Trasparenza e partecipazione: un lontano traguardo per il Bilancio italiano

La quarta edizione dello Studio sulla trasparenza del Bilancio, condotto dall’International Budget Partnership (IBP), rivela ancora una volta che l’Italia deve migliorare l’accessibilità e la comprensione dei dati di bilancio, consentendo ai cittadini di ottenere maggiori informazioni ed essere più coinvolti nei processi decisionali.

I risultati dello Studio sulla trasparenza del Bilancio, il più importante rapporto mondiale sulla trasparenza di bilancio, redatto ogni due anni a partire dal 2006 e pubblicato oggi, rivelano che in Italia e nel mondo ci sia ancora molta strada da percorrere per raggiungere l’obiettivo di bilanci conoscibili e partecipati, nonostante siano sempre più i cittadini che auspicano la “liberazione” e la comprensibilità dei dati pubblici in modo da accrescere l’efficienza e la trasparenza della Pubblica Amministrazione e favorire il loro coinvolgimento.

Questa iniziativa condotta dall’International Budget Partnership (www.internationalbudget.org) rappresenta l’unica esperienza di analisi indipendente e comparativa delle procedure di bilancio e utilizza criteri accettati internazionalmente per valutare la trasparenza, l’affidabilità e il coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale del bilancio di ciascun paese.

Come commenta Warren Krafchik, Direttore dell’International Budget Partnership: “Le decisioni di bilancio e i relativi processi sono fondamentali per risolvere molti tra i più urgenti problemi del mondo. Il successo degli sforzi per ridurre la mortalità materna, eliminare la persistenza della povertà, fornire ai bambini un’istruzione di qualità e diminuire l’impatto del cambiamento climatico, tra gli altri, dipende dal fatto se vengano prese le giuste decisioni e realizzate concretamente. Non si tratta soltanto di una questione astratta di governance ma di una questione da cui dipende la qualità della vita di milioni di persone nel mondo.”

La ricerca viene redatta sulla base di un questionario compilato per ogni paese da esperti in materia di contabilità di stato della società civile, indipendenti e non legati in alcun modo al Governo. Ogni questionario è inoltre revisionato da altri due esperti anonimi, anch’essi al di fuori delle istituzioni governative. Sulla base di 95 quesiti che analizzano i principali documenti di bilancio viene costruito l’Indice di trasparenza del bilancio (Open Budget Index – OBI) che può variare da 1 a 100 e permette di stilare una classifica su base mondiale. Il punteggio medio per il 2012, sui 100 Paesi rilevati, è pari a 43/100, in crescita di un solo punto percentuale rispetto alla precedente edizione. L’indagine rivela che solo 23 paesi, guidati da Nuova Zelanda, Sud Africa e Regno Unito, forniscono informazioni dettagliate e significative, ottenendo un punteggio OBI superiore a 60, mentre 26 paesi si rivelano del tutto inadeguati a diffondere i dati di bilancio e non superano la soglia dei 20 punti. I 15 paesi che rilasciano un livello minimo di informazioni necessarie a leggere e controllare il bilancio nazionale si collocano nella fascia di punteggio tra 21 e 40. I restanti 36 paesi ottengono un punteggio, compreso tra i 41 e i 60 punti, che testimonia la mancata diffusione dei dati utili ad una piena comprensione dei bilanci nazionali. Tra questi ultimi troviamo l’Italia che presenta un valore dell’indice OBI pari a 60, il più basso dell’Europa occidentale, superiore di soli due punti percentuali se confrontato con il punteggio del 2010.

I ricercatori di Sbilanciamoci! e ActionAid che hanno analizzato i principali documenti di bilancio per il nostro paese in questa edizione sottolineano, infatti, come venga diffusa solo parte delle informazioni sul bilancio e sulle attività finanziarie prese in considerazione dal questionario, nonostante nel 2011 tutti gli otto documenti chiave1 considerati dall’indagine siano stati pubblicati. Per i cittadini italiani risulta difficile controllare le attività del governo rispetto alla gestione delle risorse pubbliche sia a causa della difficile reperibilità delle informazioni (soprattutto quelle relative alla spesa e alle entrate disaggregate, al debito pubblico, agli indicatori di performance, alle previsioni macroeconomiche, alle difformità tra le previsioni macroeconomiche iniziali e i risultati finali dell’esercizio, ai trasferimenti agli enti pubblici e partecipati) all’interno dei documenti prodotti, sia a causa dei ritardi nella pubblicazione di alcuni di questi. Inoltre, un ulteriore punto debole dell’Italia, è la mancata istituzione di un processo formale di consultazione in grado di coinvolgere attivamente i cittadini e le forze sociali nella redazione del bilancio. Le raccomandazioni del Rapporto al Governo, al Parlamento e alle Istituzioni di controllo volgono quindi in questa direzione, proponendo semplici misure per aumentare la trasparenza del bilancio.

Il Rapporto completo sulla trasparenza del Bilancio 2012, reperibile all’indirizzo www.internationalbudget.org presenta un’analisi accurata a livello internazionale e per singolo paese, approfondisce la metodologia seguita nell’indagine e raccoglie le raccomandazioni pe aumentare la trasparenza e la completezza delle informazioni dei bilanci nazionali.

 

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