headings. The opening of the book is dedicated to two different approaches concerning the Treaty of Lisbon.

Follow the links below to download the single chapters or click on "Scarica il file" (at the end of this page) to download the whole book






















Executive Summary


Introduction - Why this book?

Treaty of Lisbon: the Reform Treaty

Giuseppe Bronzini - Magistratura Democratica

From “constitution” to “reform” or from bad to worse

Susan George - Chair of Transnational Institute


Overall issues
The European Budget in tips
Teresa Maisano - Sbilanciamoci!

EU Budget and transparency

Jack Thurston - Farmsubsidy.org

Reforming the budget, reforming the revenues

Tommaso Rondinella, Sbilanciamoci!

Heading 1 - Sustainable Growth
Research, technology and innovation to the Community Budget
Pietro Maffettone, Tommaso Rondinella and Anna Villa - Lunaria

EU Social Agenda and Lisbon Strategy
Marica Frangakis - EuroMemorandum Group

Why is education fundamental?
Valeria Carrieri - Unione degli Studenti/OBESSU

Trans European Networks for Integration and Growth in the Extended European Union
Anelia Stefanova - CEE Bankwatch

Structural funds and the fight against poverty. Beyond competitiveness,how to work towards social inclusion?

Elodie Fazi - Policy Officer, European Anti-Poverty Network

EU Structural and Cohesion funds and their impact on climate
Anelia Stefanova - Transport Coordinator, CEE Bankwatch
Martin Konecny - Coordinator for EU Funds, Friends of the Earth Europe

Promoting sustainable development in Europe through regional funds
Stefanie Lang - EU Cohesion Policy and Regional Funding, WWF European policy Office

Heading 2 - Preservation and Management of Natural Resources
The CAP - the Elephant in the EU budget room
Ariel Brunner & Konstantin Kreiser - Birdlife International

Agriculture and Rural Development

Gérard Chopin - Chair of Coordination Paysanne Européenne (CPE)

Putting an end to harmful fisheries subsidies
Markus Knigge - European Marine Programme Officer, WWF European Policy Office

Heading 3 - Citizenship, Freedom, Security and Justice
Heading 3a - Justice, Freedom and Security
Luciano Scagliotti - European Network Against Racism (ENAR)

From Youth to intergenerational programmes
Sergio Andreis - Lunaria

Public Health and the European Union
Caroline Bollars - European Public Health Alliance (EPHA)

Heading 4 - EU as a Global Partner
Europe’s global responsibility: the centrality of its development policy
Simon Stocker - Director of Eurostep

The new “Global Europe” strategy of the EU: serving corporations worldwide and at home
Seattle to Brussels Network

Aid for Trade: is cooperation serving trade?
Roberto Sensi - Campagna per la Riforma della Banca Mondiale (CRBM)

Outside the Budget, Inside European Policies
Europeanizing corporate taxation to regain national tax policy autonomy
Christian Kellermann, Thomas Pixen & Susanne Uhl - Compass

The European Investment Bank
Caterina Amicucci - CRBM, Counterbalance Campaign

The European Bank for Reconstruction and Development
Anelia Stefanova - CEE Bankwatch

Conclusions
What we would like after - New Challenges and New Ideas

Acronyms

The Civil Society Organizations


Scarica il file
Giustizia fiscale, Welfare, Cittadinanza

Le tasse, le politiche sociali ed il ruolo dello Stato nell’opinione degli italiani

La pubblicazione, frutto della collaborazione tra la campagna Sbilanciamoci! e l’associazione Nuovo Welfare, è stata realizzata sulla base di un’indagine effettuata a marzo 2006 dalla Tecné Srl in 81 Comuni italiani, della quale vengono riprodotti e commentati i risultati.

A questo lavoro a diverso titolo hanno collaborato:
Tommaso Rondinella e Giulio Marcon (campagna Sbilanciamoci!), Emiliano Monteverde (Associazione Nuovo Welfare), Carlo Buttaroni (Società Tecné Srl).


Premessa

La campagna Sbilanciamoci! e l’associazione Nuovo Welfare hanno promosso questa rilevazione sulla questione fiscale in Italia, per contribuire ad una discussione trasparente e senza chiusure su un tema, quello delle tasse, condizionato troppo spesso da approcci ideologici e dogmatici, quasi sempre in chiave elettoralistica.

