Carta di Trento: il 10 maggio appuntamento a Civitas

di Fabio Pipinato, da unimondo.org – "Carta di Trento, per una migliore cooperazione internazionale". Un percorso iniziato da enti locali, ong, turismo responsabile e commercio equo del Trentino. Hanno scritto assieme sia la legge provinciale sulla cooperazione internazionale che lo statuto di un centro di formazione locale. Lunghi incontri sotto i portici per “maturare pensiero” e mantenere buone relazioni. Non ne hanno guadagnato solo i baristi di Piazza Duomo ma anche il mondo della solidarietà italiana che si è inserito in questo percorso. Non l’unico.

di Fabio Pipinato, da unimondo.org – "Carta di Trento, per una migliore cooperazione internazionale". Un percorso iniziato da enti locali, ong, turismo responsabile e commercio equo del Trentino. Hanno scritto assieme sia la legge provinciale sulla cooperazione internazionale che lo statuto di un centro di formazione locale. Lunghi incontri sotto i portici per “maturare pensiero” e mantenere buone relazioni. Non ne hanno guadagnato solo i baristi di Piazza Duomo ma anche il mondo della solidarietà italiana che si è inserito in questo percorso. Non l’unico.

La Carta di Trento come stimolo per fare e fare bene la riforma della legge 49/87 che ordina la cooperazione internazionale. Il traguardo non è stato tagliato per l’ostracismo di molti. Non solo ambasciate o imprese ma anche, in casa nostra, più di un’organizzazione non governativa che dimostrò la paura di veder ridimensionata la propria fetta di torta. Cooperanti come i tassisti di Roma? Può darsi.

Secondo una precisa liturgia, infatti, alcune Ong rivendicano lo 0,7% del PIL per la “cooperazione allo sviluppo”. I promotori de la Carta non sono affatto contrari ma il dibattito è sterile. Domande. Quanto incide una cooperazione che da alle controparti solo 16 euro sui 100 ricevuti (dati Ministero Affari Esteri)? Non si tratta, forse, del sostegno ai sostenitori? Non potremo anche noi immaginare di accorciare la filiera? Di sostituirci nei nostri micropoteri? Di toglierci l’elmetto accodati agli eserciti? Discernere l’emergenza dal quotidiano? Di fermarci ogni tot. anni per affrontare i fallimenti comprendendo “chi siamo, cosa facciamo e soprattutto come”? Quanto il denaro senza le relazioni profonde, indeterminate, rispettose può fare?

Trento (Città del Concilio) ha quindi provocato con 8 aggettivi “non concilianti”: “osserviamo una cooperazione autocentrata, dipendente, frammentata, imbrigliata, singolare, salvifica, sporadica, statica.” La provocazione ha sortito risposte approfondite. Il consorzio CTM – Altromercato, per esempio, ha elaborato un documento ad hoc come alcune organizzazioni di turismo responsabile e soprattutto enti locali. Tutti “nuovi”, si fa per dire, attori della cooperazione.

Non ci sottraiamo al “pragmatismo” delle maggiori risorse raccomandate dall’8° obiettivo. Ma se oggi si destina solo lo 0,16% del PIL non è solo per mancanza di volontà ma anche perché, forse, siamo:
Inefficaci. 16 euro su 100.
Soli. Non ci accorgiamo che il turismo responsabile, commercio equo, finanza etica, cooperazione decentrata, rimesse dei migranti hanno un movimento annuo di gran lunga superiore a quello delle ong.
Sradicati. Se chiudiamo oggi i battenti delle nostre ong domani, nelle nostre città, se ne accorge qualcuno?
Furbi? I maestri delle rendicontazioni insegnano a come gonfiare i budget per includere la quota parte della società civile.

Il 14 marzo scorso a Trento c’è stato un seminario di studio sulla “nuova cooperazione” che necessita di nuove filosofie, nuovi approcci, nuove relazioni. Nel pomeriggio s’è combattuta la buona battaglia tra la politica ed i convenuti.

Ne è emersa una cooperazione che:
1) abiti il territorio: incontri, conosca, riflette. Se necessario agisca assieme.
2) riguadagni il mondo: dialoghi e non spieghi.
3) si svincoli dall’economicismo: punti alla qualità.
4) parta dai diritti; non dai bisogni.
5) entri in relazione ‘a tempo indeterminato’; oltre l’emergenza.
6) cooperi al plurale: riconosca il pluriverso degli attori e delle forme.
7) favorisca l’interconnessione: costruisca visioni d’insieme oltre la rete.
8) viva le comunità come un’opportunità.
9) non omologhi ma coltivi la diversità dei saperi.
10) sappia aspettare il tuo contributo. Scrivi a cooperazione@unimondo.org

Il 10 maggio alle ore 15.00 presso Civitas Padiglione 7 aula 7/A, in occasione della World Social Agenda, verrà organizzato un seminario di approfondimento sull’8° obiettivo del millennio: “partenariato globale per lo sviluppo”. Parteciperanno Silvia Nejrotti, che presenterà la carta di Trento per una migliore cooperazione allo sviluppo. Inoltre Massimo La Raja, medico Cuamm, per l’accesso ai farmaci e Claudia Padovani, tra i promotori della campagna Cris (Communication Rights in the information society) sul ruolo delle tecnologie per favorire il diritto a comunicare.

Vi aspettiamo.

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