Da Cittadinanzattiva un appello contro i tagli alla spesa sanitaria e alla spesa sociale

La prossima manovra Finanziaria 2009-2011, così come prospettata dall’attuale Governo, prevede tagli ingenti alla spesa sanitaria – 2 miliardi per il 2010 e tre miliardi per il 2011 – che incideranno in modo determinante sulla salute e sulla qualità della vita dei cittadini del nostro Paese che hanno bisogno di cure. Nello stesso tempo, il Governo ha intenzione di tagliare il fondo destinato alle politiche sociali – già nell’anno in corso – di un quarto, portandolo da 1 miliardo di euro a 750 milioni circa. Ma l’esecutivo non intende fermarsi qui: sarebbe previsto un ulteriore taglio nel bilancio 2009, che potrebbe ridurre il Fondo nazionale politiche sociali alla metà della dotazione attuale. Se a tutto ciò aggiungiamo la parziale mancata copertura dell’abolizione dell’Ici, a cui i Comuni dovranno far fronte tagliando alcuni dei servizi ora erogati, si capisce che elementari diritti sociali – alla cura, all’assistenza, alla promozione di benessere – saranno compromessi in maniera consistente.

MENO TAGLI PIU’ CONTROLLI
Appello contro i tagli indiscriminati alla spesa sanitaria e alla spesa sociale

La prossima manovra Finanziaria 2009-2011, così come prospettata dall’attuale Governo, prevede tagli ingenti alla spesa sanitaria – 2 miliardi per il 2010 e tre miliardi per il 2011 – che incideranno in modo determinante sulla salute e sulla qualità della vita dei cittadini del nostro Paese che hanno bisogno di cure.

Nello stesso tempo, il Governo ha intenzione di tagliare il fondo destinato alle politiche sociali – già nell’anno in corso – di un quarto, portandolo da 1 miliardo di euro a 750 milioni circa. Ma l’esecutivo non intende fermarsi qui: sarebbe previsto un ulteriore taglio nel bilancio 2009, che potrebbe ridurre il Fondo nazionale politiche sociali alla metà della dotazione attuale. Se a tutto ciò aggiungiamo la parziale mancata copertura dell’abolizione dell’Ici, a cui i Comuni dovranno far fronte tagliando alcuni dei servizi ora erogati, si capisce che elementari diritti sociali – alla cura, all’assistenza, alla promozione di benessere – saranno compromessi in maniera consistente.

Per quanto riguarda i tagli alla spesa sanitaria, anche le Regioni più virtuose non saranno in grado di garantire servizi di qualità ai propri cittadini, figuriamoci quelle che hanno gravi problemi di bilancio. Di fatto, saremo messi di fronte ad una drastica riduzione delle misure di prevenzione e delle prestazioni ed alla re-introduzione di ticket che, in modo iniquo colpiranno le persone, le famiglie e le fasce sociali più deboli ed in particolare coloro che necessitano di cure. I ticket, infatti, sono solo un metodo veloce per fare cassa, ma in realtà non risolvono i veri nodi della Sanità italiana. Servirebbero, piuttosto, misure per combattere gli sprechi e le inefficienze, di cui i cittadini sono solo vittime.

Per queste ragioni riteniamo urgente sgravare il bilancio sanitario da sprechi e inefficienze, ma non a scapito della qualità, della sicurezza e della stessa sopravvivenza del servizio stesso, che ha mostrato, di recente, diversi punti di debolezza: sistemi di corruzione, piccole e grandi illegalità, assenza di controlli efficaci nel sistema di pagamento DRG.

Siamo preoccupati, in particolare, per i sempre più diffusi casi di corruzione, che ormai da alcuni anni investono trasversalmente il sistema sanitario, soprattutto a livello regionale: questa crescita di interessi illeciti non fa altro che mettere ulteriormente a rischio l’offerta di servizi e richiede un’attività di controllo permanente da parte delle istituzioni e dei cittadini. Chiediamo, infine, di applicare anche in questo caso la normativa sulla confisca e sull’uso sociale dei beni dei corrotti.

Per quanto riguarda, invece, i tagli alla spesa sociale, è gravissimo che il Governo voglia intervenire già sul bilancio in corso, creando grandissime difficoltà a enti locali, servizi pubblici, terzo settore e volontariato che hanno programmato e progettato la loro azione in una cornice finanziaria che sarebbe assolutamente sconvolta dalle decisioni che potrebbero essere prese.

Chiediamo, dunque, che le organizzazioni firmatarie vengano coinvolte nelle discussioni attualmente in corso su questi temi perché si tenga conto seriamente del loro punto di vista. Confidando nella Sua sensibilità, Le inviamo la presente affinché possa farsi portavoce dei bisogni e delle attese dei cittadini e perché Governo e Parlamento riconsiderino la decisione relativa ai tagli indiscriminati nella spesa sanitaria e in quella sociale, introducendo più sistematici e penetranti controlli, ivi compresi quelli dei cittadini e delle loro organizzazioni.

L’appello è sottoscritto dalle seguenti organizzazioni

Cittadinanzattiva
AIC (Associazione italiana per la lotta contro le cefalee)
ANMAR (Associazione nazionale malati reumatici)
Associazione italiana pazienti BPCO
Assoutenti
Auser
CNCA
Federasma
Legambiente
Lunaria
Movimento consumatori
Movimento Difesa del Cittadino
Sbilanciamoci!
UNASAM (Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale)
ALOMAR (Associazione lombarda malati reumatici)
FAND ( Federazione associazione nazionale diabetici)
ANPI (Associazione nuove patologie intestinali)
ANANAS ( Associazione nazionale aiuto per la neurofibromatosi – Amicizia e Solidarietà)
Uniamo FIMR (Federazione Italiana Malattie Rare)
La Gabbianella

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