La ControFinanziaria 2009 in sintesi


Con i primi atti e provvedimenti di politica economica del Governo Berlusconi e del Ministro dell’Economia Tremonti torna una vecchia politica economica che- con la motivazione dei tagli alla spesa pubblica- colpisce enti locali, welfare, ambiente ed è gravemente carente di un’idea nuova di un modello di sviluppo che noi vogliamo fondato sull’equità sociale, sulla sostenibilità ambientale, sulla pace e la solidarietà internazionale.

Il decreto di finanziamento dell’abolizione dell’ICI sulla prima casa e la detassazione degli straordinari, il ddl per lo sviluppo economico, l’approvazione del decreto legge 112, i provvedimenti sulla sicurezza e il DPEF introducono misure e proposte che critichiamo. La manovra finanziaria del Governo è contro la società, l’ambiente e i diritti. I pesantissimi tagli previsti nei prossimi tre anni a sanità, scuola, enti locali, previdenza, ambiente superano i 30 miliardi di euro. Salari e redditi per i lavoratori dipendenti (a causa di un’inflazione programmata all’1,7% a fronte di una reale al 3,6% e alla mancata restituzione del fiscal drag) subiranno una drastica riduzione: per loro non caleranno le tasse, mentre continuerà a sopravvivere il trattamento fiscale di favore per rentiers e classi alte di reddito. Si rende ancora più precario il lavoro e si indeboliscono le norme sulla sicurezza sui posti di lavoro.

Si rilanciano le grandi opere e le centrali nucleari: gli interventi in materia ambientale per la mobilità sostenibile e le energie pulite sono invece drasticamente ridotti. Scuola e università vengono falcidiate dai tagli mentre i tagli a enti locali e regioni influiranno pesantemente sulla quantità e la qualità dei servizi in ambito sociale e sanitario.


LE PROPOSTE DI SBILANCIAMOCI! PER TEMI

GIUSTIZIA E WELFARE

Progressività.
La riforma dell’Irpef adottata nella scorsa legislatura ha rappresentato un importante passo in direzione di un maggiore progressività. È stato di fatto abolito lo scandaloso secondo modulo della riforma fiscale di Tremonti, concedendo maggiori risparmi d’imposta alle fasce di reddito più basse e spostando la contribuzione sulle spalle delle fasce più alte. Tuttavia per i redditi alti la riforma non ha riassorbito tutto il regalo fatto da Tremonti. Sbilanciamoci! propone l’aliquota del 45% per i redditi al di sopra dei 70.000 euro e al 49% l’aliquota oltre i 200.000 euro. Si potrebbero recuperare così 1 miliardo e 200 milioni che sarebbero soprattutto (per il 77%) a carico dei contribuenti al di sopra dei 200.000 euro annui. La stima potrebbe aumentare a causa dell’espansione della classe oltre i 200.000 euro a seguito delle misure anti-evasione realizzate dal Governo.

Rendite. Oggi gli interessi sui depositi bancari vengono tassati al 27%, mentre gli interessi sulle obbligazioni, le plusvalenze e i rendimenti delle gestioni individuali e collettive subiscono un prelievo di appena il 12,5%. È possibile portare la tassazione di tutte le rendite al 23%, una soglia che ancora resta allineata con i grandi paesi europei e che non presenta quindi rischi di fughe di capitali. In questo modo sarebbe possibile ottenere almeno 3 miliardi di euro.

Tassare i diritti televisivi per lo sport spettacolo. Si propone di adottare il metodo francese di tassazione dei diritti televisivi per finanziare lo sport per tutti e la costruzione di impianti pubblici polivalenti. Con un’aliquota del 5% sul totale dei diritti versati si potrebbero raccogliere circa 40 milioni di euro.

Tassa sui carburanti aerei. La cosiddetta Air Tax Levy dopo essere stata lanciata dalla Francia è ora presente in 33 paesi. Si tratta della prima misura emersa dal gruppo di lavoro interno alle Nazioni Unite per la definizione di nuovi strumenti di finanza per lo sviluppo. Una misura di questo tipo, è estremamente semplice da realizzare e porterebbe nelle casse dello Stato circa 100 milioni all’anno.

Misure fiscali penalizzanti per il rilascio del porto d’armi, la produzione e il commercio, quello consentito dalla legge, delle armi; la proposta è una sovratassa del 4% sul fatturato dell’industria bellica e di un aumento di 150 euro per le licenze (oggi sono 42.000) di armi per la difesa personale; queste misure potrebbero portare un ricavo di circa 230 milioni di euro.

Tassa sui gipponi SUV. Gli Sport Utility Vehicles (SUV) sono pericolosi in caso di incidente per le altre vetture, sono ingombranti e inadatti alla circolazione nei centri urbani e inutilmente inquinanti. Un superbollo di 1000 euro per i proprietari dei SUV – che porterebbe circa 200 milioni di gettito nelle casse pubbliche – potrebbe essere utilizzato per misure di mobilità sostenibile.
Secit e Alto Commissariato per la Lotta alla Corruzione. Chiediamo la revoca della cancellazione del SECIT e dell’Alto Commissariato per la lotta alla corruzione e delle altre misure di allentamento della lotta all’evasione fiscale.

Redditi online. Chiediamo la pubblicazione online (previa registrazione degli interessati ad averne notizia sul sito dell’Agenzia delle Entrate) delle dichiarazioni dei redditi di tutti i contribuenti. Si tratta di una misura di trasparenza che può essere utile nella lotta all’evasione e alla promozione della legalità fiscale.

POLITICHE AMBIENTALI

Adeguamento dei canoni di concessione delle acque minerali. I canoni di sfruttamento delle sorgenti sono modestissimi. Si propone perciò un canone aggiuntivo legato alla quantità di acqua imbottigliata, che porterebbe alla non trascurabile cifra di circa 7 milioni di euro da destinare ad un Fondo nazionale per la ripubblicizzazione dei servizi idrici.

