04/05/2009 – Gcap: oggi ‘Civil G8’ per presentare in Campidoglio le richieste ai G8

04 – 05 – 2009

Gcap: oggi ‘Civil G8’ per presentare in Campidoglio le richieste ai G8 

(Unimondo.org)

 

Il manifesto delle iniziative – Fonte: Gcap

 

"Il prossimo Summit del G8, che sarà presieduto dall’Italia, ha l’opportunità di ripensare le regole, le priorità e la sostenibilità dello sviluppo". Per questo la ‘Coalizione italiana contro la povertà’ (Gcap) presenterà oggi a Roma in Campidoglio un articolato documento dal titolo "Le sfide globali e le proposte della società civile italiana" (in .pdf) nel quale chiede ai G8, e in particolare all’Italia, di "rimettere ordine nelle priorità, nelle strategie e nei numeri della politica e dell’economia internazionali". "L’Italia – sottolinea il comunicato della Gcap – si trova nel 2009 ad occupare una posizione strategica. Oltre ad ospitare il Summit, infatti, ad essa spettano ruoli di primo piano nell’ambito di alcuni fra i principali meccanismi in atto per garantire i diritti economici e sociali: l’Education For All Fast TrackInitiative, il Fondo Globale per la lotta all’Aids, Tubercolosi e Malaria‘, l’Evian Action Plan sull’acqua".

La crisi economica e finanziaria insieme agli stravolgimenti causati dai cambiamenti climatici, non solo già rendono e renderanno sempre più difficile, per centinaia di milioni di esseri umani nel mondo, l’esercizio dei propri diritti umani fondamentali, ma minacciano drammaticamente la loro esistenza. Per questo anche attravero una petizione online la Coalizione Gcap che raduna più di 70 organizzazioni, associazioni, sindacati e movimenti della società civile italiana – intende dar voce alle richieste e alle necessità dei paesi del Sud del mondo, affinché queste istanze vengano riconosciute e fatte proprie dall’Unione Europea, dalla comunità internazionale e dagli 8 Paesi più ricchi del mondo, venendo inserite nei documenti finali redatti dal G8.

"Nel 2008 la crisi degli alimenti ha provocato serie conseguenze – evidenzia la nota della Gcap. La Fao ha stimato che le persone che soffrono la fame sono adesso 963 milioni. A tutto ciò si deve poi aggiungere il ruolo drammatico giocato dalla speculazione finanziaria che ha creato milioni di nuovi poveri". Per porre rimedio a questa situazione la Gcap chiede ai G8 di "assicurare la stabilità finanziaria, la stabilità climatica, la fertilità della terra e le risorse naturali". "I soldi per difendere l’agricoltura, in particolare quella contadina a dimensione familiare e con essa la vita e la sua dignità, si possono e si devono trovare, ma occorre farlo subito, passando dai 3.9 miliardi di dollari stanziati nel 2006 a 30 miliardi entro il 2012" – chiede la Coalizione.

La Coalizione Gcap evidenzia quindi come la comunità internazionale si trovi oggi a dover affrontare una sfida composta da due aspetti tra loro intimamente correlati: correggere le storture che hanno portato alla crisi finanziaria internazionale e orientare il nuovo assetto finanziario affinché concorra a realizzare il diritto universale allo sviluppo. "Per questo, occorrono innazitutto misure volte a mitigare l’impatto della speculazione finanziaria, mettendo sotto controllo i suoi strumenti (hegde funds, private equity, derivati) e ponendo fine allo scandalo dei paradisi fiscali".

"Ma è l’intero sistema finanziario che va riorientato, se si vuole che esso diventi strumento per lo sviluppo e la promozione dei diritti umani e precondizione essenziale di questo è arrestare immediatamente la fuga di capitali che colpisce i Paesi del Sud; ma occorre anche che gli impegni assunti a Monterrey vanno ripresi e rilanciati, intervenendo in maniera decisa per mettere sotto controllo la speculazione e la volatilità dei capitali; l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo, che è strumento essenziale quando è prevedibile, slegato e di lungo periodo, va aumentato su scala globale mantenendo vivi per i Paesi del G8 gli impegni assunti a Gleaneagles nel 2005 e il traguardo, contenuto tra gli altri dall’Ottavo Obiettivo del Millennio delle Nazioni Unite, dello 0,7% del PIL entro il 2015. Infine la capacità di monitorare ed orientare il sistema finanziario va notevolmente accresciuta, ripensando il ruolo delle Istituzioni Finanziarie Internazionali in un’ottica di effettiva partnership per lo sviluppo".

L’emergenza climatica rappresenta sottolinea la Coalizione – "il fattore di rischio maggiore che la comunità internazionale deve affrontare". Il 2009 è l’anno che potrebbe decidere le sorti dell’umanità e del Pianeta. "I Paesi del G8 devono e possono svolgere un ruolo essenziale anche per ciò che attiene lo sviluppo sostenibile: devono, perché sono responsabili di circa il 39% delle emissioni attuali di gas serra e del 62% delle emissioni storiche; possono perché, pur rappresentando solo il 13,5% della popolazione, detengono oltre il 60% della ricchezza mondiale. E’ necessario quindi che il G8 operi da subito per il rilancio del negoziato multilaterale, che dovrà condurre ad un risultato positivo in occasione della Conferenza delle Parti di Copenhagen del dicembre 2009".

Infine la Coalizione Gcap evidenzia la necessità, accanto a nuove politiche economiche, di "costruire una nuova governance che assicuri la tutela dei beni pubblici globali". "Le leve del potere devono passare dalle mani di pochi che hanno una influenza sproporzionata all’interno delle istituzioni multilaterali, (tra cui i paesi del G8), ad una democrazia che possa assicurare la trasparenza nei processi decisionali mondiali basata sullo stato di diritto e sull’etica delle responsabilità che trascenda la dicotomia tra l’interesse nazionale e la solidarietà internazionale nel valore intrinseco della ricerca del bene comune" – conclude la nota della Coalizione.

A partire dal 9 maggio, inoltre, in occasione del "Giro d’Italia del Centenario", la ‘Coalizione italiana contro la povertà’ (Gcap) intende essere presente nelle tappe di arrivo del Giro per chiedere a tifosi, pubblico e appassionati di metter pressione sui leader del G8 attraverso uno speciale "pressionometro" con cui tutti potranno premere sui leader del G8 perché agiscano per sconfiggere la povertà e per conquistare la loro "maglia rosa". [GB]

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