Morire di non lavoro di Elena Marisol Brandolini

salone logoMorire di non lavoro

di Elena Marisol Brandolini

Salone dell’Editoria Sociale

sabato 2 novembre

ore 18.15

Sala B, Porta Futuro (Testaccio),

via Galvani 106, Roma

l’autrice ne parla con

Maria Grazia Giannichedda, Presidente della Fondazione Basaglia;

Claudio Gnesutta, La Sapienza Università di Roma, conduce Gabriele Polo, giornalista

«Quando si perde il lavoro si attraversa una prima fase in cui prevale il senso di fallimento, la perdita di status e d’identità: una disperazione sorda che ti porta vicino all’idea del suicidio; poi c’è una seconda fase in cui si riprende a combattere e si prova a recuperare fiducia nel futuro; infine, una terza fase in cui la vicenda economica prende il sopravvento e ci si rende conto che da lì a breve non si sarà più in grado di far fronte al pagamento delle spese fisse domestiche. Ecco, questa terza fase è quella della paura». (Soledad, spagnola di cinquant’anni, disoccupata di lungo periodo)

Gli effetti delle condizioni sociali sulla salute mentale sono molteplici. Alcune ricerche indicano come, all’aumento di un punto percentuale del tasso di disoccupazione corrisponda un aumento dello 0,8% nel tasso dei suicidi. E le politiche pubbliche di sostegno?

Totalmente insufficienti e inadeguate. L’autrice ci racconta di chi la crisi la vive, tutti i giorni, sulla propria pelle. Lo fa confrontando la situazione dell’Italia e quella di Spagna e Catalogna per capire da vicino quali siano le conseguenze reali della crisi e delle politiche di rigore sul benessere psico-fisico delle persone.

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Email this to someone
Scarica in versione Pdf

Lascia un commento

Sbilanciamoci.org I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons 3.0
Informativa sull'uso dei cookie
// Powered by Botiq.org