Brasile: 100mila in marcia aprono il World Social Forum

da unimondo.org – Si è aperta ieri con una grande celebrazione indigena e una marcia di oltre centomila persone per le strade di Belem, nel cuore dell’Amazzonia del Brasile, la IX edizione del ‘World Social Forum’ (WSF; in italiano Forum Sociale Mondiale – FSM). Sono stati i popoli indigeni dell’Amazzonia a condurre la manifestazione iniziale con un rituale condiviso tra le oltre 60 differenti nazioni della terra accogliendo i popoli africani che hanno ospitato l’ultima edizione del Forum Sociale Mondiale a Nairobi (Kenya) rendendo loro omaggio come propri ancestrali. La società civile organizzata, movimenti sociali, popoli indigeni, Ong, sindacati e gruppi religiosi provenienti da più di 150 paesi di tutti i continenti si incontrano il più importante appuntamento altermondialista che ritorna in Brasile dopo tre anni. Tra i principali temi dei dibattiti ci saranno la crisi economica mondiale, i cambiamenti climatici e le alternative al modello di sviluppo.

da unimondo.org – Si è aperta ieri con una grande celebrazione indigena e una marcia di oltre centomila persone per le strade di Belem, nel cuore dell’Amazzonia del Brasile, la IX edizione del ‘World Social Forum’ (WSF; in italiano Forum Sociale Mondiale – FSM). Sono stati i popoli indigeni dell’Amazzonia a condurre la manifestazione iniziale con un rituale condiviso tra le oltre 60 differenti nazioni della terra accogliendo i popoli africani che hanno ospitato l’ultima edizione del Forum Sociale Mondiale a Nairobi (Kenya) rendendo loro omaggio come propri ancestrali – riporta dal Brasile Monica di Sisto di FairWatch che è incaricata del coordinamento del Press Team della Commissione comunicazione.

Dopo aver condiviso un "Pasto sacro" i rappresentanti dei popoli africani hanno introdotto gli indigeni alla propria cultura, affidando loro il testimone del Forum accompagnati da tamburi e birimbau. Gli indigeni hanno quindi preso la testa del corteo invitando gli almeno 100mila partecipanti al Forum, e insieme ad essi tutta la città di Belem, a camminare insieme portando con se’ tutte le proprie bandiere, gli striscioni e i simboli delle proprie lotte. Neppure le due ore di pioggia battente hanno fermato l’entusiasmo della marcia, che è continuata fino alla centralissima Piazza dell’Operaio dove, sul palco montato per l’occasione, si sono succedute le delegazioni di 60 popoli indigeni.

La società civile organizzata, movimenti sociali, popoli indigeni, Ong, sindacati e gruppi religiosi provenienti da più di 150 paesi di tutti i continenti si incontrano il più importante appuntamento altermondialista che ritorna in Brasile dopo tre anni. Tra i principali temi dei dibattiti ci saranno la crisi economica mondiale, i cambiamenti climatici e le alternative al modello di sviluppo. Il Consiglio Internazionale del WSF ha deciso di celebrare il Forum in Amazzonia riconoscendo il "ruolo strategico che la regione ha per tutta l’umanità". La regione è una delle ultime del pianeta che rimane in parte preservata, in un spazio geografico di valore incommensurabile per la sua biodiversità e per il fatto che aggrega attorno a sé tanti movimenti sociali che lottano per una Amazzonia e per un mondo sostenibili, solidali e democratici. "Particolare attenzione sarà perciò dedicata alle proposte provenienti in tal senso dai popoli indigeni portatori di una idea dello sviluppo altra – in armonia con l’ambiente – e di una idea della economia comunitaria e solidale" – riporta ‘A Sud’ che segue con reportage la manifestazione.

Nella conferenza stampa nel Teatro Maria Sylvia alla Stazione das Docas, una donna indigena, Adalise Otteloo, ha puntualizzaro subito come il WSF sia il luogo in cui si sta ripensando la globalizzazione, affinchè abbia al centro i diritti e una relazione armonica con l’ambiente – segnala l’associazione ‘A Sud’ . "È per questo che la partecipazione dei movimenti e delle comunità indigene così numerosa a questo Forum rappresenta un fatto importantissimo " – spiega Adalise ai giornalisti assiepati nel Teatro. "Buen Vivir" è il lemma che sta caratterizzando l’alternativa lanciata dal WSF alla crescita economica. Un’idea che appartiene da sempre alla cosmogonia dei popoli indigeni che hanno nel loro dna sociale la relazione con la Terra e con la vita come elemento centrale. "Bisogna superare l’attuale crisi energetica e la distruzione dell’ambiente, accorpando le lotte e le resistenze denunciando la violenza e la discriminazione che i popoli originari della foresta continuano a subire"- ha concluso Adalise.