Imballaggi, latta e vetro. In Danimarca e Germania è proibito acquistare prodotti con imballaggio a perdere: si paga anche il valore del vetro o della latta e quando lo si consegna (in un qualsiasi punto commerciale) si ottiene indietro il valore. Ciò consente di riutilizzare direttamente i materiali, senza i costosi processi di ri-trasformazione che avvengono nel caso del riciclaggio. Ovviamente un tale sistema avrà dei costi per essere avviato, seppur trascurabili di fronte ai benefici – anche economici – che produrrebbe. Si propone perciò di stanziare 30 milioni di euro per favorirne l’avvio.

Acqua e Beni Comuni. Difendere l’acqua come bene comune e promuovere il carattere pubblico di tutti i beni fondamentali per la comunità deve essere oggi una priorità per l’azione del Governo e del Parlamento. Siamo contrari alla privatizzazione per legge dei servizi locali e in particolare di quelli che gestiscono beni e servizi di rilevante interesse pubblico. Proponiamo di ripristinare e incrementare a 100 milioni il fondo per la ristrutturazione e l’ammodernamento della rete idrica nazionale, cancellato dal Dl 93/2008.

Tassa d’imbottigliamento. Il fondo per le reti idriche può essere finanziato con l’ introduzione di una tassa di un centesimo su ogni bottiglia di plastica d’acqua. L’impatto ambientale dell’industria dell’acqua minerale è notevole. Un impatto che deriva dalla grande quantità d’imballaggi prodotta, circa 10 miliardi di bottiglie di plastica ogni anno. Per trasportare l’acqua minerale prodotta ogni anno servono, infatti, 300.000 Tir. Il consumo eccessivo d’acqua in bottiglia produce almeno 150.000 tonnellate di rifiuti di plastica e smaltire una bottiglia costa circa un centesimo.

Modifiche all’Iva per le costruzioni. Si propone di rivedere il regime dell’Iva agevolata per le costruzioni edilizie. L’obiettivo è quello di modificare la fascia dell’Iva agevolata al 4%, applicandola per interventi di ristrutturazione sull’esistente, indipendentemente dal fatto che si tratti di prima casa, che utilizzino materiali naturali isolanti per la coibentazione degli edifici e degli appartamenti e tecnologie per un efficace risparmio energetico e di riduzione dei consumi di acqua con introduzione di reti duali . Si propone una fascia di Iva più alta (10%) per le costruzioni nuove, indipendentemente dalla tipologia degli edifici in questione. L’obiettivo è spostare le agevolazioni dalle costruzioni alle ristrutturazioni, migliorando il parco edifici esistente ed evitando nuova cementificazione.

POLITICHE ENERGETICHE

Consolidamento e limitazione della detrazione sugli interventi per il risparmio energetico. Si propongono detrazioni Irpef, limitandole però a materiali che non prevedano un alto consumo energetico, né l’utilizzo di combustibili e materie prime fossili per la loro produzione. Si stanziano a tal fine 200 mln di euro, con i quali si prevede, inoltre, di ripristinare il taglio di 11 mln di euro, previsto nel Ddl sulla Legge finanziaria, sui 50 mln destinati dalla finanziaria 2008 a copertura degli interventi di efficienza energetica e di riduzione dei costi della fonitura energetica per finalità sociali e il taglio di 5 mln destinati dalla finanziaria 2008 al Fondo per la Piattaforma italiana per lo sviluppo dell’idrogeno e delle celle a combustibile.

Piano nazionale per l’efficienza energetica nella Pubblica Amministrazione. Questo piano deve diventare uno strumento di riferimento per la presentazione delle Leggi finanziarie in modo da far convergere sull’efficienza energetica tutti i provvedimenti ad essa correlati e da volano per la sua promozione.

Quote di emissione. Un’entrata derivante dall’assegnazione tramite asta del 10% delle quote di emissione, come permesso dalla Direttiva comunitaria 87/2003/CE, tenendo ben fermi i parametri individuati nel Piano di assegnazione delle quote opportunamente rivisto e corretto dal Ministero dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare.

IVA. Si propone di raddoppiare, per le aziende distributrici di energia, la quota obbligatoria di risparmio energetico, di abbattere l’IVA per l’installazione del solare termico e di consentire la totale detrazione dalla dichiarazione dei redditi delle spese effettuate per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria.

Conto energia. Per quanto riguarda la diffusione delle fonti rinnovabili per la produzione di elettricità, si propone di estendere a tutte le fonti rinnovabili il meccanismo del conto energia previsto dalla legge 387, oggi applicato solo al solare fotovoltaico.

Biocarburanti. Si propone, infine, di estendere in conformità a quanto previsto dalla direttiva europea fino al 5,75% di tutti i carburanti, consumati nel paese, la quota di biocarburanti esenti dall’accise. Queste misure richiederebbero un onere aggiuntivo di 100 milioni di euro.

Messa fuori mercato dei motori inefficienti. Divieto della produzione e vendita di motori elettrici ad efficienza 2 e 3 e dei frigoriferi di classe B.

Promozione e installazione di impianti di fotovoltaico ed eolico. Un impianto di piccola taglia (fino a 5 kW di potenza di picco) costa circa 8.000 euro. Con un investimento pubblico di poco meno di 110 milioni di euro (a copertura del 50% dei costi di installazione), si potrebbe promuovere la nascita di circa 20 mila impianti, pronti a coprire il fabbisogno energetico annuale di altrettante famiglie (di 2-3 persone ciascuna). Si potrebbero così eliminare più centrali elettriche inquinanti (di medie dimensioni) e avvicinarsi agli obiettivi di Kyoto.

Certificati bianchi. Aumento deciso degli obiettivi obbligatori di efficienza energetica a carico dei distributori di energia elettrica e gas per l’ottenimento dei Certificati bianchi.

