Ridurre le spese militari!

In questi giorni sta crescendo l’attenzione dei media sulle spese militari del nostro paese: sono troppe, con tanti sprechi e molta inefficienza. Abbiamo più “comandanti” (graduati) che “comandati” (soldati semplici) ed in proporzione agli organici, abbiamo un numero di generali superiore a quelli dell’esercito degli Stati Uniti.

Nel 2012 spenderemo oltre 23 miliardi di spesa con altri 15 da sprecare nei prossimi anni per 131 cacciabombardieri F35.

In tempi di crisi sono spese che non ci possiamo permettere: solo il costo per i cacciabombardieri F35 equivale a metà della manovra Monti.

Con i soldi spesi per gli F35 potremmo mettere in sicurezza le scuole italiane (che non rispettano la 626), avviare il riassetto idrogeologico del territorio ed in questo modo creare occasioni per le imprese e decine di migliaia di nuovi posti di lavoro. Potremmo finanziare gli ammortizzatori sociali per tutti quei lavoratori parasubordinati che oggi non hanno alcuna tutela in caso di perdita del posto di lavoro.

Perché il “rigore” vale sempre per i pensionati e per i lavoratori e mai per le gerarchie militari?

La Campagna Sbilanciamoci! – all’interno del Rapporto 2012 sulla spesa pubblica- ha elaborato un piano di proposte per ridurre di oltre 4,5 miliardi nel 2012 la spesa militare: proposte dettagliate e realizzabili sin da subito.

E’ un’alternativa concreta: invece di tagliare soldi al welfare e alla scuola, si possono ridurre le spese militari ed in questo modo trovare nuove risorse per fronteggiare la crisi e rilanciare l’economia.

Scarica il piano Sbilanciamoci per ridurre le spese militari

Leggi le proposte di Sbilanciamoci! nel dettaglio

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3 commenti per “Ridurre le spese militari!”

  1. Carlo scrive:

    La struttura politico economico/economica delle nazioni nel 2012 a mio giudizi è ancora molto simile a quella medioevale, sarebbe molto utile all’umanità sia per un aspetto economico con un’enorme risparmio da destinare allo sviluppo ed alla lotta della povertà, come anche di spreco di risorse, per una maggiore sicurezza nel mondo e non ultimo motivo di minore inquinamento ambientale, l’eliminazione degli eserciti nazionali ed affidare la sicurezza globale ad un’unico esercito soto l’egida della Organizzazione delle Nazioni Unite.
    Nel nostro caso italiano in un momento di grande crisi in cui si chiedono sacrifici maggiori ai ceti sociali più deboli appare incomprensibile spendere cifre enormi in armamenti!
    Il governo blocchi questa spesa assurda!
    Basta con gli sprechi e con certa gente che gioca a fare la guerra!

  2. Carl scrive:

    Ma perché si alza questo polverone sul solito F35 a dieci anni dall’avvio del progetto. E’ vero che ci sono delle difficoltà tecniche e degli incrementi di costo legati a un progetto tecnologicamente avanzato e complesso (con relativo aumento dei costi) ma questo non significa che siano venuti meno i motivi che hanno portato l’Italia e un’altra dozzina di paesi a imbarcarsi nello sviluppo di questo cacciabombardiere. Se abbiamo un esercito e lo vogliamo impiegare dobbiamo dotarlo di mezzi adeguati per evitare di mettere a repentaglio la vita dei nostri soldati. E d’impieghi bellici i nostri aerei ne hanno visti parecchi negli ultimi anni: Bosnia, Afghanistan, e Libia. Inoltre questa nuova macchina andrebbe a sostituire gli AV8B della Marina e gli AMX e Tornado dell’Aeronautica. Ci saranno grandi vantaggi logistici legati alla gestione di una sola linea di aeromobili con conseguenti minori costi di esercizio. Ricordiamo, infatti, che il vero costo di un aeromobile non è l’acquisto ma è la gestione e nei venti anni di vita utile di queste macchine si potranno ottenere significativi risparmi. Infine vorrei ricordare la triste storia dell’F104 che per una gestione miope ci ha costretti a effettuare aggiornamenti pagati a caro prezzo su veri e propri pezzi da museo. Per non parlare dei costi di gestione e del fatto che i velivoli avevano un valore più che altro simbolico in termini di efficacia operativa. Insomma va bene riflettere e mettere in discussione le scelte d’investimento ma cerchiamo almeno di non ripetere gli errori del passato.

  3. fede scrive:

    Carissimi (intendo riferirmi agli F35, ovviamente).

    Guardate che le grandi somme sono fatte soprattutto da tantissimi somme da pochi euro.

    E’ uso consolidato nelle FF.AA. di far coincidere gli stanziamenti con gli impegni di spesa. L’esercito è la sommatoria di una miriade di centri di costo (uffici, comandi, distaccamenti, caserme etc.) che a loro volta gestiscono molti capitoli di bilancio, dalle mense, all’abbigliamento, alla cancelleria, la carburante, ai veicoli, al riscaldamento, per poi passare agli stipendi, alle armi, alla manutenzione etc..
    Per ogniuna di queste migliaia e migliaia di scatolette viene assegnata ad inizio anno uno stanziamento che deriva dalla spesa storica risultante l’anno precedente. Siccome lo stanziamento è consistente, di norma ad ottobre ci si rende conto che potrebbero essere fatte consistenti economie. Parte allora la corsa agli impegni, quasi sempre fasulli, finalizzati a costituirsi una elevata capacità di spesa e per conservare, alta la spesa storica, per l’esercizio successivo.
    Mi risulta che questa corsa ha visto anche nel 2011 un addensamento di impegni negli ultimi giorni dell’anno per una spesa complessiva spaventosa. Si parla di 5 miliardi (cinque miliardi) DI EURO.
    Perdinci, è vero che gli F35 non ci servono ed che in ogni caso tale spesa, drasticamente ridotta, può essere rinviata al 2020, ma perdinci 5 miliardi di corruzione e di sprechi possono essere tagliati senza alterare l’operatività delle FF.AA.

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