HRW: violano i diritti umani le politiche dell’Italia verso gli immigrati

da unimondo.orgIl rapporto annuale diffuso il 14 gennaio da Human Rights Watch (HRW), una delle più importanti organizzazioni internazionali per la tutela dei diritti umani, "accusa Stati Uniti e Italia di violare i diritti umani fondamentali con politiche discriminatorie" – riporta l’agenzia Misna. Il rapporto sottolinea come le politiche del presidente americano uscente, George W. Bush, abbiano prodotto "danni enormi" nel mondo nell’ambito della tutela dei diritti umani; ma condannano anche le norme sull’immigrazione adottate dal Governo italiano che – evidenzia il documento – hanno portato a una crescente discriminazione verso intere comunità. Per quanto riguarda l’Italia, il rapporto di HRW ricorda, fra l’altro, che il Commissario del Consiglio d’Europa per i diritti umani,ha messo in evidenza "l’aumento in Italia di incidenti a sfondo razzista e xenofobo, così come una crescente discriminazione nelle politiche governative nei confronti di Rom e Sinti".

da unimondo.orgIl rapporto annuale diffuso il 14 gennaio da Human Rights Watch (HRW), una delle più importanti organizzazioni internazionali per la tutela dei diritti umani, "accusa Stati Uniti e Italia di violare i diritti umani fondamentali con politiche discriminatorie" – riporta l’agenzia Misna. Il rapporto sottolinea come le politiche del presidente americano uscente, George W. Bush, abbiano prodotto "danni enormi" nel mondo nell’ambito della tutela dei diritti umani; ma condannano anche le norme sull’immigrazione adottate dal Governo italiano che – evidenzia il documento – hanno portato a una crescente discriminazione verso intere comunità.

Per quanto riguarda l’Italia, il rapporto di HRW ricorda inoltre che in un memorandum del luglio scorso il Commissario del Consiglio d’Europa per i diritti umani, Thomas Hammarberg, ha messo in evidenza "l’aumento in Italia di incidenti a sfondo razzista e xenofobo, così come una crescente discriminazione nelle politiche governative nei confronti di Rom e Sinti". Il Rapporto ricorda che gli incidenti del maggio scorso di cui furono vittima alcune le comunità nomadi, in seguito ai quali fu proclamato uno stato d’emergenza in Lazio, Campania e Lombardia "dando alle autorità locali poteri speciali. In seguito a questi episodi, il Parlamento europeo – scrive Human Rights – adottò una risoluzione chiedendo all’ Italia di bloccare il provvedimento sulle impronte digitali ai Rom. La Commissione europea mutò il suo atteggiamento critico dopo che seguirono da parte del governo italiano assicurazioni che non erano in corso schedature di dati di tipo etnico".

Human Rights Watch critica poi il Governo italiano per l’atteggiamento avuto in due vicende specifiche: la vicenda legata al sequestro dell’ex Imam di Milano Abu Omar (nell’ambito della quale il governo ha posto il segreto di Stato) e la vicenda riguardante il tunisino Essid Sami Ben Khermais, detto Saber, espulso dall’Italia nel giugno scorso nonostante fosse pendente un pronunciamento da parte della Corte Europea, che aveva a suo tempo accolto un suo ricorso.

Intanto i vertici della Fondazione Migrantes della Cei hanno denunciato le recenti norme approvate dal Parlamento tra cui la nuova tassa sui permessi di soggiorno e più in generale lo scivolamento "verso posizioni ispirate al principio della indesiderabilità" nei confronti degli immigrati. "Si registra fra le due ultime leggi sull’immigrazione, quella del 1998 e del 2002, un brusco passaggio, che fa scivolare verso posizioni ispirate al principio della indesiderabilità" – ha affermato mons. Piergiorgio Saviola, direttore generale della Fondazione Migrantes, nella conferenza stampa di presentazione della prossima Giornata Mondiale dei Migranti che si celebrerà domenica 18 gennaio. Riguardo alla proposta di far pagare una nuova tassa sui permessi di soggiorno, "la nostra posizione è quella di chi ritiene inaccettabile una tassa che e’ meglio definire balzello" – ha aggiunto don Gianromano Gnesotto, direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale degli Immigrati e Rifugiati della Fondazione Migrantes della Cei . "Fantasie di questo genere – ha spiegato Gnesotto – che penalizzano ulteriormente gli immigrati ci sembrano una caduta e un passo indietro rispetto a politiche di integrazione che devono invece avere una mentalita’ aperta e intelligente in grado di mettere in atto politiche adeguate".

No dei vescovi italiani anche alla proposta della Lega di obbligare i medici a denunciare gli immigrati irregolari che si rivolgono a loro per ricevere delle cure. "Il diritto alla salute è fondamentale e va garantito a tutti senza preclusioni o invenzioni" – ha aggiunto don Gnesotto durante la conferenza stampa nella sede della Radio Vaticana. "Non si può far svolgere ai medici – ha spiegato – compiti, quale la delazione, che non vogliono nè possono svolgere come se fossero gendarmi". L’iniziativa leghista, per il sacerdote, questa iniziativa sarebbe in contraddizione, con l’articolo 32 della Costituzione sulla tutela della salute. "Ci auguriamo – ha concluso p. Gnesotto – che questo emendamento non passi".

E riguardo al "reato di immigrazione e soggiorno" da "clandestino" – che il Senato da ieri punisce con il pagamento di un’ammenda dai 5mila a 10mila euro e la pena accessoria dell’espulsione, l’agenzia Misna ricorda che l’articolo 19 del disegno di legge sulla sicurezza approvato dal Senato "ha sollevato tanti dibattiti negli ultimi giorni per una serie di balzelli e norme che già nei mesi scorsi, in fase di ideazione, avevano incontrato le dure rimostranze dell’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani e, nel caso della schedatura delle impronte digitali dei rom, una risoluzione di condanna del Parlamento europeo". L’approvazione dell’articolo prevede che uno straniero entrato in Italia senza un regolare visto e fermato dalle forze di Polizia per restare dovrà pagare l’ammenda, in caso contrario un giudice di pace potrà decidere la sua espulsione. La norma prevede anche un massimo di cinque anni di carcere per favoreggiamento da comminare a chi assumerà un "clandestino".

"E’ in atto uno scontro di civiltà – scrive nell’editoriale ‘Famiglia Cristiana’ – ma non tra Occidente e Oriente, tra cristianesimo e islam. No, oggi il vero scontro di civiltà si gioca in parlamento e nelle piazze sull’accoglienza nei confronti di chi è nel bisogno, sul rispetto della dignità di ogni persona, straniera, malata, non ancora nata". Il settimanale critica in particolare la proposta della Lega sul permesso di soggiorno a pagamento, definita "un colpo di mano", così come respinge l’altra norma proposta della Lega di fissare un deposito-garanzia di 10 mila euro per gli stranieri che vogliono aprire una partita Iva. "E’ degno di persone ‘civili’ negare le cure mediche agli immigrati clandestini, come è avvenuto in Friuli? – domanda il settimanale diretto da don Antonio Sciortino. "Il vero scontro di civiltà: tra accoglienza e rifiuto, tra dialogo e negazione dei diritti. Civili, umani e religiosi dei popoli e delle nazioni" – conclude l’editoriale.

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Email this to someone

Lascia un commento

Sbilanciamoci.org I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons 3.0
Informativa sull'uso dei cookie
// Powered by Botiq.org