MOBILITA’

Riduzione stanziamenti grandi opere. Sarebbe opportuno l’abbandono della logica delle grandi opere a favore della ottimizzazione delle reti esistenti e del loro uso. La campagna Sbilanciamoci! propone la riduzione degli stanziamenti previsti nei provvedimenti della manovra finanziaria per le infrastrutture. Nello specifico: 272.000 mln di euro di finanziamenti per le infrastrutture strategiche previsti per il 2009 dalla Legge finanziaria 2008 e confermati dalla manovra per il 2009 e 200 milioni di euro di finanziamenti destinati alla realizzazione della tratte ad AV Milano-Verona e Milano-Genova previsti per il 2009 dalla legge finanziaria 2006, revocati nella XV legislatura e, infine, ripristinati, all’inizio di quest’ultima legislatura con l’art. 12 del Dl 112/2008.

Ferrovie locali per i pendolari. Sempre nell’ottica di ridurre la mobilità privata, al fine di incentivare al massimo il trasporto su rotaia, si propone un intervento straordinario dell’ammontare complessivo di 700 milioni per l’ammodernamento e il potenziamento delle linee locali di collegamento, in particolare al Sud, all’interno dei cosiddetti Sistemi Locali del Lavoro.

Programma di “piccole opere” nel Mezzogiorno. Di fronte ai faraonici programmi di “grandi opere” che producono ingente spesa pubblica, scarsi benefici sociali e danni ambientali per il territorio (e business per poche imprese), si propone un programma di “piccole opere” per il Mezzogiorno che riguardi interventi integrati –sociali, ambientali, urbanistici – come la sistemazione della rete idrica locale, il recupero urbanistico dei piccoli centri, il risanamento ambientale di coste e aree montane. Si propone a questo scopo di creare un fondo di 500 milioni, da finanziare stornando la cifra corrispondente dagli stanziamenti previsti per le infrastrutture strategiche.

Si propone di stanziare almeno 150 milioni di euro l’anno per finanziare tutta una serie di provvedimenti volti a favorire una mobilità urbana sostenibile: piste ciclabili, car sharing, taxi collettivi, piani urbani della mobilità, ecc. per contrastare l’inquinamento atmosferico, la congestione da traffico e migliorare la qualità urbana ed ambientale delle nostre città.

Promozione dei veicoli a metano, gpl ed elettrici. Stanziare almeno 90 milioni di euro per finanziare provvedimenti volti a favorire una mobilità urbana sostenibile: piste ciclabili, car sharing, taxi collettivi, piani urbani della mobilità, rilancio e potenziamento della figura del “mobility manager”.

Trasporto pubblico locale. Si propone il rilancio e la riforma del trasporto pubblico locale con servizi integrati su scala metropolitana e con potenziamento dei servizi ferroviari sulla media e corta distanza (IC, regionali e locali), dove si concentra l’80% circa dell’utenza, incentivando la formazione di Consorzi ed Agenzie interistituzionali al servizio della città diffusa. Inoltre si propone di ripristinare il taglio di 18 mln di euro, previsto nel Ddl sulla Legge finanziaria, sui 53 milioni destinati dalla finanziaria 2007 all’attuazione, valutazione dell’efficacia e aggiornamento del Piano per la sicurezza stradale.

Autotrasporto. Si propone di tagliare i 9.500.000 euro di fondi destinati nel 2009 a interventi in favore dell’autotrasporto previsti nella finanziaria 2007 e confermati dalla manovra per il 2009.

Razionalizzare e penalizzare l’uso dell’auto privata. Si propone la revisione dell’approccio alla progettazione della rete stradale primaria, mirando meno alle velocità di punta garantite dai tracciati (poco utili per un traffico di distribuzione) e più alla capacità offerta, soprattutto nei nodi maggiormente congestionati, nonché alla facilità di accesso/uscita da parte del traffico locale e riorientare il trasporto individuale privato tramite l’applicazione di tariffe sull’uso dell’auto (transito, sosta, accesso) anche per contrastarne l’uso nei segmenti di brevissimo raggio.

L’applicazione del protocollo di Kyoto, nel rispetto, almeno, dei nuovi obiettivi europei al 2020 (riduzione di almeno il 20% delle emissioni di Co2, traguardo del 20% di produzione energetica da rinnovabili e miglioramento dl 20% nell’efficienza energetica), la riconversione ecologica delle attività produttive, avendo però come obiettivo ottimale la riduzione delle emissioni nazionali per i Paesi sviluppati tra il 25% e il 40% sotto il livello del 1990 entro il 2020, un impegno del Governo italiano in vista del G8 del 2009, che si sostanzi anche nell’individuazione di un percorso di riduzione delle emissioni che consenta di rimanere ben al di sotto di un aumento medio globale di 2 gradi centigradi della temperatura (rispetto ai livelli pre-industriali).

Diversità biologica. Si chiede il rispetto e la rapida attuazione degli impegni presi con la sottoscrizione della Convenzione Internazionale per la diversità biologica (CBD) e della nuova Strategia dell’Unione Europea per arrestare la perdita della biodiversità attraverso la redazione di un Piano nazionale per la diversità biologica, preparato grazie alla convocazione della Conferenza nazionale sulla biodiversità che garantisca il rispetto degli impegni assunti dall’Italia entro il 2010.

Rischio idrogeologico e aree marine protette. Ripristinare il taglio di 66 mln di euro (dai 185 milioni previsti per il 2009 dalla Legge Finanziaria 2008, ai 119milioni, circa, previsti nel Bilancio revisionale del Ministero dell’Ambiente) ai fondi destinati ai piani strategici nazionali e di intervento per la mitigazione del rischio idrogeologico. Inoltre si propone di destinare altri 4,3 mln di euro nel 2009 (nel Dl 93/2008 c’è stato un taglio corrispondente da 5 mln a 700 mila euro rispetto ai finanziamenti previsti dalla Legge Finanziaria 2008).