E’ anche per questo motivo (per evitare strumentalizzazioni e letture riduttive) che il sondaggio – effettuato nel mese di marzo - è stato reso noto dopo le elezioni politiche del 9 e 10 aprile. Un sondaggio effettuato su oltre 1200 italiani di tutte le regioni italiane che esprime un punto di vista diverso –per certi versi inaspettato- sul rapporto tra gli italiani e le tasse e che può essere un contributo importante di informazione e di analisi per le forze politiche, le istituzioni, gli studiosi.

Sia Sbilanciamoci! che Nuovo Welfare si occupano da tempo di politiche fiscali, spesa pubblica, Welfare e sono ben coscienti delle strette relazioni che corrono tra questi ambiti delle politiche pubbliche. E in questi anni hanno promosso analisi e sviluppato proposte concrete. Ma è certo che ogni cambiamento o iniziativa su un aspetto di queste politiche ha inevitabilmente un impatto su tutto il resto.


Ecco perché è un errore isolare la questione fiscale dal complesso delle politiche pubbliche che riguardano il funzionamento del Welfare e della pubblica amministrazione e dall’uso della spesa pubblica - della sua efficacia e della sua efficienza- per il benessere della società. E’ anche questo il senso di questa ricerca e dell’iniziativa continueremo a promuovere nei prossimi mesi sui temi della giustizia e della solidarietà fiscale.


Sommario del rapporto

Premessa

PRIMA PARTE: La giustizia fiscale

  • Coesione sociale, redistribuzione e responsabilità individuale
  • La fiscalità durante l’ultima legislatura
  • Ambiguità,evasione, una tantum
  • Regressività
  • L’impatto negativo delle politiche fiscali sullo sviluppo e il Welfare
  • Le proposte per una politica fiscale equa e solidale
  • Progressività
  • Evasione
  • Rendite
  • Successione
  • Tasse di scopo
  • L’Italia nel mondo
  • Conclusioni

SECONDA PARTE: L'indagine

  • I risultati
  • Le domande
  • Nota metodologica

 

Scarica il file
ControFinanziaria 2007
E' quella del 2007 una finanziaria diversa – con importanti segnali di cambiamento- da quelle della scorsa legislatura: dalla politica fiscale ad importanti provvedimenti di natura sociale ed ambientale la finanziaria del 2007 mostra segni di discontinuità con le finanziarie del governo Berlusconi.
Ci sono in finanziaria 16 provvedimenti che corrispondono ad altrettante richieste che Sbilanciamoci! aveva presentato negli anni scorsi. Ma la finanziaria 2007 mostra – invece - anche una continuità su tanti altri versanti: l’aumento delle spese militari, i tagli a sanità ad enti e locali, l’insufficienza degli stanziamenti per il Welfare e l’ambiente. In generale la finanziaria del 2007 evidenzia un impatto restrittivo di politica economica, senza avere il coraggio di investire in scelte che puntino alla qualità economica e sociale, alla sostenibilità ambientale, ad un nuovo modello di sviluppo. Il Rapporto di Sbilanciamoci! di quest’anno – come quelli degli anni scorsi- dimostra che sono possibili altre scelte di politica economica, di modo diverso di utilizzare la spesa pubblica.
E’ possibile cioè usare la spesa pubblica per i diritti, l’ambiente, la pace, per uno sviluppo di qualità ed un’economia diversa. I soldi si possono trovare – utilizzando in modo diverso la leva fiscale e riducendo le spese militari - e possono essere spesi per altre finalità: per lo sviluppo sostenibile ed un welfare dei diritti, per una politica economica fondata sull’equità e una nuova cooperazione internazionale. Cifre alla mano sono strade praticabili. In questi anni il mercato, le privatizzazioni, il liberismo hanno dimostrato i loro fallimenti. E’ il momento di ritornare a regole sociali nel mercato e al ruolo del “pubblico” in economia. Diritti, ambiente e pace possono essere le coordinate su cui costruire un nuovo modello di sviluppo ed un nuovo benessere per tutti in una economia di giustizia.
Scarica il file
ControFinanziaria 2006

