LA FINANZIARIA CHE NON C’È

E’ veramente impressionante la finanziaria del 2010: vuota e sostanzialmente inutile di fronte ad una crisi che sta accentuando le sue gravi conseguenze sociali ed economiche in tutto il paese. Bisognerebbe mettere mano alla spesa pubblica, programmare corposi interventi di sostegno al reddito e alle imprese, vere misure di protezione sociale, programmare nuovi investimenti, ma niente di tutto questo c’è nella finanziaria del 2010. Tremonti dice che la finanziaria di quest’anno non serve perchè c’è stata la manovra triennale nell’estate del 2008. Poi continua: finalmente non c’è la finanziaria “omnibus” con i conseguenti “assalti alla diligenza”. Si dimentica di dire che “l’omnibus” l’ha nel frattempo spostato nella miriade di decreti e specifici provvedimenti “anti-crisi” come -ultimo in ordine di tempo- quello che prevede lo scudo fiscale, esteso in extremis anche a mafiosi e a malfattori. E inoltre si dimentica che dall’estate del 2008 (da quando è stata approvata la manovra triennale) la crisi -purtroppo- si è moltissimo aggravata e i decreti e provvedimenti fin qui varati non hanno avuto gli effetti sperati: nè potevano averne  vista la loro modestia al limite della inconsistenza. Social card, mini indennità ai precari disoccupati, credito alle famiglie per i nuovi nati, Robin Hood tax, bonus alle famiglie, tassi per i mutui al 4%… tutte misure assolutamente  simboliche (alcune, tra l’altro, nemmeno attuate) ma presentate dall’ufficio marketing di Tremonti come importanti provvedimenti sociali ed economici. Si tratta in realtà di clamorosi bluff (si veda l’elenco dei bluff del governo su www.sbilanciamoci.org).
La finanziaria del 2010 avrebbe potuto essere l’occasione del varo di una serie di misure sociali ed ambientali ben più consistenti capaci di un’inversione di tendenza rispetto ad una politica economica -quella di Tremonti- che galleggia nell’immobilismo e nella vacuità di misure solo proagandistiche.

E’ veramente impressionante la finanziaria del 2010: vuota e sostanzialmente inutile di fronte ad una crisi che sta accentuando le sue gravi conseguenze sociali ed economiche in tutto il paese. Bisognerebbe mettere mano alla spesa pubblica, programmare corposi interventi di sostegno al reddito e alle imprese, vere misure di protezione sociale, programmare nuovi investimenti, ma niente di tutto questo c’è nella finanziaria del 2010. Tremonti dice che la finanziaria di quest’anno non serve perchè c’è stata la manovra triennale nell’estate del 2008. Poi continua: finalmente non c’è la finanziaria “omnibus” con i conseguenti “assalti alla diligenza”. Si dimentica di dire che “l’omnibus” l’ha nel frattempo spostato nella miriade di decreti e specifici provvedimenti “anti-crisi” come -ultimo in ordine di tempo- quello che prevede lo scudo fiscale, esteso in extremis anche a mafiosi e a malfattori. E inoltre si dimentica che dall’estate del 2008 (da quando è stata approvata la manovra triennale) la crisi -purtroppo- si è moltissimo aggravata e i decreti e provvedimenti fin qui varati non hanno avuto gli effetti sperati: nè potevano averne  vista la loro modestia al limite della inconsistenza. Social card, mini indennità ai precari disoccupati, credito alle famiglie per i nuovi nati, Robin Hood tax, bonus alle famiglie, tassi per i mutui al 4%… tutte misure assolutamente  simboliche (alcune, tra l’altro, nemmeno attuate) ma presentate dall’ufficio marketing di Tremonti come importanti provvedimenti sociali ed economici. Si tratta in realtà di clamorosi bluff (si veda l’elenco dei bluff del governo su www.sbilanciamoci.org).

La finanziaria del 2010 avrebbe potuto essere l’occasione del varo di una serie di misure sociali ed ambientali ben più consistenti capaci di un’inversione di tendenza rispetto ad una politica economica -quella di Tremonti- che galleggia nell’immobilismo e nella vacuità di misure solo proagandistiche.

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