Si discute in queste settimane della riforma del mercato del lavoro. Il governo si sta preparando a varare nuovi provvedimenti, dei quali si sa ancora poco. Quello che è da evitare è un'ulteriore precarizzazione del mercato del lavoro che in questi anni si è progressivamente aggravata esponendo moltissimi giovani e donne all'insicurezza, ai bassi salari e all'assenza di tutele. Si è detto che grazie alla maggiore flessibilità si sarebbero creati nuovi posti di lavoro, ma così non è stato. Con la crisi economica i primi ad essere licenziati sono stati i lavoratori parasubordinati, i lavoratori sottoqualificati, gli immigrati, i giovani e le donne. Quello che ci aspettiamo dal governo non è un provvedimento che renda ancora più flessibile (cioè precario) il mercato del lavoro o la cancellazione dell'art 18 dello Statuto dei Lavorartori, bensì investimenti per creare nuovi posti di lavoro, interventi per scoraggiare i contratti di lavoro atipici (che sono spesso delle forme di lavoro dipendente camuffate) e l'introduzione di nuove forme di protezione sociale per tutti i lavoratori parasubordinati che perdono il posto di lavoro. Si tratta di mettere il lavoro al centro Leggi tutto »
Finalmente in questi giorni se ne sono resi conto in molti: forze politiche, media, sindacati e anche i militari. Si spende troppo per le Forze Armate in Italia: troppi sprechi, troppe spese inutili, troppi soldi per le armi, troppi privilegi per una casta che in questi anni ha saputo ben difendere i propri interessi corporativi e rinviare quella necessaria riforma
Il 2011 è stato un anno molto difficile per l’economia e il lavoro. Il 2012 non sarà migliore e forse sarà peggiore. Infatti i dati macroeconomici forniti dall’Ocse, dal Fondo Monetario Internazionale e dall’Unione Europea indicano chiaramente che per molti paesi (tra cui l’Italia) -soprattutto il primo semestre del 2012- sarà un anno di recessione economica con alcune
E’ un’altra manovra quella di cui ha bisogno il nostro paese. Quella appena approvata in parlamento non è equa, applica il rigore solo ai soliti noti (pensionati, lavoratori, giovani, precari) e certamente non è all’insegna della crescita. E’ necessario ridurre le spese militari e cancellare le grandi opere; bisogna inserire la tassazione dei patrimoni e delle rendite. E con i
Un discorso abile e prudente quello di Monti all’atto dell’insediamento del suo governo. Fedeltà alla BCE e ai vincoli europei, continuità con le manovre fatte da Berlusconi e Tremonti nel 2011 e alcune novità su equità sociale, tassazione della proprietà (e reintroduzione dell’ICI), attenzione a giovani e donne, ma nessuna parola sull’ambiente, sull’impoverimento del paese, sulle crescenti diseguaglianze e parole
La cancellazione del Catalogo delle armi da sparo – misura contenuta nel maxi emendamento alla legge di stabilità – è un favore alla lobby degli armieri e un pericolo per la comunità. Infatti, grazie a questa misura scompariranno delle elementari forme di controllo (ad esempio la loro «omologazione» – come succede per le automobili – agli standard previsti) sulle armi
Nell’aprile scorso Tremonti aveva affermato con rara preveggenza che nel 2011 l’Italia si sarebbe limitata a fare la «manutenzione dei conti pubblici» e che non sarebbero servite nuove manovre finanziarie. Nel frattempo la «manutenzione» si sta trasformando in continui e permanenti interventi di emergenza di fronte allo sfascio dell’economia, delle condizioni sociali del paese e della finanza pubblica. Ma fino
La manovra varata dal governo Berlusconi è disperata, iniqua e senza futuro. Questo provvedimento, come i precedenti, non affronta in modo strutturale il problema del debito e non mette in campo misure significative per il rilancio dell’economia. Il problema principale è proprio questo: si affronta la crisi solo sul fronte dei tagli della spesa pubblica (prevalentemente la spesa sociale), mentre
Dallo scorso mese di aprile si è insediata una commissione mista Cnel/Istat per discutere ed individuare un set di “indicatori di benessere” integrativi al PIL. Di questa commissione fa parte anche la Campagna Sbilanciamoci! ed organizzazioni aderenti alla Campagna come Legambiente ed il WWF. Si tratta di un’iniziativa importante e significativa che segnala la sensibilità e la volontà di due
Non c’è più tempo per l’attesa. E’ il tempo per la nostra generazione di prendere spazi e alzare la voce. Per dire che questo paese non ci somiglia, ma non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarlo. Soprattutto nelle mani di chi lo umilia quotidianamente.
Siamo la grande risorsa di questo paese. Eppure questo paese ci tiene ai margini. Senza di noi decine