06/09/2008 – Una politica nuova per un’economia diversa: 100 proposte per un’Italia capace di futuro

Con i primi atti e provvedimenti di politica economica del governo Berlusconi e del Ministro dell’Economia Tremonti torna una vecchia politica economica che- con la motivazione dei tagli alla spesa pubblica – colpisce enti locali, welfare, ambiente ed è gravemente carente di un’idea nuova di un modello di sviluppo che noi vogliamo fondato sull’equità sociale, sulla sostenibilità ambientale, la pace e la solidarietà internazionale. Il decreto di finanziamento dell’abolizione dell’ICI sulla prima casa e la detassazione degli straordinari, il ddl per lo sviluppo economico, l’approvazione del decreto legge 112 e il DPEF introducono misure e proposte che critichiamo. La manovra finanziaria del governo è contro la società, l’ambiente ed i diritti. Si rende ancora più precario il lavoro e si indeboliscono le norme sulla sicurezza sui posti di lavoro. Si rilanciano le grandi opere e le centrali nucleari. Scuola e università vengono falcidiate dai tagli mentre i tagli a enti locali e regioni influiranno pesantemente sulla quantità e la qualità dei servizi in ambito sociale e sanitario.

Con i primi atti e provvedimenti di politica economica del governo Berlusconi e del Ministro dell’Economia Tremonti torna una vecchia politica economica che – con la motivazione dei tagli alla spesa pubblica – colpisce enti locali, welfare, ambiente ed è gravemente carente di un’idea nuova di un modello di sviluppo che noi vogliamo fondato sull’equità sociale, sulla sostenibilità ambientale, la pace e la solidarietà internazionale.

Il decreto di finanziamento dell’abolizione dell’ICI sulla prima casa e la detassazione degli straordinari, il ddl per lo sviluppo economico, l’approvazione del decreto legge 112 e il DPEF introducono misure e proposte che critichiamo. La manovra finanziaria del governo è contro la società, l’ambiente ed i diritti.

I pesantissimi tagli previsti nei prossimi tre anni a sanità, scuola, enti locali, previdenza, ambiente superano i 30 miliardi di euro. Salari e redditi per i lavoratori dipendenti (a causa di un’inflazione programmata all’1,7% a fronte di una reale al 3,6% e alla mancata restituzione del fiscal drag) subiranno una drastica riduzione: per loro non caleranno le tasse, mentre continuerà a sopravvivere il trattamento fiscale di favore per rentiers e classi alte di reddito.

Si rende ancora più precario il lavoro e si indeboliscono le norme sulla sicurezza sui posti di lavoro. Si rilanciano le grandi opere e le centrali nucleari: gli interventi in materia ambientale per la mobilità sostenibile e le energie pulite sono invece drasticamente ridotte. Scuola e università vengono falcidiate dai tagli mentre i tagli a enti locali e regioni influiranno pesantemente sulla quantità e la qualità dei servizi in ambito sociale e sanitario.

Segui questo link per scaricare il documento completo con le 100 proposte di Sbilanciamoci!

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Email this to someone

Lascia un commento

Sbilanciamoci.org I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons 3.0
Informativa sull'uso dei cookie
// Powered by Botiq.org