Liberalizzazioni. Molte ombre, poche luci

Il provvedimento varato dal Consiglio dei Ministri il 20 gennaio -secondo la campagna Sbilanciamoci!- contiene molte ombre e poche luci. I grandi gruppi di potere e di interesse (come le banche, le assicurazioni, i petrolieri) non vengono toccati o al massimo vengono solo leggermente sfiorati. Nel contempo -per fare un favore a Ferrovie e ad NTV, il nuovo gruppo concorrente di Montezemolo e Della Valle- viene cancellato il contratto nazionale per chi lavora nelle ferrovie e, liberalizzando senza limiti gli orari di apertura degli esercizi commerciali, si accentua ancora di più la precarizzazione dei lavoratori (spesso in nero) già pesantemente sfruttati. La corporazione delle farmacie viene solo parzialmente interessata dal provvedimento: l’aumento di 5mila punti vendita è un aumento dell’offerta e non ancora una liberazione vera e propria. Così come per i tassisti: si prende in tempo passando la “patata bollente”all’authority dei trasporti. La misura delle SRL ad 1 euro per i giovani con meno di 35 anni è solo una misura di facciata. Grave è l’imposizione della liberalizzazione dei servizi pubblici locali -ad eccezione di quelli idrici: e questa è una vittoria del movimento per l’acqua pubblica- che comporterà un peggioramento del servizio ed un aumento delle tariffe. Non manca qualche luce: l’abolizione delle tariffe minime e massime per i professionisti, lo stop (ancora molto parziale) ai tirocini come lavoro nero (d’ora in poi sarà possibile svolgerli in parte -per 6 mesi- anche all’Università), la liberalizzazione degli ordini professionali.

L’auspicio di Monti che con questi provvedimenti sulle liberalizzazioni aumenterà in 10 anni il PIL del 10% è irrealistico. Ed è sopravvalutata la speranza che grazie alle liberalizzazioni – “a costo zero”- l’economia italiana possa tornare a crescere e si possa portare un beneficio da mille-duemila euro nelle tasche degli italiani. Quello che  ancora manca -conclude la campagna Sbilanciamoci!- è una proposta di investimenti pubblici in economia (piccole opere ed infrastrutturazione di base, sostegno alla mobilità sostenibile e alle energie pulite, scuola e welfare, sviluppo locale, ecc ), capace di dare opportunità alle imprese e difendere e creare nuovi posti di lavori.  E’ questa la sfida che il governo Monti deve ancora affrontare.

 

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1 commento per “Liberalizzazioni. Molte ombre, poche luci”

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