Belviso: tagli all’inclusione

Si è svolta ieri l’iniziativa indetta dalle Associazioni e Cooperative, in collaborazione con il Roma Social Pride, che da anni si occupano dell’intervento sociale all’interno dei campi rom della Capitale, per ricordare alla Vicesindaco Belviso che i servizi sociali sono una risorsa e non si svendono. La mobilitazione, che ha visto di fronte agli Uffici del Dipartimento delle Politiche Sociali di Roma Capitale la partecipazione di un centinaio di operatori e operatrici, tra i quali molti rom collaboratori delle stesse Associazioni, ha denunciato l’ennesimo attacco al lavoro sociale e alla dignità dei lavoratori impegnati quotidianamente in situazioni caratterizzate da estremo degrado ed esclusione.

La decisione della Belviso di tagliare del 50% le risorse destinate agli interventi sociali finora realizzati per promuovere l’inclusione della popolazione rom confinata nei cosiddetti “ villaggi attrezzati”, sconfessa il protocollo firmato il primo Aprile dello scorso anno dal Sindaco Gianni Alemanno che con quell’atto si impegnava a emanare un nuovo Bando per la gestione dei servizi sociali. In favore della popolazione rom.

Gli operatori, che hanno simbolicamente e pacificamente occupato gli uffici dell’Assessorato, hanno evidenziato come, a fronte dei trenta milioni e ottocentomila euro entrati nelle casse di Roma Capitale,  si è di fatto assistito solo al sovraffollamento dei “Villaggi attrezzati” già esistenti e, oggi, all’azzeramento dei progetti di promozione sociale della popolazione rom faticosamente portati avanti in questi anni. Un’emergenza, peraltro, dichiarata inesistente dalla sentenza del Consiglio di Stato 6050 del 16 novembre 2011 ma che ha permesso in questi tre anni di sperperare denaro pubblico affidando, tra l’altro, il controllo dei campi agli istituti di vigilanza armata rivelatisi del tutto inutili e unicamente funzionali alla logica del “ghetto rom”.

Il taglio draconiano delle risorse prospettato dalla Belviso, inoltre, si aggiunge alla decurtazione del 20% già operata dall’Amministrazione Capitolina lo scorso anno per elargire un obolo alla Croce Rossa italiana che, con personale inesperto e raccogliticcio, in nome della presunta e successivamente smentita emergenza, con il suo ingresso nei campi non ha prodotto il benché minimo risultato.

Gli operatori e le operatrici hanno anche evidenziato l’incongruenza tra una scelta che penalizza gli enti che si sono aggiudicati l’affidamento do Servizi attraverso regolari bandi pubblici e il costante foraggiamento di altri soggetti che beneficiano di affidamenti diretti per la gestione di analoghi servizi.

I risparmi, hanno suggerito i manifestanti potrebbero essere operati affidando il porteriato, la pulizia e altre attività inerenti la buona gestione del campo a cooperative di tipo B in cui impiegare gli stessi rom. Per questa via si otterrebbero vantaggi sia dal punto di vista dell’integrazione, sia sul lato economico, perché lavorando sulla quotidianità e sulla programmazione si eviterebbe il ricorso ad azioni di emergenza più costose che negli ultimi anni hanno rappresentato uno dei principali canali di sperpero di quei trenta milioni e ottocentomila euro che, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, dovranno essere giustificati come spesa ordinaria. La mobilitazione odierna ha ottenuto l’annullamento della “ricerca di mercato”, prassi stabilita dall’assessorato per affidare i servizi dei campi rom a possibili altri Enti gestori alle condizioni economiche peggiorative sopradescritte. Lo stato di mobilitazione permane in vista dell’incontro con la vicesindaco Belviso.

 

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Email this to someone

Lascia un commento

Sbilanciamoci.org I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons 3.0
Informativa sull'uso dei cookie
// Powered by Botiq.org