Cari amici, come sapete, l'Ammiraglio-Ministrotecnico Giampaolo Di Paola ha deciso di confermare l'acquisto di 90 cacciabombardieri nucleari F35: una delle più micidiali armi da guerra mai costruite, che costa circa 115 milioni di euro al pezzo. In tutto più di 10 miliardi di euro ai quali se ne dovranno aggiungere almeno altri 30 per la loro gestione. Si tratta di una scelta irresponsabile mentre si costringono milioni di italiani a fare enormi sacrifici e mancano i soldi per la polizia, la giustizia, la protezione civile, la scuola, la lotta alla povertà e per gli enti locali. Per questo è importante accrescere la pressione sul Parlamento che ora dovrà valutare e cancellare questa decisione. Con questo spirito vi invitiamo ad aderire alla Giornata nazionale di mobilitazione contro gli F-35 che si svolgerà sabato 25 febbraio 2012. In particolare vi proponiamo di: 1. organizzare la raccolta di firme nella vostra città (in piazza, in una scuola, negli uffici,...) (vedi il modulo in allegato) 2. chiedere al vostro Comune (o Provincia) di aderire votare una mozione contro l'acquisto degli F-35 (vedi la bozza di delibera del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace Leggi tutto »
Mezzo passo in avanti e due indietro, così si potrebbero commentare le dichiarazioni del ministro-ammiraglio Di Paola alle commissioni Difesa di Camera e Senato.
Il mezzo passo in avanti è l’annuncio della riduzione delle Forze Armate di 30mila unità (dalle attuali 183mila). Per farlo, questo mezzo passo in avanti il ministro-ammiraglio se la prende comoda: ha detto che ci vorranno 10
Poche novità dal Consiglio Supremo di Difesa riunitosi lo scorso 8 febbraio: qualche parziale riduzione agli organici – largamente sovradimensionati- delle Forze Armate e qualche ritocco agli investimenti negli armamenti, tutto qui. Mentre, a causa della crisi economica, si massacrano le pensioni, il welfare, gli enti locali, nel caso delle Forze Armate si fa riferimento alla necessità “di rimodulare” e
Durban e la Conferenza Onu sul clima dello scorso dicembre (COP17) ci raccontano la storia di una crisi. Una crisi climatica, che sempre più sta assumendo i contorni della tragedia per gli eventi estremi che colpiscono zone anche lontane tra loro, dalle imprevedibili alluvioni in Thailandia alla siccità nel Corno d’Africa per arrivare ai problemi nostrani in Liguria o in
Si discute in queste settimane della riforma del mercato del lavoro. Il governo si sta preparando a varare nuovi provvedimenti, dei quali si sa ancora poco. Quello che è da evitare è un’ulteriore precarizzazione del mercato del lavoro che in questi anni si è progressivamente aggravata esponendo moltissimi giovani e donne all’insicurezza, ai bassi salari e all’assenza di tutele. Si
Finalmente in questi giorni se ne sono resi conto in molti: forze politiche, media, sindacati e anche i militari. Si spende troppo per le Forze Armate in Italia: troppi sprechi, troppe spese inutili, troppi soldi per le armi, troppi privilegi per una casta che in questi anni ha saputo ben difendere i propri interessi corporativi e rinviare quella necessaria riforma
Il 2011 è stato un anno molto difficile per l’economia e il lavoro. Il 2012 non sarà migliore e forse sarà peggiore. Infatti i dati macroeconomici forniti dall’Ocse, dal Fondo Monetario Internazionale e dall’Unione Europea indicano chiaramente che per molti paesi (tra cui l’Italia) -soprattutto il primo semestre del 2012- sarà un anno di recessione economica con alcune
E’ un’altra manovra quella di cui ha bisogno il nostro paese. Quella appena approvata in parlamento non è equa, applica il rigore solo ai soliti noti (pensionati, lavoratori, giovani, precari) e certamente non è all’insegna della crescita. E’ necessario ridurre le spese militari e cancellare le grandi opere; bisogna inserire la tassazione dei patrimoni e delle rendite. E con i
Un discorso abile e prudente quello di Monti all’atto dell’insediamento del suo governo. Fedeltà alla BCE e ai vincoli europei, continuità con le manovre fatte da Berlusconi e Tremonti nel 2011 e alcune novità su equità sociale, tassazione della proprietà (e reintroduzione dell’ICI), attenzione a giovani e donne, ma nessuna parola sull’ambiente, sull’impoverimento del paese, sulle crescenti diseguaglianze e parole
La cancellazione del Catalogo delle armi da sparo – misura contenuta nel maxi emendamento alla legge di stabilità – è un favore alla lobby degli armieri e un pericolo per la comunità. Infatti, grazie a questa misura scompariranno delle elementari forme di controllo (ad esempio la loro «omologazione» – come succede per le automobili – agli standard previsti) sulle armi