INADEGUATO

di Giulio Marcon

Inadeguato è il governo italiano di fronte alla grave crisi economica e finanziaria che colpisce il nostro paese, come il resto del mondo.Le misure fin qui prese per difendere il lavoro e l’occupazione, l’economia e le fasce più deboli della popolazione sono assolutamente insufficienti, e in alcuni casi profondamente sbagliate. Oltre 350mila disoccupati in più in due mesi e oltre 500mila sono le persone che rischiano il lavoro da qui a giugno: eppure il governo non fa che balbettare misure modeste, dalla social card ai pochi spiccioli per i precari che vengono licenziati. Quello che è più grave è che il governo è ancora largamente inconsapevole -e quindi irresponsabile- della profonda gravità di questa crisi economica. Le misure pensate per rilanciare l’economia sono assai discutibili (come quelle sulle infrastrutture) e altre sono profondamente deleterie, come quelle del cosiddetto piano-casa. Invece di puntare -come ha fatto Obama negli Stati Uniti- su un New Deal ecologico il governo incentiva l’abusivismo edilizio e mette in difficoltà gli enti locali che dovranno fronteggiarlo. Misure sensate come un assegno generalizzato di disoccupazione o una tassa patrimoniale per le fasce sociali privilegiate vengono considerate con disprezzo e sufficienza, mentre in altri paesi sono in vigore da tempo: negli stessi Stati Uniti viene accentuata la tassazione per i redditi sopra i 250mila dollari. Il governo Berlusconi-Tremonti è ancora tutto prigioniero dell’ideologia neoliberista che ci ha portato alla rovina; ma soprattutto è prigioniero degli interessi delle classi privilegiati e delle caste corporative. La crisi può offrire la possibilità di una riconversione ecologica dell’economia,  di un rafforzamento del capitale sociale e umano e di una redistribuzione del reddito: ovvero la strada di un modello di sviluppo più equo e sostenibile. Proprio l’opposto verso cui ci sta portando il governo Berlusconi-Tremonti: un disastro sociale ed ambientale, che invece bisogna evitare in tutti i modi.



Inadeguato è il governo italiano di fronte alla grave crisi economica e finanziaria che colpisce il nostro paese, come il resto del mondo.

Le misure fin qui prese per difendere il lavoro e l’occupazione, l’economia e le fasce più deboli della popolazione sono assolutamente insufficienti, e in alcuni casi profondamente sbagliate.

Oltre 350mila disoccupati in più in due mesi e oltre 500mila sono le persone che rischiano il lavoro da qui a giugno: eppure il governo non fa che balbettare misure modeste, dalla social card ai pochi spiccioli per i precari che vengono licenziati. Quello che è più grave è che il governo è ancora largamente inconsapevole -e quindi irresponsabile- della profonda gravità di questa crisi economica.

Le misure pensate per rilanciare l’economia sono assai discutibili (come quelle sulle infrastrutture) e altre sono profondamente deleterie, come quelle del cosiddetto piano-casa. Invece di puntare -come ha fatto Obama negli Stati Uniti- su un New Deal ecologico il governo incentiva l’abusivismo edilizio e mette in difficoltà gli enti locali che dovranno fronteggiarlo.

Misure sensate come un assegno generalizzato di disoccupazione o una tassa patrimoniale per le fasce sociali privilegiate vengono considerate con disprezzo e sufficienza, mentre in altri paesi sono in vigore da tempo: negli stessi Stati Uniti viene accentuata la tassazione per i redditi sopra i 250mila dollari.

Il governo Berlusconi-Tremonti è ancora tutto prigioniero dell’ideologia neoliberista che ci ha portato alla rovina; ma soprattutto è prigioniero degli interessi delle classi privilegiati e delle caste corporative.

La crisi può offrire la possibilità di una riconversione ecologica dell’economia,  di un rafforzamento del capitale sociale e umano e di una redistribuzione del reddito: ovvero la strada di un modello di sviluppo più equo e sostenibile. Proprio l’opposto verso cui ci sta portando il governo Berlusconi-Tremonti: un disastro sociale ed ambientale, che invece bisogna evitare in tutti i modi.

Giulio Marcon

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