Ecomostri. Si propone di ripristinare i 15 mln di euro destinati nel 2009 dalla Legge finanziaria 2008 alla demolizioni degli “ecomostri” sorti nei siti italiani UNESCO e tagliati con il dl n. 93/2008.

DISARMO

Riduzione delle spese militari. Chiediamo la riduzione di 4 miliardi di euro della spesa militare. Questo potrebbe avvenire grazie alla la riduzione degli organici delle forze armate a 120 mila unità, al contenimento delle spese per i sistemi d’arma, a una integrazione -con economie di scala – dentro la cornice europea e delle Nazioni Unite, naturalmente prevedendo un ruolo delle Forze Armate legato ad autentici compiti di prevenzione dei conflitti e mantenimento della pace e al rifuto dell’ interventismo militare.

Caserme dismesse ad uso sociale. Proponiamo un vincolo della destinazione d’uso delle caserme e di altri siti militari dismessi ad uso civile (attualmente la manovra finanziaria prevede la vendita ai privati con destinazione delle risorse al Ministero della Difesa.

Riconversione dell’industria militare. Sbilanciamoci! chiede una legge nazionale per la riconversione dell’industria militare e la costituzione di un fondo annuale di 200 milioni di euro per sostenere le imprese impegnate nella riconversione da produzioni di armamenti a produzioni civili.

Ritiro dall’Afghanistan. Chiediamo il ritiro delle truppe italiane dalla missione in Afghanistan (il ruolo e la presenza dell’ISAF sono strettamente intrecciati ad Enduring Freedom in una funzione bellica e di lotta militare al terrorismo) e da tutte quelle missioni internazionali che non abbiano la copertura e il sostegno delle Nazioni Unite. Questa misura farebbe risparmiare 310 milioni di euro alle casse pubbliche.

COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

Portare l’APS fino allo 0,33% del PIL. Nel DPEF del 2007 si proponeva di raggiungere l’obiettivo dello 0,33% del PIL per quest’anno. Questo non è avvenuto, anzi il decreto 112 ha tagliato altri 170 milioni alla cooperazione. È per questo che Sbilanciamoci! propone lo stanziamento di 750 milioni finalizzati alla realizzazione di questo obiettivo e della politica per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio.

Slegamento degli aiuti. Gli aiuti allo sviluppo italiani sono attualmente per la grande maggioranza “legati”. L’utilizzo dei fondi è cioè vincolato all’acquisto di beni e servizi italiani, comportando un aumento dei costi, minori ricadute sull’economia locale nonché una generale distorsione delle politiche di sviluppo, sussidiando operazioni di soggetti economici privati italiani che realizzano opere dai pesanti impatti ambientali e sociali.

Cancellazione del debito. Chiediamo che l’Italia segua l’esempio della Norvegia e ammetta la sua corresponsabilità nella generazione del debito dei Paesi in via di sviluppo e cancelli quello trovato “illegittimo” nonché frutto di una “politica di sviluppo fallita”, applicando appieno la legge 209 del 2000 ed estendendola a tutti i paesi del Sud del mondo.

Banca Mondiale. È necessario che il Governo italiano subordini la sua partecipazione finanziaria alla Banca Mondiale all’attuazione di politiche mirate all’eliminazione del sostegno ai progetti su combustibili fossili per far fronte all’emergenza climatica, e all’eliminazione di ogni condizionalità economica associata ai prestiti dell’istituzione.

ATTIVITÀ DI PACE

Corpi di pace. Sbilanciamoci! propone lo stanziamento di almeno 20 milioni di euro per dar vita a un primo contingente di corpi civili di pace, destinati alla formazione di 500 volontari da impegnare in azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto. Si tratta di dare forza a forme di interposizione e di peace keeping civile, che abbiamo una loro cornice e riconoscimento istituzionale.

Servizio Civile Nazionale. Oggi il Servizio Civile Nazionale corre gravi rischi per mancanza di finanziamenti e molti giovani rischiano di non poter fare questa esperienza. Sbilanciamoci! propone lo stanziamento di 200 milioni di euro aggiuntivi nel SCN, per consentire nel 2009 l’avvio di 60.000 volontari in servizio, ma soprattutto per cominciare a investire nella qualità del servizio civile con la programmazione, la formazione, il servizio civile all’estero, i controlli.

Istituto per la pace. Al pari di altri Paesi (Svezia, Norvegia) che hanno prestigiosi istituti di ricerca sui temi della pace, si propone il finanziamento di un istituto indipendente di studi che realizzi ricerche a sostegno della pace e del disarmo, con 5 milioni di euro.

SERVIZI E POLITICHE SOCIALI

3000 asili nido. Di fronte alla drammatica carenza di servizi pubblici per le famiglie in alternativa ai bonus bebè e ad altre misure populistiche e inefficaci Sbilanciamoci! propone uno stanziamento straordinario di 1miliardo di euro per l’avvio di 3000 asili nido nel 2009.

Fondo nazionale per le politiche sociali e introduzione della quota capitaria. L’Italia spende poco -meno della media dei paesi europei – per l’assistenza e le politiche sociali. Ecco perché Sbilanciamoci! propone l’aumento di 1 miliardo aggiuntivo al Fondo per le Politiche Sociali. Inoltre sarebbe importante stabilire delle procedure e delle regole chiare negli stanziamenti, grazie all’introduzione di una quota capitaria.

Introduzione dei LIVEAS. Nonostante la Costituzione italiana preveda che l’assistenza sociale sia un diritto per tutti i cittadini, così non è. Nello stesso tempo vi è una grandissima diversificazione nella erogazione dei servizi sociali a seconda delle Regioni e dei Comuni. Per questo proponiamo lo stanziamento di 1 miliardo di euro per il fondo per la non autosufficienza e un altro miliardo per l’introduzione dei LIVEAS (livelli essenziali di assistenza), previsti dalla legge 328 del 2000 e ancora oggi lettera morta.

