Diritto al lavoro

Si discute in queste settimane della riforma del mercato del lavoro. Il governo si sta preparando a varare nuovi provvedimenti, dei quali si sa ancora poco. Quello che è da evitare è un’ulteriore precarizzazione del mercato del lavoro che in questi anni si è progressivamente aggravata esponendo moltissimi giovani e donne all’insicurezza, ai bassi salari e all’assenza di tutele. Si è detto che grazie alla maggiore flessibilità si sarebbero creati nuovi posti di lavoro, ma così non è stato.  Con la crisi economica i primi ad essere licenziati sono stati i lavoratori parasubordinati,  i lavoratori sottoqualificati, gli immigrati, i giovani e le donne. Quello che ci aspettiamo dal governo non è un provvedimento che renda ancora più flessibile (cioè precario) il mercato del lavoro o la cancellazione dell’art 18 dello Statuto dei Lavorartori, bensì investimenti per creare nuovi posti di lavoro, interventi per scoraggiare i contratti di lavoro atipici (che sono spesso delle forme di lavoro dipendente camuffate) e l’introduzione di nuove forme di protezione sociale per tutti i lavoratori parasubordinati che perdono il posto di lavoro. Si tratta di mettere il lavoro al centro dell’azione di governo, declinandolo con i diritti e la protezione sociale. L’aumento della disoccupazione e della precarietà -oltre a causare vasto malessere tra milioni di persone- rischia di far sprofondare ancora di più il paese nella crisi economica e sociale. E’ un prezzo che non ci possiamo permettere. A questa priorità, il governo Monti deve dare immediate risposte.

Giulio Marcon

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