15 Nov gli studenti danno un Ultimantum al Governo contro la Legge di Stabilità

Riportiamo l’appello degli studenti e delle studentesse della Rete della Conoscenza  verso le manifestazioni studentesche del 15 novembre contro la Legge di Stabilità.

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ultimatumULTIMATUM AL GOVERNO

Stabilità per pochi, precarietà per tutti

Istruzione, reddito, casa, democrazia subito!

7 e 8 Novembre riprendiamoci scuole e università

15 Novembre invadiamo le strade del Paese

Roma | Piazza della Repubblica | ore 9 |

Avevate promesso politiche per il futuro dei giovani, investimenti in scuole e università, nuovi posti di lavoro e l’uscita dalla Crisi.

Tutte menzogne. Con questa Legge di Stabilità continuate a condannare un’intera generazione all’invisibilità.

Il blocco del Turn-over nega la possibilità a larga parte della nostra generazione di accedere al lavoro e continua a dequalificare scuole e università.

Chi pagherà la vostra abolizione dell’IMU sostituita dalla TASI?

Chi ci rimetterà dal taglio di un miliardo di euro alla sanità e dai 500 milioni di euro sottratti alle regioni?

Chi subirà le politiche xenofobe e l’economia di guerra che continuate a finanziare?

Le politiche di austerità portate avanti dal Governo delle Larghe Intese sacrificano le esigenze sociali della popolazione e sospendono la democrazia per ubbidire ai dettami della troika.

Avete scelto di essere deboli coi forti e forti coi deboli.

A subire le misure che oggi sono al vaglio del Parlamento ci saranno infatti migliaia di giovani e studenti fuorisede, costretti a pagare affitti altissimi con contratti a nero. Per rispettare i vincoli di bilancio imposti dall’Unione Europea, state svendendo la nostra salute, il nostro patrimonio pubblico, le nostre borse di studio, il nostro welfare. State rendendo invivibili le città e impossibili le vite di migliaia di pendolari, precari, fuorisede.

La nostra generazione non è muta, è la politica che è sorda.

Centomila studenti hanno invaso le piazze di tutta Italia l’11 ottobre per dire che era scaduto il tempo per i giochi di palazzo, i processi di Berlusconi e questo continuo clima da campagna elettorale.

Il 12 e il 19 Ottobre centinaia di migliaia di persone si sono mobilitate contro l’attacco ai diritti e contro le politiche recessive che continuate a propinarci, politiche che vogliono rafforzare un modello di sviluppo oramai insostenibile per l’ambiente e per le nostre stesse vite.

Le decisioni che in questi anni avete preso sopra le nostre teste con la scusante dell’emergenza economica hanno prodotto una vera e propria sospensione della democrazia. Le vostre scelte impopolari hanno messo sotto ricatto milioni di persone e con la stessa forza hanno respinto tantissimi migranti, che guardavano ai territori europei nella speranza di una vita migliore.

Vogliamo riscattare le nostre vita e quella di chi come noi vive ai margini della società. Respingiamo la vostra austerità a partire dalle mobilitazioni per il diritto alla casa, allo studio, alla salute che stanno prendendo vita in questi giorni.

A partire dal 7 e 8 Novembre irromperemo nelle nostre scuole, università, nelle case dello studente e nei nostri quartieri con blitz e assemblee straordinarie perché crediamo sia necessario discutere delle vere emergenze sociali e democratiche del Paese, riappropriarci di quei luoghi per dare un segnale di speranza e di riscatto. Non ci siamo arresi all’austerità e vogliamo che a partire dalle prossime settimane si inneschino meccanismi di partecipazione espansivi e capaci di rimettere al centro i nostri bisogni, le nostre aspirazioni e i nostri diritti.

Il 15 Novembre dovrete fare i conti con noi. Riempiremo le piazze e le strade di tutto il Paese, non c’è più tempo per aspettare!

Dovrete rispondere all’ultimatum di una generazione che continuamente è costretta ad abbandonare gli studi, a scappare dall’Italia, dovrete rendere conto non alla Commissione Europea ma ad una popolazione stanca di subire la vostra gestione autoritaria e ingiusta della crisi.

 

Il 15 Novembre vogliamo costruire una data ampia e partecipata di mobilitazione territoriale, per dettare dal basso le nostre priorità politiche:

1) Democrazia: non vogliamo più leggi di stabilità decise dalla Troika e senza forme di consultazione della popolazione

2) Istruzione: rifinanziamento dell’istruzione e del diritto allo studio, ridando i soldi tagliati dal 2008 in poi e riducendo le spese militari

3) Lavoro e Precarietà: sblocco del Turn Over per ridare qualità a scuole e università e un futuro lavorativo alle giovani generazioni e introduzione di forme di reddito e di strumenti che garantiscano l’autonomia sociale degli individui

4) Casa: aumento della tassazione delle grandi proprietà e dello sfitto, esenzione del TRISE per gli studenti fuori sede e i precari, blocco degli sfratti e piano straordinario di riutilizzo degli immobili dismessi

5) Welfare: cancellazione dei tagli alle regioni e finanziamento ai trasporti e al diritto allo studio tramite il blocco delle grandi opere inutili come il Tav in Val di Susa.

 Il 16 novembre saremo a Napoli contro l’inquinamento ambientale e in Val di Susa per difendere un territorio distrutto dal vostro autoritarismo. Saremo in quei luoghi per dire che oggi un diverso modello di sviluppo parte dalla democratizzazione delle politiche locali, parte dal coinvolgimento delle popolazioni che oggi subiscono gli scempi ambientali. Queste piazze e tutte quelle che mettono in discussione questo modello di sviluppo, la compressione degli spazi di democrazia e le politiche di austerità che smantellano diritti, welfare, territorio e beni comuni descrivono un orizzonte politico comune di opposizione sociale che dovrà essere rafforzato dal mutuo riconoscimento e dal rilancio di una mobilitazione generale nel Paese.

Come studentesse e studenti ci rifiutiamo di studiare nelle scuole e nelle università come si perpetra una gestione dei territori che uccide le popolazioni, ci rifiutiamo di studiare come si costruiscono grandi opere inutili e dannose: contestiamo i messaggi culturali che animano il vostro governo e vogliamo ribaltarli aula per aula.

Nelle vostre politiche sociali ed economiche non avete tenuto conto di una variabile: noi con i nostri sogni, la nostra voglia di contare, la nostra voglia di decidere.

Tutte le piazze degli studenti

 

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