Cocis: “Berlusconi nomini un Viceministro per la Cooperazione Internazionale”

Appello del Cocis – Nei prossimi sette anni, Milano e l’Italia si apprestano a portare a termine il grande impegno della Expo Universale del 2015. La data coincide con la verifica degli 8 Obiettivi del Millennio lanciati dalle Nazioni Unite per eliminare la povertà estrema e sottoscritti dall’Italia. Entrambi gli appuntamenti devono essere integrati in un’adeguata politica di Cooperazione Internazionale allo Sviluppo. La scelta della città di Milano come sede della Expo 2015, premia, fra le altre cose, la politica estera italiana, le buone relazioni internazionali e la cooperazione allo sviluppo portati avanti in questi decenni.

Appello del Cocis – Nei prossimi sette anni, Milano e l’Italia si apprestano a portare a termine il grande impegno della Expo Universale del 2015. La data coincide con la verifica degli 8 Obiettivi del Millennio lanciati dalle Nazioni Unite per eliminare la povertà estrema e sottoscritti dall’Italia. Entrambi gli appuntamenti devono essere integrati in un’adeguata politica di Cooperazione Internazionale allo Sviluppo.

La scelta della città di Milano come sede della Expo 2015, premia, fra le altre cose, la politica estera italiana, le buone relazioni internazionali e la cooperazione allo sviluppo portati avanti in questi decenni. I temi ai quali verrà dedicata l’Expo – "Nutrire il mondo, energia per la vita" – chiamano il nostro paese ad assumersi importanti responsabilità su questioni globali, proprie della Cooperazione Internazionale e di enorme attualità. La crisi alimentare mondiale alla quale stiamo assistendo, di certo destinata a non risolversi nel breve periodo, rende gli argomenti scelti ancora più attuali e accresce la responsabilità dell’Italia nello scenario internazionale.

Ma, la Cooperazione è anche uno strumento di politica estera a sostegno della pace ed equità fra i popoli e pure coinvolge la società civile nella costruzione di rapporti solidari fra territori. Essa opera per lo sviluppo locale e l?eliminazione delle tensioni prodotte dalla globalizzazione – ammesse di recente anche dallo stesso Giulio Tremonti – e contribuisce perciò a rendere meno drammatici anche i problemi connessi alle migrazioni mondiali.

Per tutto ciò, facciamo appello al futuro premier perché nella composizione del governo la Cooperazione non resti senza una direzione politica, come accadde nel 2001 con la mancata nomina di uno specifico sottosegretario. Noi crediamo, e lo abbiamo chiesto in campagna elettorale a tutti gli schieramenti, che l’argomento meriti invece un Viceministro nell’ambito del Ministero degli Affari Esteri.

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