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Economia a mano armata

Gli intrecci tra industria, finanza e spesa militare in Italia.

Questo dossier è il frutto di un lavoro collettivo promosso dalla campagna Sbilanciamoci!, redatto da ricercatori che da anni si occupano di spese militari, commercio internazionale di armi, eserciti, trattati internazionali, politica della difesa.

Da sempre è forte la collusione tra potere economico e potere militare. La globalizzazione e i nuovi assetti politici mondiali hanno accentuato queste tendenze, deludendo tutte le ottimistiche speranze successive alla fine della guerra fredda.

L’Italia consuma il 2% del PIL in spese militari ed è tra i primi produttori mondiali di armi.

Questo dossier spiega il ruolo del nostro Paese nel contesto internazionale, descrive l’impatto dell’economia armata, disegna gli scenari che si aprono con il nuovo modello di difesa europeo e con la professionalizzazione delle forze armate.

Ed evidenzia perché occorre difendere gli strumenti di controllo sui flussi finanziari e sulle esportazioni di armi, come la legge 185 del 1990.

48 pagine


INDICE

Premessa.

Introduzione.

Il modello di difesa. Quanto costa e dove ci porta.

  • La nuova NATO. Un’alleanza per il XXI secolo?

  • La politica europea di sicurezza e di difesa.

  • Le nuove politiche europee degli armamenti.

  • La spesa militare della NATO…

  • …e dell’Italia.

  • Soldati di professione. Il nuovo modello di difesa italiano.

  • La sorte del Servizio Civile.


L’industria della guerra in Italia

  • La produzione mondiale di armi.

  • L’industria italiana degli armamenti tra mito e realtà.

  • Gli anni ’80 e la legge 185/90.

  • Gli effetti sulle esportazioni.

  • Le vere cause della crisi.

  • Il mercato unico europeo delle armi.

  • Il comparto dell’industria militare oggi.

  • L’export italiano di armi nella seconda metà degli anni ’90.

  • Il business delle armi “leggere”.

  • Finanza e prestiti di guerra.


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