SCARICA IL SUPPLEMENTO “Democrazia al lavoro”, a cura della redazione de il manifesto e di Sbilanciamoci!
La scelta della campagna Sbilanciamoci di mettere al centro delle proposte e delle mobilitazioni in questi ultimi quattro anni di grave crisi le questioni del lavoro e dei diritti si collega naturalmente con la prospettiva irrinunciabile della costruzione di un modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità ambientale, sulla qualità sociale, sull’equità. Il lavoro è parte del nuovo modello di sviluppo ed è parte della risposta a questa crisi. Mentre l’opzione neoliberista si accanisce ancora sulla deriva antidemocratica e antisociale della deregolazione del lavoro – della sua dignità, dei suoi diritti – la prospettiva che può unire la mobilitazione dei movimenti sociali e l’impegno della Fiom e della Cgil è da una parte la difesa di quel che resta del diritto e della democrazia nel lavoro e dall’altra la costruzione di una dimensione nuova del lavoro dentro un modello di sviluppo dove produzioni e consumi devono essere radicalmente trasformati.
Difendere il lavoro – qui e ora: i posti Leggi tutto »
Il nostro Paese manca, purtroppo, di un adeguato numero di grandi imprese in grado di reggere una competizione internazionale sempre più serrata e di sostenere in maniera forte uno sviluppo qualificato dell’apparato produttivo nazionale; una situazione che è peggiorata negli ultimi decenni.
A stretto rigore, le grandi imprese a capitale prevalentemente nazionale che possono essere considerate tra le protagoniste
Il mese di Febbraio 2012 sarà caratterizzato dalle azioni della campagna che culmineranno con una manifestazione a Roma di “consegna delle firme” al Governo.
Dal 7 febbraio associazioni e gruppi locali si attiveranno a sostegno della campagna “Taglia le ali alle armi” promossa da Sbilanciamoci!, Tavola della Pace e Rete Italiana per il Disarmo con il sostegno di Unimondo,
Un’analisi del ricercatore dell’Ires-Cgil Roberto Romano sui problemi del nostro sistema industriale in questa crisi e quali strade seguire per mettere in campo politiche innovative per rilanciare produzioni di qualità ed un modello di sviluppo sostenibile fondato sull’equità ed il lavoro, sulla conoscenza e sugli investimenti nel capitale umano.
In questi giorni sta crescendo l’attenzione dei media sulle spese militari del nostro paese: sono troppe, con tanti sprechi e molta inefficienza. Abbiamo più “comandanti” (graduati) che “comandati” (soldati semplici) ed in proporzione agli organici, abbiamo un numero di generali superiore a quelli dell’esercito degli Stati Uniti.
Nel 2012 spenderemo oltre 23 miliardi di spesa
Con questa analisi Roberto Romano -ricercatore dell’IRES-CGIL e collaboratore di Sbilanciamoci- entra nel merito delle singole misure contenute nella manovra del governo Monti appena approvata in Parlamento. Un’analisi dettagliata che evidenzia tutti i limiti del provvedimento e la necessità di misure che siano veramente nel segno dell’equità sociale e della crescita economica del paese.
La campagna Sbilanciamoci! dà un giudizio negativo sulla manovra di correzione dei conti pubblici presentata alle Camere lo scorso 5 dicembre. Esprimiamo riserve su molte delle misure contenute nella manovra del governo Monti. Ci sono alcuni provvedimenti in parte condivisibili (dalla reintroduzione dell’ICI alla tassazione delle autovetture di lusso, dal parziale abbassamento della soglia dell’uso del contante
PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO SBILANCIAMOCI 2012
Viene presentato il prossimo 24 novembre, alle ore 10.30 alla Sala ex Hotel Bologna il 13° RAPPORTO SBILANCIAMOCI 2012 – Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente: 100 proposte concrete per politiche economiche e finanziarie nel segno dell’equità sociale, della sostenibilità ambientale di un’economia diversa fondata su un nuovo modello
Scarica il volantino e invialo a Tremonti
Ministero dell’Economia e delle Finanze
Via XX Settembre, 97 – 00187 Roma
ministro@tesoro.it
Il governo italiano sta affrontando la crisi economica e finanziaria – di cui sono responsabili le politiche neoliberiste degli ultimi trent’anni – facendone pagare il costo ai lavoratori, ai giovani, ai disoccupati,