Quello che emerge nell'analisi condotta dalla campagna Sbilanciamoci! è la natura antisociale e nello stesso tempo inadeguata e corporativa della Finanziaria del 2006 e dei provvedimenti ad essa collegati. Antisociale perché i tagli agli enti locali e alle Regioni, alla Sanità, alla Cultura, all'Ambiente e alla Solidarietà internazionale sono pesanti e diffusi. Inadeguata, perché -di fronte al declino economico-sociale del paese- non contiene scelte (di qualità e innovative) di politica economica, optando per piccoli aggiustamenti e interventi (molti di questi opzionali) per lo sviluppo e il lavoro. Corporativa perché ripropone interventi e provvedimenti favorevoli alle solite categorie con la solita logica un po' da "prima repubblica": tante riduzioni fiscali a imprenditori, costruttori edili, autotrasportatori, ecc. E, inoltre, di fronte all'emergenza dei conti pubblici, le soluzioni trovate sono comunque insufficienti: serviranno molti più soldi per rientrare dal deficit (e dal debito), mentre tutti gli indicatori macroeconomici volgono al negativo: crescita del PIL, inflazione, spesa pubblica primaria, ecc.
Esistono alternative a questa finanziaria?
Il Rapporto di Sbilanciamoci! di quest'anno -come quelli degli anni scorsi- dimostra che queste ci sono e sono praticabili. E' possibile usare la spesa pubblica per i diritti, l'ambiente, la pace, per uno sviluppo di qualità ed un'economia diversa. I soldi si possono trovare - utilizzando in modo diverso la leva fiscale e riducendo le spese militari - e possono essere spesi per altre finalità: per lo sviluppo sostenibile ed un welfare dei diritti, per una politica economica fondata sull'equità e una nuova cooperazione internazionale. Cifre alla mano sono strade praticabili. In questi anni il mercato, le privatizzazioni, il liberismo hanno dimostrato i loro fallimenti. E' il momento di ritornare a regole sociali nel mercato e al ruolo del "pubblico" in economia. Diritti, ambiente e pace possono essere le coordinate su cui costruire un nuovo modello di sviluppo ed un nuovo benessere per tutti in una economia di giustizia.

Nota redazionale

Questo rapporto è il frutto di un lavoro collettivo che ha utilizzato una mole ampia di documentazione e materiali prodotti dalle organizzazioni della campagna. Per mantenere il Rapporto in un numero contenuto di pagine e nelle sue caratteristiche di agilità e facile lettura, siamo stati costretti ad utilizzare solo una parte della documentazione.

La stesura del rapporto è stata chiusa il 14 Ottobre 2005

PDF, 64 pagine

Scarica il file
ControFinanziaria 2005

Anche quest’anno dal Rapporto emerge il nostro giudizio sulla finanziaria: una finanziaria dalle molte cifre (quelle delle entrate) virtuali e che taglia le spese drasticamente, anche e soprattutto quelle sociali e degli enti locali. Una finanziaria “d’emergenza” che deve far stare i conti italiani dentro i parametri del patto di stabilità e subordina tutto a raccogliere fondi per misure ideologiche ed elettoralistiche, come la riduzione delle tasse a discapito del vincolo di solidarietà fiscale e a favore dei più ricchi. Una finanziaria “senza qualità”, senza idee innovative, anche questa volta molto creativa e socialmente dannosa.

Quest’anno le nostre proposte sono come al solito tante e variegate: un uso della leva fiscale che sia progressivo, equo e capace di orientare i consumi in contrapposizione al tormentone della riduzione delle tasse a tutti i costi; la drastica riduzione della spese militari; una serie di provvedimenti da finanziare che vanno nella direzione di un’ economia diversa: il sostegno al welfare, le politiche di pace e cooperazione internazionale, la promozione di adeguate politiche ambientali.

Dimostriamo, conti alla mano, che un’alternativa è possibile.

La spesa pubblica non è una iattura, ma uno strumento di sviluppo e solidarietà; il fisco non è un “male in sé”, ma un’importante risorsa per dare coesione, risposte concrete e futuro ad una comunità; uno sviluppo economico diverso non solo è possibile, ma deve essere costruito al più presto se vogliamo evitare il degrado dell’Italia e del pianeta.