Fondo per la non autosufficienza. Oggi le politiche pubbliche per la non autosufficienza sono a livelli pressoché simbolici. Chiediamo perciò per esse lo stanziamento di almeno 200 milioni di euro. Ricordiamo che questa è una cifra ancora modesta, visto che le stime parlano di ben 2 miliardi e 500 milioni necessari per mettere in campo politiche pubbliche adeguate a questo problema sempre più diffuso.

CASA

Sostegno sociale all’affitto e per l’edilizia residenziale pubblica. Sbilanciamoci! propone la costituzione di un fondo straordinario con lo stanziamento di almeno 100 milioni per il sostegno sociale all’affitto per le classi a basso reddito.

Canone agevolato. Proponiamo di dotare di 300 milioni di euro aggiuntivi il “Fondo Nazionale di sostegno per l’accesso alle abitazioni in locazione” previsto dalla legge 431/98, che consente di fornire a cittadini con particolari requisiti di basso reddito contributi per il pagamento dei canoni.

Contratti di locazione. Lo stanziamento di altri 300 milioni per finanziare, a partire dalle 14 realtà metropolitane del nostro Paese, detrazioni fiscali a favore di proprietari (IRE, imposta di registro) e di inquilini con redditi inferiori ai 30 mila euro (IRE e una tantum annuali) in modo da incrementare l’offerta e la regolarizzazione/emersione dei contratti di locazione.

Case per gli immigrati. Proponiamo lo stanziamento di almeno 50 milioni di euro al fine di ridurre l’emergenza abitativa che risulta particolarmente grave per i cittadini stranieri “clienti” di un mercato immobiliare parallelo che “riserva” loro gli alloggi più precari e degradati, a prezzi spesso doppi rispetto a quelli di mercato. La costituzione di agenzie sociali per la casa e di fondi di garanzia locali per facilitare la locazione, potrebbe consentire l’anticipazione della copertura del versamento della caparra (4.500 euro) per circa 11.000 cittadini stranieri.

PARI OPPORTUNITÀ E GENDER

Gender Auditing. Proponiamo l”introduzione del gender auditing a livello di formulazione dei bilanci delle pubbliche amministrazioni centrali e degli enti locali al fine di indirizzare la spesa pubblica secondo criteri di pari opportunità. Sbilanciamoci! propone di stanziare 5 milioni di euro per la formazione dei funzionari pubblici nella stesura di bilanci di genere e per la loro pubblicazione.

Centri antiviolenza. Sbilanciamoci! propone lo stanziamento di 50 milioni di euro per la costruzione di 100 nuovi centri antiviolenza in tutte le regioni, avviando, con l’Associazione Nazionale dei Centri Antiviolenza, una pianificazione della formazione degli operatori e delle operatrici (Pronto Soccorso, servizi socio-sanitari, forze dell’ordine, magistrati, avvocati) che entrano in contatto con episodi di violenza di genere, elaborare una proposta formativa per le scuole per la sensibilizzazione e per la prevenzione della violenza di genere.

Consultori. Proponiamo di rafforzare i servizi della rete territoriale che dà risposte all’emergenza per le donne in difficoltà: consultori, servizi sociali, progetti per inserimenti lavorativi, servizi pre e dopo scuola per favorire la ricerca del lavoro e l’attività lavorativa della donna. Favorire la possibilità di usufruire di un’assistenza legale qualora la donna denunci abusi. La proposta è di stabilire, in accordo con le Regioni, uno stanziamento straordinario di 100 milioni di euro per un piano di rafforzamento e dello sviluppo dei consultori.

Donne immigrate. Chiediamo l’esplicita estensione della protezione sociale dell’art. 18 del T.U. delle disposizioni concernenti la disciplina sull’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero (decreto legislativo n. 286/98) a tutte le donne maltrattate, compresi i casi di minacce e violenza in ambito familiare.

IMMIGRAZIONE

Chiusura dei CIE. La chiusura dei Centri di Identificazione e Espulsione; con i 37,5 milioni già stanziati per il 2009 per la costruzione di nuovi CIE si potrebbero finanziare interventi di prevenzione e lotta al razzismo.

Un Osservatorio nazionale contro il razzismo. Ponticelli, Roma, Padova, Milano, Castelvolturno: 5 aree del paese colpite negli ultimi mesi da gravissimi episodi di razzismo. La preoccupante diffusione di atti, comportamenti e violenze razziste rende urgente l’istituzione di un Osservatorio Nazionale contro il Razzismo indipendente dal Governo. Serve rafforzare le azioni di prevenzione, di denuncia e ma anche di tutela delle vittime di razzismo. Si può fare subito destinando alla creazione di una rete di sportelli legali anti-discriminazione diffusi in tutti i Comuni capoluogo, alla tutela legale e alla promozione di campagne di sensibilizzazione contro il razzismo, 20 dei 37,5 milioni di euro sottratti ai CIE.

Soluzioni abitative dignitose per i rom. Le risorse individuate per militarizzare inutilmente le nostre città, fingendo di garantire una maggiore “sicurezza”, (100 milioni di euro stanziati in finanziaria per il Fondo per la realizzazione di iniziative urgenti occorrenti per la sicurezza urbana) potrebbero essere utilizzate in modo più efficace per promuovere politiche di inclusione sociale. 30 milioni di euro potrebbero essere destinati alla predisposizione di soluzioni abitative dignitose che consentano ai rom di abbandonare i campi in cui sono stati costretti a vivere sino ad oggi, in condizioni tali da suscitare il richiamo dell’Italia da parte dell’Unione Europea.

