Indicatori di benessere per un nuovo modello di sviluppo

Dallo scorso mese di aprile si è insediata una commissione mista Cnel/Istat per discutere ed individuare un set di “indicatori di benessere” integrativi al PIL. Di questa commissione fa parte anche la Campagna Sbilanciamoci! ed organizzazioni aderenti alla Campagna come Legambiente ed il WWF.  Si tratta di un’iniziativa importante e significativa che segnala la sensibilità e la volontà di due importanti istituzioni del nostro paese di procedere alla definizione di un nuovo paradigma del benessere fondato sull’equità e la sostenibilità.

Tutto questo è la conferma di un lavoro che la campagna Sbilanciamoci! ha iniziato dal 2003 con la creazione dell’indicatore QUARS (Qualità Regionale dello Sviluppo) e del Rapporto che ogni anno viene pubblicato e che analizza – sulla base di 41 indicatori di qualità sociale e sostenibilità ambientale- come si vive in Italia.

Sin dall’inizio la campagna Sbilanciamoci! ha coniugato un lavoro specifico e puntuale sulla spesa pubblica (la finanziaria, il bilancio dello stato, ecc.) con la ricerca di strade alternative di un nuovo modello di sviluppo sostenibile e fondato sulla giustizia economica. Oggi il modello di sviluppo neoliberista, energivoro, industrialista, finanziario è -anche a causa della crisi che da più di tre anni sconvolge gran parte del mondo- al capolinea. Bisogna cambiare produzioni, consumi, stili di vita. Il PIL -come misura del benessere- non funziona più perchè è il modello di sviluppo che abbiamo conosciuto negli ultimi 70 anni, di cui il PIL era espressione, ad essere entrato in crisi.

La ricerca di nuovi indicatori è anche la ricerca di una nuova e altra economia. E’ previsto che tra poco più di un anno la commissione CNEL/ISTAT concluda i suoi lavori. La campagna Sbilanciamoci darà il suo contributo affinchè i risultati di questa ricerca -che poi saranno sottoposti al governo e al parlamento- vadano nella direzione di una nuova idea di economia e di benessere. Affinchè, come dice lo slogan della nostra campagna, un’ ”Italia capace di futuro” non sia solo una speranza, ma la concreta realizzazione di un modello di sviluppo equo e sostenibile.

Giulio Marcon

 

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1 commento per “Indicatori di benessere per un nuovo modello di sviluppo”

  1. Franco scrive:

    Capisco che non si tratti di vuoti tecnicismi ma di porre le basi per rendere politicamente esigibili i modi con cui si definiscono le priorità. Sarebbe interessante poter avere qualche aggiornamento dei lavori della commissione. Franco.

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