|
PER UNA FINANZIARIA DIVERSA
CHE METTA AL CENTRO I DIRITTI, L'AMBIENTE, LA PACE
La finanziaria del 2008 fa registrare alcune novità importanti e nello stesso tempo evidenzia tutti i limiti di una politica economica incapace di investire nel futuro e in un diverso modello di sviluppo.
Sarebbe stato possibile - dopo il risanamento del 2007 e le maggiori risorse derivanti dalla lotta all'evasione fiscale- delineare una politica capace di intervenire sui problemi più profondi del paese: le crescenti diseguaglianze, il degrado ambientale, la fragilità del welfare, la diffusione di povertà e precarietà. Così non è stato fatto. La manovra di quest'anno lascia immutati i meccanismi che hanno prodotto questi problemi e introduce solo alcuni positivi, ma limitati provvedimenti. Per di più, alcuni di questi sono misure una-tantum, inserite in un decreto-legge e quindi senza interventi sulla struttura della spesa.
è certamente importante che non siano state tagliate le risorse agli enti locali, alla sanità, alle spese sociale. Si tratta di un cambio di impostazione rispetto al passato. Come sono rilevanti alcune misure sociali ed ambientali proposte.
Ma nello stesso tempo c'è l'ennesimo regalo - in modo assistenziale e uniforme- alle imprese, come il taglio all'IRES e all'IRAP. L'aumento dei fondi per la cooperazione è dovuto al saldo dei debiti pregressi e non come crescita strutturale della bassissima spesa per l'aiuto pubblico allo sviluppo. I soldi per le energie rinnovabili sono solo sotto forma della reiterazione delle agevolazioni dello scorso anno e non come un vero piano di investimenti strutturali e di lungo periodo per liberarci dalla tirannia del carbone e dal petrolio. Continuano a crescere le spese per le armi, grazie agli impegni presi nella finanziaria del 2007: ben 1 miliardo e 550 milioni anche per il 2008. E ci sono ancora molti soldi per le grandi opere: e tra queste ben 190 milioni per il Mose. I soldi per le università e per la scuola, per il servizio civile e i giovani sono briciole rispetto alle necessità vere. Non ci sono misure importanti (di agevolazione fiscale, di lotta al precariato) per le politiche del lavoro. Né c'è la realizzazione dell'impegno del programma dell'Unione per uniformare la tassazione delle rendite finanziarie al 20%
La finanziaria 2008 è una finanziaria incapace di futuro, condizionata da una politica economica restrittiva che - pur introducendo qualche limitata misura di redistribuzione - lascia immutati i meccanismi che sono alla base delle difficoltà del paese: il peso eccessivo della rendita finanziaria e immobiliare, un sistema di imprese privo di strategie che viene sostenuto da nuovi sgravi fiscali indiscriminati, meccanismi di mercato e situazioni di privilegio che restano senza controlli e correttivi.
Chiediamo una finanziaria diversa che metta al centro i diritti, l'ambiente e la pace.
Chiediamo una svolta nelle politiche economiche del paese a favore di un nuovo modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità ambientale, la qualità e la giustizia sociale, la solidarietà.
Sosteniamo le proposte di una finanziaria diversa proposta dalla campagna Sbilanciamoci! e chiediamo al Parlamento e al Governo di farle proprie.
|