Competenze agli enti locali. 50 milioni potrebbero finanziare una parte dei costi necessari per il trasferimento delle competenze sul soggiorno dalle questure agli enti locali, un passo importante nella direzione della garanzia di pari opportunità di trattamento tra cittadini italiani e stranieri.

Scuole per tutti. Sono già più di 500.000 gli alunni e gli studenti di origine straniera che frequentano le scuole italiane. Il nostro sistema scolastico non è preparato. 22,5 milioni di euro potrebbero essere utilizzati per promuovere iniziative di formazione per gli insegnanti, riorganizzare l’accoglienza e l’inserimento scolastico dei ragazzi di origine straniera, predisporre strumenti di supporto agli insegnanti, introdurre negli istituti scolastici l’insegnamento intensivo della lingua italiana L2.

Borse di studio per giovani di origine straniera. 5 milioni di euro consentirebbero di offrire borse di studio di 1000 euro a 5000 giovani di origine straniera interessati ad accedere all’università o a frequentare master universitari favorendo un loro inserimento qualificato nel mercato del lavoro.

Spazi interculturali e risorse per i giovani di seconda generazione. 10 milioni di euro potrebbero finanziare la creazione di spazi di socializzazione interculturale e supportare l’auto-organizzazione dei giovani di origine straniera interessati a promuovere iniziative sociali e culturali auto-gestite.

SANITÀ

Federalismo in sanità. Il federalismo in sanità, così come è stato attuato fino a oggi, ha permesso la diversificazione dei modelli sanitari regionali, ma ha anche causato enormi disparità di trattamento sul territorio nazionale. In assenza di contrappesi efficaci al livello nazionale, le disuguaglianze tra le regioni potrebbero crescere sempre di più. In questo contesto si propone di riconoscere ufficialmente la Carta europea dei diritti del malato da parte del Parlamento e del Governo e di utilizzarne i contenuti – così come è avvenuto di recente in 25 Paesi dell’Unione Europea – per valutare con un sistema omogeneo la qualità dell’assistenza.

Convenzioni con le strutture private. Sbilanciamoci! propone l’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta che esamini lo stato delle convenzioni con le strutture private, che costituiscono una grossa fetta della spesa sanitaria e dei suoi sprechi ed abusi. Sbilanciamoci! stima in 1 miliardo di euro il risparmio nelle attività di riordino delle convenzioni con le strutture private.

Unità spinali. Sbilanciamoci! propone la costituzione di un fondo di 120 milioni per nuove unità spinali, per hospice, le unità di risveglio e per interventi a favore dei malati cronici.

Farmaci off-label. L’incremento dell’attuale fondo previsto per la Legge 648/1996 al fine di promuovere l’inserimento di un maggior numero di farmaci off-label – fuori indicazione terapeutica – all’interno dell’elenco specifico, previsto dalla stessa Legge. In particolare si fa riferimento ai farmaci atti alla cura delle malattie rare e delle patologie oncologiche.

Livelli essenziali di assistenza. Il finanziamento e la revisione (ormai ferma da sei anni) dei Livelli Essenziali di Assistenza previsti dal D.P.C.M. del 29 novembre 2001 (ad esempio inserendo l’assistenza odontoiatrica, gli screening neonatali allargati, l’assistenza farmaceutica per i pazienti affetti da patologie rare, eccetera.

Medicina territoriale. Il potenziamento della medicina del territorio in grado di rispondere 24 ore al giorno e 7 giorni su 7, come primo canale di accesso al Servizio Sanitario Nazionale. Crediamo che si potrebbero stanziare almeno 100 milioni per il potenziamento della medicina territoriale.

Malattie rare. Il finanziamento e la revisione/integrazione delle patologie rare previsto dal Decreto 279 del 2001. Molte patologie rare non sono attualmente riconosciute e per questo motivo le prestazioni sanitarie non sono esenti dal pagamento del ticket. Chiediamo un intervento in questa direzione con un fondo di almeno 30 milioni di euro.

Invalidità civile. Si chiede l’adeguamento delle indennità di invalidità civile (246 euro) e di accompagnamento (465 euro) rispetto all’attuale costo della vita, attraverso uno stanziamento di almeno 400 milioni di euro.

Liste di attesa. Aspettare per poter effettuare un esame diagnostico o un intervento in una struttura pubblica è quasi una costante del nostro sistema sanitario nazionale. Le cause sono diverse e alcuni passi avanti sono stati compiuti, ma si suggerisce di: garantire la piena e uniforme applicazione della normativa nazionale attraverso la destinazione delle risorse per un costante monitoraggio da parte delle Istituzioni e delle Organizzazioni civiche in particolare su tempi massimi, blocco delle prenotazioni, urgenze differibili entro 72 ore dalla richiesta, allineamento dei tempi di attesa istituzionali con quelli del canale intramurario; la revisione dell’Accordo Stato-Regioni del 28 marzo 2006 “Piano nazionale di contenimento dei tempi di attesa per il triennio 2006-2008” sottoponendo a tempi massimi di attesa un numero maggiore di tipologie di prestazioni sanitarie. La revisione della normativa dovrà avvenire tenendo conto dei pareri delle Organizzazioni di tutela del diritto alla salute maggiormente rappresentative.

Lotta alla corruzione. Alla luce dei numerosi episodi di corruzione oltre che di piccole e grandi illegalità si chiede di mettere in campo una serie di misure, come l’aumento della percentuale dei controlli sui DRG (portarli al 20%), in particolar modo rispetto alle strutture private convenzionate, e vigilare sugli appalti, incidendo sulle procedure di aggiudicazione.

UNIVERSITÀ

No alla trasformazione delle università in fondazioni. Si chiede la revoca della decisione di avviare il processo di trasformazione delle università in fondazioni private; si tratta di una decisione che va nel verso non di una maggiore autonomia alle università, ma di una privatizzazione che può avere effetti gravissimi sul diritto allo studio.

