Ancora tagli e iniquità sociali

Negativo il giudizio sulla legge di stabilità 2013. Tagli alla sanità, agli enti locali, al welfare: per Sbilanciamoci! è una manovra insostenibile, un’altra batosta per i cittadini. I tagli di 1 miliardo di euro alla sanità, di 1 miliardo agli enti locali, il blocco dei contratti per gli statali e l’aumento dell’IVA di 1 punto percentuale produrranno ulteriori e pesanti difficoltà economiche per la gran parte dei cittadini.

La diminuizione di un punto delle aliquote Irpef per i due scaglioni più bassi di reddito (dal 23 al 22% e dal 27% al 26%) è ampiamente controbilanciata dall’aumento dell’IVA e dall’introduzione di un tetto massimo di 3mila euro per le deduzioni e le detrazioni sulla dichiarazione Irpef: complessivamente la gran parte della platea dei contribuenti subirà una riduzione del reddito disponibile. L’aumento dell’IVA produce oltretutto un effetto depressivo sui consumi e sull’economia: in particolare l’aumento dal 10 all’11% colpisce servizi e beni come quelli del turismo, di alcuni generi alimentari, delle ristrutturazioni edilizie.

Particolarmente odiose – secondo Sbilanciamoci! – sono le misure che riguardano la riduzione dei fondi alla sanità pubblica che significherà meno servizi e maggiore ricorso alle strutture private e la riduzione del 50% della retribuzione dei giorni di permesso usufruiti dai lavoratori per assistere i familiari disabili. Palesemente insufficienti sono le misure a favore degli esodati (solo 100 milioni) e soldi sprecati sono i 160 milioni di finanziamento per la Torino-Lione. Più positive sono invece le misure – per il momento solo promesse – di realizzazione della Tobin Tax ed il maggiore stanziamento per il trasporto pubblico locale.

Non ci sono misure per la crescita e per l’equità (nè patrimoniale, nè maggiore imposizione fiscale per lo scaglione più alto dell’Irpef). Non ci sono le riduzioni della spesa militare (anzi 58 milioni vengono stanziati per il quartier generale della Nato) e ci sono invece ulteriori alienazioni del demanio pubblico e la decisione di lasciare le città al buio, incrementando così l’insicurezza sociale e la qualità della vita nelle nostre metropoli.

Si tratta per Sbilanciamoci!, in conclusione, di una manovra iniqua e depressiva che, in ossequio alle politiche di austerity, continua ad impoverire il paese e a farlo sprofondare in una crisi economica che avrebbe invece bisogno di altre politiche, quelle che il governo Monti non sta facendo e che invece Sbilanciamoci! propugna: politiche espansive e non recessive, redistributive e non di tagli lineari, di sviluppo e di intervento pubblico e non di gestione dell’esistente.

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