"La sfida che abbiamo davanti è monumentale e se non la vinciamo quello che verrà potrà essere addirittura peggiore" – ha affermato Candido Grabowski del Consiglio Internazionale del WSF e direttore di Ibase. L’economia attuale non è sostenibile ed è questo, più di ogni altra cosa, che avalla le nostre idee e da ragione alla necessità urgente di reinventare un mondo altro". Il World Social Forum non è quindi un luogo attraverso il quale esercitare pressione sui Governi, ma "la platea mondiale più importante per elaborare idee, stimolare partecipazione e diritti di cittadinanza, stringere alleanze tra movimenti per portare avanti lotte comuni" – riporta Giuseppe De Marzo di ‘A Sud’.

"Ripensare lo sviluppo è dunque la questione centrale di questa edizione del WSF per rispondere alla crisi globale provocata da un modello economico improntato sulla crescita e sulla distruzione ambientale" – sostiene Raffaella Bolini, dell’Arci, che a nome del Coordinamento Italiano ricorda come i pericoli che i movimenti denunciavano ormai da dieci anni sono oggi tutti manifestati nella crisi globale che investe tutto il mondo, non solo il sud. "Quelli che hanno prodotto la crisi non possono oggi pensare di essere coloro che la risolvono, tra l’altro proponendo le stesse identiche ricette economiche e sociali, come l’Europa che pensa di continuare a esportare il neoliberismo in America Latina attraverso gli accordi commerciali che tanto danno fanno ai diritti ed all’ambiente" sottolinea la Bolini chiudendo il suo intervemto con un appello su Gaza "affinché il FSM possa riuscire a costruire un’alternativa anche per la società civile mediorientale che sia diversa dall’opzione offerta dalle bombe occidentali e dall’estremismo religioso".

Il FSM continuerà fino al primo di febbraio, nei campus dell’UFPA e dell’UFRA e vede svilupparsi più di 2.400 attività (assemblee, seminari, officine, cerimonie, appuntamenti sportivi ed attività culturali), proposte da organizzazioni di tutto il mondo per dimostrare assieme che "un altro mondo è possibile". La giornata di oggi sarà dedicata completamente ai 500 anni di resistenza, conquiste e prospettive delle popolazioni indigene ed afrodiscendenti. La Giornata Pan-Amazzonica si articolerà in tre palchi distribuiti tra i campus e verrà intessuta da cerimonie e rituali dei popoli nativi di ogni parte del mondo, sarà divisa in assi tematici che verteranno principalmente sui temi dei cambiamenti climatici e giustizia ambientale, diritti umani, lavoro, migrazioni, fine della criminalizzazione dei movimenti sociali, terra, territorio, identità e sovranità Alimentare.

Vi sono più di 100 iniziative di connessione via internet, tv e radio che mettono in comunicazione organizzazioni di tutto il mondo e i propri eventi con il World Social Forum di Belem grazie al sito ufficiale del WSF 2009e soprattutto al progetto Belem Expanded. Video dei preparativi e interviste ad alcuni dei protagonisti del Comitato organizzatore locale sono già disponibili sul sito Wsftv.net. L’evento può essere seguito anche su una serie di piattaforme multimediali, tra cui Ciranda, il Forum delle Radio e Open FSM. L’associazione FairWatch è incaricata del coordinamento del Press Team della Commissione comunicazione del FSM e terrà un collegamento costante sulle attività del Forum attraverso il blog Fairwatch che verrà aggiornato quotidianamente.

Tra le numerose associazioni italiane presenti vi è anche Legambiente, la rassegna ‘Terra Futura’ che partecipa attraverso le delegazioni dei suoi promotori e partner (Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus, Acli, Arci, Caritas, Legambiente) e la Caritas Italiana insieme con giornalisti di autorevoli testate cattoliche.

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Email this to someone

Lascia un commento

Sbilanciamoci.org I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons 3.0
Informativa sull'uso dei cookie
// Powered by Botiq.org