Mille proroghe: così non va

Con il sì alla fiducia sul decreto "mille proroghe" il governo – afferma Giulio Marcon, portavoce della campagna Sbilanciamoci! – "ripropone una serie di misure e ne avanza delle nuove che sono totalmente inadeguate rispetto alla grave crisi che siamo attraversando".
Accanto ad alcune misure condivisibili come l’aumento dei fondi per il 5 per 1000 e la proroga al 31 dicembre del termine per poter impugnare il licenziamento da parte dei lavoratori con contratto cessato prima dell’entrata in vigore del "collegato al lavoro" vi sono alcune misure che giudichiamo molto negativamente: altri 30 milioni di regalo ai trasportatori, il condono ai partiti politici delle multe per le affissioni abusive dei manifesti, la reintroduzione parziale dell’elemosina della social card gestita dalle organizzazioni non profit, la tassa sul cinema.
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Con il sì alla fiducia sul decreto "mille proroghe" il governo – afferma Giulio Marcon, portavoce della campagna Sbilanciamoci! – "ripropone una serie di misure e ne avanza delle nuove che sono totalmente inadeguate rispetto alla grave crisi che siamo attraversando".

Accanto ad alcune misure condivisibili come l’aumento dei fondi per il 5 per 1000 e la proroga al 31 dicembre del termine per poter impugnare il licenziamento da parte dei lavoratori con contratto cessato prima dell’entrata in vigore del "collegato al lavoro" vi sono alcune misure che giudichiamo molto negativamente: altri 30 milioni di regalo ai trasportatori, il condono ai partiti politici delle multe per le affissioni abusive dei manifesti, la reintroduzione parziale dell’elemosina della social card gestita dalle organizzazioni non profit, la tassa sul cinema.

"Non ci sono -continua Marcon- misure per lo sviluppo, per il welfare, per il lavoro, per le imprese. Mancano un disegno stategico e interventi strutturali per rilanciare il paese e l’economia. Non a caso proprio l’OCSE ci ricorda che per la crescita del PIL nel 2011, l’Italia è all’ultimo posto dei paesi del G7". Sbilanciamoci! ripropone le sue misure per rilanciare l’economia e il lavoro con una manovra di 25 miliardi di euro per arginare la crisi e rilanciare le imprese e il lavoro.

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