03/11/2009 – Il caso ENEL: una lettera aperta al Ministro Tremonti

Egregio Ministro Tremonti, leggiamo con preoccupazione e perplessità sulla stampa che lei si appresterebbe ad autorizzare un aumento del capitale sociale per circa 7 miliardi di Euro dell’Enel, controllata in varie forme per il 30 per cento dal Ministero dell’Economia e quindi dai cittadini italiani. Ossia Via XX Settembre investirebbe ulteriori 1,4 miliardi di Euro nella società ex-monopolista elettrico. Questo è necessario poiché sotto la guida dell’amministratore delegato Fulvio Conti l’Enel nel 2008 con una strategia esasperata da aggressiva impresa multinazionale ha aumentato il suo debito da 23 miliardi a ben 61 miliardi di Euro per procedere ad una serie di rischiose acquisizioni (…) Di fronte alla crisi economica e sociale che stiamo vivendo nel nostro paese, e le difficoltà del governo a racimolare risorse pubbliche per interventi sociali, crediamo che 1,4 miliardi di Euro siano un “gruzzoletto” buono per aiutare chi ha perso o sta per perdere il lavoro. L’aumento di capitale dell’Enel non genererà, invece, nessun nuovo posto di lavoro. (continua)


Egregio Ministro Tremonti,

leggiamo con preoccupazione e perplessità sulla stampa che lei si appresterebbe ad autorizzare un aumento del capitale sociale per circa 7 miliardi di Euro dell’Enel, controllata in varie forme per il 30 per cento dal Ministero dell’Economia e quindi dai cittadini italiani. Ossia Via XX Settembre investirebbe ulteriori 1,4 miliardi di Euro nella società ex-monopolista elettrico. Questo è necessario poiché sotto la guida dell’amministratore delegato Fulvio Conti l’Enel nel 2008 con una strategia esasperata da aggressiva impresa multinazionale ha aumentato il suo debito da 23 miliardi a ben 61 miliardi di Euro per procedere ad una serie di rischiose acquisizioni, tra cui l’Endesa spagnola con forte presenza in America Latina. Soltanto con un aumento di capitale il rating della società non crollerà in un momento già difficile per rastrellare capitali e finanziamenti sui mercati finanziari.

Troviamo l’approccio del governo alla questione irresponsabile e surreale nel contesto dell’attuale crisi che viviamo. Se il 2009, come lei ha affermato, sarà ancora peggio del 2008 con un Pil e un mercato azionario in rotta ci chiediamo perché soldi pubblici – per altro generati dal dividendo di due altre imprese controllate dallo Stato, Sace e Fintecna – debbano essere spesi in una società che si ostina a finanziare rischiosi progetti nucleari in Est Europa, come a Mochovce in Slovacchia con standard di sicurezza paragonabili a quelli di Chernobyl, devastanti dighe nella incontaminata Patagonia tramite la nuova controllata Endesa, ed addirittura per rimpolpare i propri conti cede una quota di mercato nel settore delle rinnovabili, unica ancora di salvezza per uno sviluppo sostenibile nel nostro paese e nel mondo. Per altro l’Enel continua ad avere nel proprio bilancio decine di società controllate con sede nei paradisi fiscali, tra cui Delaware, Panama, Lussemburgo, Isole Cayman, che lei stesso ha detto bisogna combattere e chiudere.

Di fronte alla crisi economica e sociale che stiamo vivendo nel nostro paese, e le difficoltà del governo a racimolare risorse pubbliche per interventi sociali, crediamo che 1,4 miliardi di Euro siano un “gruzzoletto” buono per aiutare chi ha perso o sta per perdere il lavoro. L’aumento di capitale dell’Enel non genererà, invece, nessun nuovo posto di lavoro.

Su queste basi, crediamo importante che i cittadini italiani esercitino un’opposizione con tutti i mezzi possibili a questa scelta fintantoché il governo non intenda esercitare un ferreo controllo sulle scelte dell’azienda indirizzate alla sostenibilità e all’interesse pubblico. Fino ad allora basta sprecare soldi pubblici per aiutare aziende globalizzate che lavorano contro l’interesse pubblico. Il Robin Hood originale direbbe: “Chi ha sbagliato, paghi”.

Antonio Tricarico
CRBM
Giulio Marcon
Campagna Sbianciamoci!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Email this to someone

Lascia un commento

Sbilanciamoci.org I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons 3.0
Informativa sull'uso dei cookie
// Powered by Botiq.org