PDF, 64 pagine

Scarica il file
ControFinanziaria 2004

La Controfinanziaria 2004 non è semplicemente un Rapporto scientifico o tecnico, e neanche un programma politico. È uno strumento di conoscenza e, dunque, di mobilitazione. Per capire cosa si nasconde dietro le cifre di leggi ingiuste e pericolose, che qualcuno vuole spacciarci per tecniche. Per imparare a costruire delle alternative. Per dimostrare che un altro modello è possibile e fattibile, in termini di provvedimenti e risorse, da subito.

Alle derive di un modello di sviluppo insensato, basato sulle ingiustizie globali e uno sfruttamento irresponsabile delle risorse naturali, si è aggiunta l’azione di una coalizione di governo che sta attaccando confusamente ma senza sosta le conquiste sociali degli ultimi 50 anni. La capacità produttiva, creativa, innovativa di un intero paese viene abbattuta da politiche economiche miopi o criminali; la ricchezza si concentra nelle mani di un dieci per cento della popolazione; ai disoccupati si offre un lavoro sempre più precario, ai migranti espulsioni a cottimo, agli studenti competizione e incentivi a pagare per studiare.

La proposta di legge Finanziaria per il 2004, e soprattutto i decreti ad essa collegati, compresa la riforma delle pensioni, non lasciano incertezze. Non c’è più posto per la solidarietà fiscale, ma solo per la beneficenza. Nessuna speranza per la cooperazione internazionale e le politiche di pace, si alle avventate missioni a sostegno della “guerra contro il terrorismo”. Basta con tutti i vincoli ambientali e spazio all’urbanistica fai da te. Insomma: niente strategie per il futuro, ma solo una grezza e primitiva visione darwinista del mondo.

In questi casi cosa si può fare? Occorre riappropriarsi degli spazi della politica, dove le decisioni vengono discusse e le scelte fatte. A partire dall’impegno di ciascuno di noi, che comunicando con amici, colleghi, conoscenti può iniziare a scalfire il muro culturale che si va creando.

Nota redazionale

Questo rapporto è il frutto di un lavoro collettivo che ha utilizzato una mole ampia di documentazione e materiali prodotti dalle organizzazioni della campagna. Per mantenere il Rapporto in un numero contenuto di pagine e nelle sue caratteristiche di agilità e facile lettura, siamo stati costretti ad utilizzare solo una parte della documentazione.

La stesura del rapporto è stata chiusa il 10 Ottobre 2003.

PDF, 64 pagine

Scarica il file
ControFinanziaria 2003

Quest’anno Sbilanciamoci! ha cercato di migliorare il lavoro degli anni precedenti, aggiungendo all’analisi della Finanziaria del governo ipotesi e scenari di una vera e propria manovra alternativa. Ciò è stato possibile anche grazie alla costruzione di nuovi e originali indicatori di benessere, elaborati a partire dall’insoddisfazione per quelli comunemente utilizzati nelle politiche economiche, Pil in testa.

Troverete così all’interno del presente volume una classifica delle nostre Regioni basata sullo sviluppo umano, il livello degli ecosistemi, la promozione dei diritti.

Alla fine di questo lavoro, grazie anche alle riflessioni sollecitate dai risultati ottenuti, abbiamo inserito una serie di proposte per gli enti locali, che stanno acquistando un ruolo sempre maggiore nella costruzione e realizzazione delle politiche pubbliche.

Dal locale al sopranazionale il passo è ormai breve. L’importanza rivestita dalle politiche europee ci ha spinto infatti a ricostruire e analizzare alcune delle decisioni più importanti prese dall’UE su lavoro, politiche degli armamenti, migrazioni: una cornice di regole e principi in cui i nostri governi si muovono quotidianamente e che non sempre sono ben note e divulgate tra i cittadini.

Il quadro che ne emerge è tutt’altro che confortante!

Ma l’ultimo capitolo mostra che gli strumenti per invertire la rotta sono già a nostra disposizione e che è possibile costruire politiche diverse anche rispettando le regole della contabilità pubblica.

Il libro prova ad avanzare idee alternative e concrete per contribuire a dotare i movimenti e le singole persone di strumenti per attivarsi e partecipare, avendo in mente delle ipotesi diverse da quelle che il modello economico e sociale imperante spacciano per l’unico mondo possibile.

192 pagine, PDF

Scarica il file
Page 1 of 2 1 2 >