Italia: le città dei diritti umani hanno ‘porte e cuore aperti’

da unimondo.org – "Ripartire dalle città e impegnarsi a costruire le città dei diritti umani vuol dire scegliere la strada giusta per uscire dalla grave crisi economica, sociale, ambientale ed etica che stiamo attraversando". E’ il messaggio che emerge dalla nona Assemblea nazionale degli ‘Enti Locali per la pace e i diritti umani’ che si è tenuta nei giorni scorsi a Ferrara che aveva come tema "Costruiamo le città dei diritti umani". "Le città sono il posto dove si scaricano tutte le tensioni e i problemi del mondo. E in un mondo che si carica tutti i giorni di tensioni irrisolte, le città pagano inevitabilmente il prezzo più alto" – afferma il documento conclusivo. "La crisi globale è già entrata nelle nostre città ma molti degli effetti peggiori devono ancora arrivare. L’insicurezza planetaria è cominciata a diventare l’insicurezza delle nostre città. La paura del domani che accomuna milioni di esseri umani è sempre di più anche la paura dei nostri giovani e dei nostri cittadini" – evidenzia il documento.

da unimondo.org – "Ripartire dalle città e impegnarsi a costruire le città dei diritti umani vuol dire scegliere la strada giusta per uscire dalla grave crisi economica, sociale, ambientale ed etica che stiamo attraversando". E’ il messaggio che emerge dalla 9a Assemblea nazionale degli ‘Enti Locali per la pace e i diritti umani’ che si è tenuta nei giorni scorsi a Ferrara che aveva come tema "Costruiamo le città dei diritti umani". "Le città sono il posto dove si scaricano tutte le tensioni e i problemi del mondo. E in un mondo che si carica tutti i giorni di tensioni irrisolte, le città pagano inevitabilmente il prezzo più alto" – afferma il documento conclusivo. "La crisi globale è già entrata nelle nostre città ma molti degli effetti peggiori devono ancora arrivare. L’insicurezza planetaria è cominciata a diventare l’insicurezza delle nostre città. La paura del domani che accomuna milioni di esseri umani è sempre di più anche la paura dei nostri giovani e dei nostri cittadini" – evidenzia il documento.

"Per questo le città, i luoghi dove vive la gente, il cuore vitale dell’Italia – continua il documento – dovrebbero essere al centro delle preoccupazioni di tutti, governo e parlamento compresi". "E invece, le città sono sempre più spesso caricate di responsabilità ma spogliate di strumenti operativi, bersaglio di tagli indiscriminati di risorse e ai sindaci viene chiesto di trasformarsi non in costruttori di pace ma in ragionieri, notai e sceriffi" – denunciano gli Enti locali per la pace. "Al centro delle città dei diritti umani – perciò – non ci sono gli interessi di qualcuno, non ci sono gli affari di alcuni gruppi di potere, non ci sono i mattoni ma le persone, tutte le persone che vivono nella città con i loro fondamentali bisogni umani, rispettando il principio di legalità e uguaglianza scolpito nel primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ‘tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti umani e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza’" – evidenzia la nota.

Esemplificando gli Enti locali radunati a Ferrara sottolineano quindi che "Sindaci, Presidenti, Assessori, consiglieri e tecnici non sono chiamati a guidare e a gestire dei Comuni ma delle Comunità. Il Sindaco di Ferrara non è il sindaco del Comune di Ferrara: è il sindaco della Comunità di Ferrara. Il Sindaco di Perugia è il sindaco della Comunità di Perugia". Nelle città dei diritti umani non si può parlare di diritti umani senza parlare di responsabilità. Ad ogni diritto umano corrispondono delle responsabilità. Gli Enti locali sono le istituzioni più vicine ai cittadini e hanno la responsabilità primaria di garantire e difendere i diritti fondamentali di tutte le persone che vivono, anche temporaneamente, nella città e di coloro che verranno dopo. Essi hanno la responsabilità di proteggere le persone e in particolare quelle più vulnerabili, le più deboli e le più esposte alle violazioni della dignità e dei fondamentali diritti umani.Nelle città dei diritti umani c’è una responsabilità per tutti. Per i sindaci, presidenti, assessori, consiglieri e tecnici degli enti locali ma anche per tutti i cittadini che sono chiamati a partecipare attivamente alla vita della comunità. Difficilmente gli uni possono essere efficaci senza un impegno coerente degli altri. Il sindaco è il difensore dei diritti fondamentali di tutte le persone, il garante dei diritti e delle responsabilità di ciascuno".

I responsabili degli Enti lolali per la pace ribadiscono quindi la necessità che le città dei diritti umani abbiano "le porte aperte perchè attraverso di esse passano non solo i grandi ideali della pace, della cultura, della spiritualità, della bellezza e della speranza, ma passano anche i grandi flussi finanziari, economici, turistici, commerciali che vengono da ogni angolo della terra, che sono capaci di assicurare ai loro abitanti, col lavoro, la sicurezza, dignità sociale ed economica". Ma l’apertura non è solo alla realtà locale bensì richiede di avere "il cuore e gli occhi aperti sul mondo": pertanto i promotori invitano a promuovere "interventi di solidarietà e cooperazione internazionale contro la miseria, le guerre e la violazione dei diritti umani, difendere i beni pubblici globali e promuovere la legalità e la giustizia internazionale, ripudiare la guerra e investono nella diplomazia delle città, promuovere la democratizzazione e il rilancio dell’Onu, casa comune dell’umanità e delle istituzioni internazionali democratiche".

A conclusione del documenti gli ‘Enti Locali per la pace e i diritti umani’ ricordano i prossimi appuntamenti. Il 10 dicembre – ‘Giornata nazionale d’azione per i diritti umani’ in occasione del 60° anniversario della "Dichiarazione Universale dei Diritti Umani" si terrà, davanti alla sede della Rai di Roma di Viale Mazzini, manifestazione per il diritto e la libertà d’informazione, per un’informazione e la cultura della pace. Il 21 marzo 2009 a Napoli ci sarà la manifestazione nazionale promossa da Libera e da Avviso Pubblico per la legalità e la pace, contro tutte le mafie. Nei giorni dall’8 al 10 maggio 2009 vi sarà ad Assisi il ‘Meeting nazionale dei giovani per l’Europa e la pace in occasione della Festa dell’Europa’.

L’Assemblea ha inoltre deciso che la prima riunione della Presidenza Nazionale del Coordinamento degli Enti Locali per la pace e i diritti umani si terrà a Vicenza, in solidarietà con il sindaco della città del Palladio. Il piano di lavoro 2009-2010 include inoltre le seguenti linee d’azione: verso le elezioni amministrative 2009: definire idee, programmi e proposte per costruire le città dei diritti umani; organizzare un corso di formazione per operatori e dirigenti degli uffici per la pace, i diritti umani e la cooperazione internazionale; Programma nazionale ‘Giovani di pace, difensori dei diritti umani’; Programma nazionale ‘Facciamo pace a scuola’; programma “100 città per la pace in Medio Oriente”; Programma "L’Italia per e con il Libano"; Assemblea nazionale degli Enti Locali per e con l’Africa: stati generali dell’Africa; la campagna “per un’informazione e la cultura di pace” ed infine la campagna per il disarmo contro le armi nucleari.

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