Borse di studio. Sono migliaia gli studenti che sono stati riconosciuti idonei per le borse di studio e che non possono usufruirne per mancanza di risorse. Proponiamo di stanziare 100 milioni aggiuntivi per garantire le borse di studio agli studenti universitari riconosciuti idonei.

Alloggi universitari. Molti studenti fuori sede si trovano spesso preda del mercato illegale dell’affitto di case private a causa della mancanza di strutture residenziali pubbliche o agevolate. Le misure della scorsa legislatura con gli incentivi determinati dalle detrazioni di una parte dell’affitto pagato non hanno funzionato. Ecco perché chiediamo lo stanziamento di almeno 200 milioni per gli alloggi universitari oggi gravemente carenti.

SCUOLA

Edilizia scolastica e alloggi universitari. Sbilanciamoci! chiede la realizzazione di un piano pluriennale di investimenti, che sia in grado di stabilire priorità ed inizi con l’investimento di 350 milioni per le situazioni emergenziali.

Abolizione dei fondi alle scuole private e del buono scuola. 732 milioni di euro. Questo si risparmierebbe con l’eliminazione dei sussidi pubblici alle scuole private. Si tratta di utilizzare le stesse risorse per rilanciare la scuola pubblica, intervenendo su quelle che sono le emergenze: il diritto allo studio, l’edilizia scolastica, la qualità dell’offerta formativa.

Autonomia scolastica ed offerta formativa. L’autonomia scolastica dev’ essere potenziata, rendendo possibile un percorso di riqualificazione e aggiornamento dell’offerta formativa. Per questo è necessario ripristinare i finanziamenti destinati al funzionamento didattico amministrativo, che negli ultimi anni ha subito un taglio per 200 milioni. Vanno riportati alla quota del 2001 anche i finanziamenti per la legge 440/97 sull’offerta formativa. In totale servono 300 milioni da mettere a disposizione nelle scuole.

Fondo per l’innalzamento dell’obbligo di istruzione a 16 anni. Chiediamo un fondo di almeno di 300 milioni di euro che devono servire a garantire il rispetto dell’innalzamento dell’obbligatorietà scolastica. Questo fondo deve servire a garantire i costi dei libri di testo e altre spese legate al pieno rispetto del diritto allo studio.

LAVORO

Da co. pro a dipendenti. Sbilanciamoci! propone di stanziare un finanziamento di 1 miliardo di euro sotto forma di credito di imposta per le imprese che decidano di trasformare i parasubordinati e i lavoratori a tempo determinato in lavoratori dipendenti (con lo stanziamento previsto si regolarizzerebbero 250 mila lavoratori precari).

Sicurezza sul lavoro. Chiediamo la revoca dei provvedimenti (attenuazione delle sanzioni, ecc.) contenuti nella manovra finanziaria che indeboliscono e depotenziano le misure del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro approvato nella scorsa legislatura e che avevano fatto fare un passo avanti nella lotta contro gli incidenti sul lavoro.

No al job on call. Sbilanciamoci! chiede la revoca della reintroduzione del lavoro a intermittenza (job on call) introdotto nella manovra finanziaria e la revoca di almeno i commi 1 e 1-bis dell’art. 21 legge 133/2008.

Indennità di disoccupazione. Sempre nell’ottica della lotta alla precarietà proponiamo l’istituzione, stanziando 700 milioni di euro, di un’indennità sociale di disoccupazione fino a 6 mesi per tutti lavoratori che dopo sei mesi di contratto di collaborazione (progetto, interinale, stagionale eccetera) subiscano l’interruzione dello stesso e si ritrovino senza occupazione stabile o altre forme di contratto di lavoro.

Cumulabilità tra assegno sociale e pensione contributiva. Si propone la cumulabilità tra assegno sociale e pensione contributiva per co.co.co e co.pro nella misura del 90%.

SVILUPPO ECONOMICO

Aree sottoutilizzate. Si propone la destinazione di 400 milioni di euro per sostenere investimenti di imprese e per la creazione di occupazione nel Mezzogiorno, con incentivi agli interventi che rafforzano iniziative di sviluppo locale e coesione sociale.

Animazione sociale ed economica. Si propone lo stanziamento di 400 milioni di euro per un programma di animazione sociale ed economica che porti all’erogazione di incentivi, crediti e finanziamenti agevolati. L’impatto previsto, sulla base dei dati disponibili, potrebbe essere di oltre 5.000 piccole imprese e circa 25.000 posti di lavoro legati all’economia locale.

Copy left. Sbilanciamoci! propone l’adozione del software libero da parte di amministrazioni centrali e locali. Si otterrebbe un risparmio di circa 2 miliardi di euro l’anno sui costi delle licenze (di cui 680 milioni solo per le soluzioni Microsoft). I vantaggi non sarebbero solo economici ma anche quelli di un’eccezionale strumento di trasparenza amministrativa e di controllo della spesa.

Imprese comunitarie. È opportuno il varo di fondi di social venture capital per piccole imprese sociali, alimentati con i risparmi delle comunità di riferimento, agevolati con un incentivo fiscale per i sottoscrittori. Si tratta di una misura sul modello delle Community Development Finance Institutions (CDFI) inglesi, veri e propri fondi di investimento che mettono capitale di rischio nei progetti delle imprese sociali, alimentandosi con i risparmi dei cittadini della stessa comunità, i quali, in cambio, ottengono una detrazione fiscale del 5% di quanto investito.

Editoria. Vanno revocati i provvedimenti del Governo che tagliano i fondi alla piccola editoria, a quella non profit e delle cooperative e che introducono un principio di non esigibilità dei finanziamenti da parte delle testate e la discrezionalità del Governo nell’assegnazione dei contributi. Per questo proponiamo uno stanziamento di 88 milioni verso le testate di cooperative e non profit.

