Spese militari: giocare a nascondino

Il Ministro-Ammiraglio Giampaolo Di Paola continua ad affermare che le questioni della Difesa vadano affrontate con serietà e poi continua a fare monologhi in Parlamento e televisione senza alcun tipo di confronto. Ciò conferma l’opacità della Difesa su diverse questioni, con posizioni e scelte nascoste dietro mezze verità solo per confondere l’opinione pubblica.

E’ questa la presa di posizione della Rete Italiana per il Disarmo dopo la puntata di “In mezz’ora” su RaiTre in cui il Ministro Di Paola è stato ospite di Lucia Annunziata. Ancora una volta infatti la questione delle spese militari (e in particolare dei caccia F-35 contro i quali si stanno moltiplicando le voci nel paese) è stata affrontata ascoltando solamente la campana del Ministero della Difesa e senza alcun tipo di contraddittorio .

Un esempio su tutti: le spese messe a bilancio per l’ambito militare. Il Ministro nel corso della trasmissione si è infatti limitato a fornire le cifre che in Bilancio sono assegnate alla sola Funzione Difesa . E’ facile in questo modo cercare di dimostrare che siamo una “cenerentola” europea, poiché vengono sottaciuti molti fondi che vanno a vantaggio della Difesa ma sono sono allocati altrove come quelli per i sistemi d’arma al Ministero dello Sviluppo Economico (1.673 milioni di euro per il 2012) e le Missioni all’estero al Ministero dell’Economia e delle Finanze (1.400 milioni di euro per il 2012) . Riteniamo poi errato sottrarre al conteggio fornito il bilancio dell’Arma dei Carabinieri, sia perché sono impegnati come le altre forze armate in tutte le operazioni militari a cui l’Italia partecipa (o ha partecipato); se tale Arma avesse solo funzioni di ordine pubblico non si capirebbe come mai continui a dipendere dal Ministero della Difesa e non venga “smilitarizzata” nella prospettiva di un riordino della Funzione di Polizia alle dipendenze del Ministero dell’Interno.

Tra le altre misure operative rilevanti per la spesa pubblica in R&S del nostro Paese, i progetti del Ministero della Difesa “Fregate FREMM” e “Medium Armoured Vehicles”, per i quali a bilancio risultano stanziamenti di 1.435 milioni per il periodo 2009-2011 e di 405 milioni per il triennio 2012-2014 (leggi finanziarie per il 2006 e 2008)

Come è possibile affrontare seriamente questo discorso continuando a “giocare a nascondino” con le cifre di bilancio e senza ascoltare chi da anni sottolinea incongruenze ed opacità ? Lo stesso avviene per il programma del cacciabombardiere Joint Strike Fighter F-35 per il mantenimento del quale si continua a saltare da una giustificazione all’altra (ora che quella delle penali non è più sostenibile) ma s enza aprire un confronto approfondito e serio su alcuna di esse e continuando a ripetere vecchie favole soprattutto per quanto riguarda l’aspetto dei ritorni economici ed occupazionali per il nostro Paese.

Per questo motivo la Rete Italiana per il Disarmo continua a richiedere che i mezzi di comunicazione diano spazio anche alle posizioni di chi critica le eccessive spese militari ed i mastodontici ed inutili programmi di armamento. In una situazione di grande crisi economica, con i sacrifici in aumento per cittadini e famiglie italiane, non è serio continuare a “proteggere” fondi e privilegi a vantaggio del mondo militare da un confronto ed una messa in discussione che ne evidenzierebbe tutte le storture e problematicità .

Rete italiana disarmo

Per approfondire TAGLIA LE ALI ALLE ARMI

 

 

 

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