Sbilanciamoci! presenta la sua “contromanovra”

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Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace e l’ambiente

Una manovra da 20,4 miliardi di euro, leggera di piccolo cabotaggio e che guarda soprattutto alla imminente scadenza elettorale. È questo il giudizio di Sbilanciamoci! sulla Legge di Bilancio presentata dal governo Gentiloni per il 2018. Nel complesso la manovra 2018 mantiene un impianto recessivo che non è in grado di rimettere in moto l’economia del Paese, dopo anni di austerità.

A una politica del governo incapace di immaginare il futuro, Sbilanciamoci! risponde con una contromanovra da 44,2 miliardi di euro e articolata in 111 proposte che, come ogni anno, è in pareggio. Non elenchiamo solo proposte, ma cerchiamo di capire come finanziarle: partiamo dai numeri e non solo dalle buone idee.

Le domande dalle quali partiamo sono semplici: cosa servirebbe per rilanciare l’economia del Paese a vantaggio di tutti? È possibile utilizzare la spesa pubblica, i soldi di tutti noi, per redistribuire ricchezza e lavoro, diminuire le diseguaglianze, fare i conti con i cambiamenti climatici, garantire servizi migliori, innovare le forme e le pratiche della cittadinanza e della partecipazione sociale? A queste domande Sbilanciamoci! risponde affermativamente e come ogni anno dal 1999 individua gli interventi di finanza pubblica necessari per cominciare a far fronte alle questioni epocali che ci stanno davanti.

Con le sue 111 proposte Sbilanciamoci! dimostra ancora una volta che la politica potrebbe contribuire a cambiare in meglio l’Italia, se lo volesse.

Alcuni esempi tra quelli che verranno presentati giovedì 16 novembre alle 11:

Abolizione del super-ticket, introduzione di una Digital tax e di nuove misure di contrasto all’evasione, alleggerimento del carico fiscale per i redditi più bassi, depenalizzazione e tassazione della cannabis, investimenti pubblici a sostegno della ricerca e dell’innovazione tecnologica, riduzione dell’orario di lavoro, un Reddito di inclusione meno selettivo e non condizionato, abolizione del bonus cultura ma musei gratuiti, risorse ingenti per la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico, taglio delle spese militari e più risorse per il Servizio Civile Universale, un Fondo Africa destinato davvero allo sviluppo delle comunità locali africane.

Le priorità che ci guidano sono 7: un fisco e una finanza più equi che assumano come priorità la lotta all’elusione e all’evasione; un’economia al servizio della società e dell’ambiente capace di generare occupazione ben retribuita e qualificata; politiche ambientali lungimiranti, necessarie per mettere in sicurezza il nostro territorio e assicurare uno sviluppo sostenibile; istruzione, cultura e conoscenza per tutti; un sistema di servizi e infrastrutture di welfare che non deleghi alle famiglie la protezione sociale e risponda ai bisogni di una società che cambia; il sostegno alle esperienze che sperimentano sul territorio nuove forme di economia solidale.

 

 

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