RICERCA

Dottorato di ricerca. Proponiamo di elevare a 1000 euro netti al mese la borsa di dottorato e di garantirla a tutti i dottorandi per un periodo non superiore ai tre anni previsti. Si tratta approssimativamente di 13000 euro lordi all’anno per circa 35000 dottorandi per un totale di circa 150 milioni di euro.

Crediti d’ imposta. Si propone di concedere un ulteriore credito d’imposta alle imprese che garantiscano l’assunzione di giovani ricercatori – sulla base di commesse ad università o ad istituti di ricerca o costituendo laboratori con chiarezza statutaria e contabilità separata – per un periodo fino a 18 mesi. Costo della misura 100 milioni per l’assunzione di 4000 ricercatori.

Università e Ires. Si propone l’esenzione di università e centri di ricerca dalle imposte sui profitti. Attualmente università ed enti, ove svolgano attività contrattuali per terzi, in particolare attività di ricerca, sono tenuti a pagare l’IRES. L’effetto disincentivante è netto, in particolare viene frustrato ogni tentativo di usare i proventi da conto terzi per finanziare altra ricerca. Essendo questa operazione meramente una partita di giro per lo Stato, non risulterebbe nessun costo dall’esenzione dal pagamento, anzi un’espansione di tali attività potrebbe avere effetti positivi su altre basi imponibili (IVA, IRE, contributi).

ALTRA ECONOMIA

Distretti di economia solidale. Si vuole sostenere con un finanziamento di 15 milioni di euro un programma pilota – attraverso finanziamenti vincolati all’accesso a strutture e servizi – per la creazione o sviluppo di almeno 100 Distretti di economia solidale, in almeno 10 regioni italiane.

Gruppi di Acquisto Solidale. Proponiamo il sostegno ai GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) – già riconosciuti dalla scorsa legge finanziaria – importanti soggetti di economia sociale che attivano esperienze di approvvigionamento e di distribuzione di beni di consumo primario. La proposta – con appena 15 milioni di euro di stanziamento – è di sostenere la nascita e lo sviluppo dei GAS azzerando l’IVA sulle cessioni di servizi verso terzi e ottenendo agevolazioni statali per la copertura dell’IVA su acquisti di furgoni addetti alla distribuzione e finanziamenti fino al 25% del costo degli affitti per i magazzini utilizzati.

Sostegno all’editoria non profit. Ci sono in Italia 6000 riviste di organizzazioni non profit che non hanno alcun intento commerciale e svolgono opera di informazione e comunicazione sociale. Queste riviste pagano l’IVA al 4% come le riviste e i mezzi di comunicazione a carattere commerciale. La proposta è di azzerare l’IVA, per permettere a queste testate di non essere gravate da un costo inutile e senza alcuna “ratio” rispetto alla mission di queste attività. Costo per l’erario, circa 10 milioni di euro.

Risparmio sociale autogestito. Anche alla luce della grave crisi finanziaria internazionale proponiamo la costituzione di un fondo di 25 milioni di euro per sostenere l’attivazione e l’animazione di 50 esperienze di mutue e altre forme societarie per il risparmio autogestito, dislocate in aree e territori attraversati da marginalità e disagio sociale per favorire processi comunitari di gestione del risparmio e di programmi di microcredito volti allo sviluppo locale e sociale.

Finanza etica. Nella stessa direzione del risparmio sociale autogestito va previsto un incentivo per quei soggetti di finanza etica che svolgono l’istruttoria sociale e ambientale dei progetti economici. Ciò potrebbe tradursi in una deducibilità fiscale di queste spese. L’importo che graverebbe sul bilancio pubblico sarebbe intorno ai 20 milioni di euro.

Acquisti biologici nella Pubblica Amministrazione. Si propone l’introduzione dell’esenzione dall’IVA per gli acquisti di derrate e pasti con prodotti da agricoltura biologica fatti dalle Amministrazioni Pubbliche. Costo della misura: 20 milioni di euro.

Fondo per l’agricoltura biologica. Si propone uno stanziamento triennale di 50 milioni di euro sul capitolo per il Fondo di sviluppo per l’agricoltura biologica vincolato alla realizzazione di un nuovo Piano d’Azione per l’Agricoltura biologica, con lo scopo di incrementare la domanda di prodotto biologico da parte dei consumatori. La copertura di questo finanziamento può essere data dalla riduzione del contingente di carburanti defiscalizzato (250.000 tonnellate di biocarburante per 200 milioni di euro di spesa).

Social Public Procurement. Si propone di incentivare l’inserimento di prodotti Fair Trade negli appalti pubblici (comuni, ospedali, scuole, ecc) andando oltre la scelta volontaria dell’ente, come avviene attualmente. Il modello di riferimento è quanto avvenuto nella finanziaria del 2000 in relazione ai prodotti biologici (art. 59 “sviluppo dell’agricoltura biologica e di qualità”, Legge 488/99). Costo della misura: 20 milioni di euro.

Caffè del commercio equo. Una storica proposta di Sbilanciamoci! è la riduzione IVA caffè commercio equo. Con una somma molto limitata -5 milione di euro- si potrebbero finanziare i prodotti del commercio equo e solidale portando l’IVA dal 20 al 10%.

Incentivi alla produzione legno eco-certificato. Si propone di introdurre una agevolazione fiscale, sotto forma di sconto d’imposta a favore delle imprese del settore legno e carta che utilizzino materia prima eco-certificata o proveniente dal recupero dei rifiuti dotata di adeguata certificazione rilasciata da enti terzi e internazionalmente riconosciuta. L’onere di questa misura è stimato in 25 milioni di euro.

Programma nazionale di prevenzione ed educazione alimentare. Chiediamo che nell’ambito della manovra finanziaria si preveda di destinare almeno 5 milioni per la realizzazione di un programma nazionale di prevenzione sanitaria basato sull’educazione alimentare e l’orientamento ai consumi che sia incentrato sulle produzioni biologiche e locali.

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