GEF: Efficienza + rinnovabili o nucleare?

"Spesso si sente dire che la lotta contro la costruzione delle centrali nucleari è parte integrante dell’identità politica degli ambientalisti. Ciò è vero in molti paesi, tra cui l’Italia, ma è anche vero che dagli anni ’70 a oggi i termini del dibattito sono profondamente cambiati. In efetti oggi la scelta delle fonti energetiche per il futuro non è più questione di ideologia, ma di interesse pubblico, una scelta che deve avvenire sulla base di argomentazioni razionali, a partire da quelle sulla sicurezza, sui costi di investimento e sul ciclo di vita delle diverse opzioni disponibili. 

Una delle argomentazioni più importanti, se non la più importante, del lavoro di Frogatt e Schneider illustra l’incompatibilità tra lo sviluppo di energia nucleare e quello delle energie rinnovabili a partire dai volumi degli investimenti necessari."
Scarica lo studio di Antony Froggart e di Mycle Schneider preparato per la Fondazione Heinrich Boll e pubblicato dalla Green European Foundation.

La traduzione in italiano di questo studio preparato nel 2010 da due dei migliori esperti del settore è davvero la benvenuta, poiché affronta un tema ampiamente ripreso dai media: la rinascita del nucleare in europa.

Spesso si sente dire che la lotta contro la costruzione delle centrali nucleari è parte integrante dell’identità politica degli ambientalisti. Ciò è vero in molti paesi, tra cui l’Italia, ma è anche vero che dagli anni ’70 a oggi i termini del dibattito sono profondamente cambiati. In effetti oggi la scelta delle fonti energetiche per il futuro non è più questione di ideologia, ma di interesse pubblico, una scelta che deve avvenire sulla base di argomentazioni razionali, a partire da quelle sulla sicurezza, sui costi di investimento e sul ciclo di vita delle diverse opzioni disponibili.

Una delle argomentazioni più importanti, se non la più importante, del lavoro di Frogatt e Schneider illustra l’incompatibilità tra lo sviluppo di energia nucleare e quello delle energie rinnovabili a partire dai volumi degli investimenti necessari.

In un’altra argomentazione si confrontano, a pari volume di investimenti, le politiche basate su efficienza energetica e rinnovabili con quelle che prevedono la costruzione di nuove centrali nucleari. l’esito del confronto, da un punto di vista economico e sociale, in termini di posti di lavoro creati, è di lunga favorevole alle prime.

Si tratta di argomenti decisivi in un periodo come questo, segnato ovunque da austerità di bilancio e alti tassi di disoccupazione, e tenuto conto del fatto che, come ricordano gli autori, il 2010-2020 è un decennio cruciale per le decisioni sugli investimenti per innovare la produzione di energia.

Naturalmente sappiamo che le scelte che sono e saranno prese nei diversi paesi non dipendono solo dalla razionalità delle argomentazioni, ma sono anche il risultato dell’influenza delle lobby sui vari governi. Anche per questo è fondamentale che i Verdi tedeschi e francesi tornino a governare con le elezioni del 2012/2013. Anche in Italia, l’alternativa al governo Berlusconi dovrebbe consentire un’inversione di rotta rispetto alle scelte annunciate. Ad ogni modo, è questo il dovere degli ambientalisti italiani ed europei e non sarà poco, se questo studio li aiuterà a rendere più consapevolo i decisori di "sinistra" rispetto alle scelte che devono fare, se tornano al governo.

Scarica lo studio di Antony Froggart e di Mycle Schneider preparato per la Fondazione Heinrich Boll e pubblicato dalla Green European Foundation.

 

Pierre JONCKNHEER

Presidente della Green European Foundation

(GEF), Bruxelles

 

 


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