“Trentino, terra irredenta”


di Fabio Pipinato
Fondazione Fontana

Questo scritto è un estratto del contributo di Fabio Pipinato al convegno tenutosi a Trento il 24 giugno 2008 in occasione della presentazione del VI Rapporto QUARS e del focus sul Trentino "Come si vive in Trentino? ll QUARS, la qualità sociale e ambientale dello sviluppo nella Provincia di Trento".

É sempre antipatico parlare bene di se stessi, della propria terra, dell’autonomia. Guai a noi se ci prende la sindrome da “primo della classe” anche perché, secondo un vecchio agio, “viene perdonato tutto ma non il successo”. Avendo origini venete posso leggere il rapporto QUARS (Qualità Regionale dello Sviluppo) che premia la terra tra Borghetto e Salorno con meno imbarazzo.

Il rapporto verrà presentato oggi in Piazza Dante. É stato elaborato da Sbilanciamoci – rete nazionale di organizzazioni di società civile. Trattasi di un misuratore che ci dice se siamo bravi o incapaci riguardo gli aspetti sociali, ambientali, economici e culturali dello sviluppo del nostro territorio. Esso ci mette in un confronto impietoso con le altre regioni italiane.

Ma non c’è già il Prodotto Interno Lordo? Appunto. Il PIL fotografa solo la ricchezza procapite. Non sempre chi è più ricco è anche più solidale, più attento all’ambiente, alla cultura, alla salute non solo sua ma anche degli altri.
Andiamo al sodo. Secondo il Rapporto il Trentino è 1° in Economia e Lavoro, 2° in Ambiente, Partecipazione, Diritti e Cittadinanza, 14° in Pari Opportunità, 9° in Istruzione e Cultura e 6° in Salute.
Insomma; non male. I programmi dei partiti in vista dell’appuntamento di fine ottobre potrebbero essere scritti anche a partire anche da questo indicatore puntando all’eccellenza in tutti i campi; compresa la partecipazione “al femminile” nella vita pubblica ove non svettiamo.

Va dato merito del successo alla politica di chi ci ha preceduto. E lasciato. Due esempi. Walter Micheli, “padre” dei parchi, del piano acque, del Via, o del Progettone a livello provinciale. Al sindaco di Aldeno Daniele Baldo con il suo record di raccolta differenziata a livello locale.

Le classifiche non servono a molto se non le utilizziamo per favorire coloro che hanno meno opportunità. Dove sta, quindi, la differenza con gli altri territori? Cosa il Trentino può suggerire come “buona pratica”? Ove siamo diversi? Una sola ed autorevole parola: autonomia. In questa terra esistono ancora dei luoghi di “resistenza attiva” nella quotidiana guerra d’indipendenza contro l’individualismo. Nonostante molte famiglie abbiano perennemente sintonizzate le proprie televisioni su trasmissioni che hanno come scopo l’abbassamento della propria capacità critica di discernimento il tessuto civile tiene. Il nostro Pentagono resiste: Chiesa – Politica – Volontariato – Sindacati – Cooperazione. Sono certamente tutti accomunati dalla difficoltà d’intercettare nuovi giovani e quindi futuri quadri dirigenti, anche per l’oggettiva difficoltà da parte di alcuni di sostituirsi, ma resistono.
Anche l’attuale politica ha saputo mantenere il “radicato senso civico” che contraddistingue questo territorio. In tempi di “antipolitica” ove si da più credito a comici o analisti superficiali è un bene saper discernere la politica che costruisce comunità. É un bene studiare rapporti.

Per apprezzarla un po’ di più basterebbe un raffronto oltreconfine. Ad est, in Valsugana, c’è d’esempio Cittadella ove i cittadini si “mettono assieme” per cacciare il diverso di sera dopo averlo sfruttato di giorno. A sud, ad Affi, v’è lo “spaesamento” di un territorio diventato ipermercato o parco divertimenti. Ad ovest, le campagne lombarde reclamano deregolazione e secessione. Hanno nuovi punti di ritrovo: ipermercati sempre aperti, sexy shop, pub e night. I luoghi della proposta: oratori, scuole, mostre d’arte, musei sono ermeticamente chiusi oppure non interessano. I luoghi della protesta – gazebi – sono aperti e trafficati.

Ma se abbiamo a cuore il futuro della nostra e di altre terre dovremo chiederci: come potranno progettare il proprio futuro i giovani che affogano i week end nelle birre acquistate nei discount? Che hanno masticato poco pane secco e molte brioche? Perché avanzano atteggiamenti che stanno erodendo anche il nostro Trentino ove più si ha, più si grida?
Maria Teresa d’Austria ci ha insegnato a leggere ed a scrivere ma non ad accontentarsi. Ci ha pensato più tardi Don Guetti che ci ha aiutato a declinare il “noi”. L’orizzonte politico l’ha dato De Gasperi. La forza della nostra Autonomia la dobbiamo a colui che prim’ancora di pensare alla propria terra s’è speso per l’Italia tutta. In un momento drammatico.
Anche l’oggi non è facile e molti sembrano aver perso la bussola. Fermiamoci un attimo. Vale la pena farci prendere dalla paura? Avvelenarci la vita con contenziosi di vicinato? Non continuare a tessere “buone relazioni”? Fuggire la comunità? Sparlare del “diverso”? Intrupparci verso la superficialità che è l’esatto contrario dell’intelligenza?

Nei territori italiani maggiormente privi di “senso civico” ove la criminalità organizzata o l’antipolitica la fanno da padrona non c’è alcun amore per il proprio territorio. Cos’è Napoli se non un’occasione storica per ripensare assieme la nostra civiltà? Qui la gestione della “cosa pubblica” viene “delegata a terzi” e chi vuole colpire la piovra non viene votato. La polizia è un nemico. Al pari della Campania molti sud d’Italia non hanno visto una sola opera pubblica realizzarsi. Nonostante sia stata finanziata più volte. Ma di cosa ci stiamo lamentando?
Dovremo invece rimboccarci le maniche per ridare forza al Trentino, provincia sempre più vicina come qualità di sviluppo al nord Europa, aiutando l’Italia a rimanere agganciata all’Europa. Spalanchiamo le porte della nostra Università e centri di formazione al fine di diffondere a piene mani quel “senso civico” che viene dalla nostra storia. Scopriremo anche noi stessi che l’autonomia è tutt’altro da una mera questione di denari.

Fabio Pipinato
Fondazione Fontana

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