Roma, 5 aprile: Carta organizza il “Cantiere dell’altra politica”

Il giorno è il 5 aprile, sabato. Si chiama «Cantiere dell’altra politica». L’idea è che un numero di persone compatibile con uno scambio effettivo — cento persone, quante ne contiene la sala nella nostra redazione — possa discutere, approfondire e possibilmente arrivare a proposte innovative su tre grandi aree tematiche: la democrazia, i beni comuni, i diritti [sociali e civili]. Il punto di partenza è che conosciamo ormai bene i termini della crisi della democrazia, dell’attacco ai diritti individuali e collettivi e dell’insopportabilità dell’economia della «crescita», che insomma il problema è noto: si tratta ora di cercare le soluzioni.


Il giorno è il 5 aprile, sabato. Si chiama «Cantiere dell’altra politica». L’idea è che un numero di persone compatibile con uno scambio effettivo — cento persone, quante ne contiene la sala nella nostra redazione — possa discutere, approfondire e possibilmente arrivare a proposte innovative su tre grandi aree tematiche: la democrazia, i beni comuni, i diritti [sociali e civili].

Il punto di partenza è che conosciamo ormai bene i termini della crisi della democrazia, dell’attacco ai diritti individuali e collettivi e dell’insopportabilità dell’economia della «crescita», che insomma il problema è noto: si tratta ora di cercare le soluzioni, Ossia: mettere insieme quel che la società civile sperimenta, nonché le proposizioni degli intellettuali più attenti a queste questioni, e di prospettare — in forma aperta — vie percorribili per la costruzione di un’altra politica [modi diversi della democrazia], coerente con una economia della «sobrietà» [o della decrescita], ovvero di un nuovo genere di «ben-essere» individuale e collettivo.

Si tratta dunque di organizzare di una giornata di confronto tra «persone informate dei fatti», che abbiamo immaginato in questo modo: una apertura brevissima che indichi questi obiettivi e, massima ambizione, che da questo incontro nasca qualcosa di permanente, riconoscibile e autorevole, che non «rappresenta» nessuno ma è in grado di intervenire su quel che avviene e di mettersi al servizio dei movimenti e delle comunità. Poi, il racconto, di Luis Hernandez Navarro [giornalista de La Jornada di Città del Messico], dell’«altra campagna» zapatista. Su ciascuna area tematica [a cui si dedicherà un’ora e mezza o due], una introduzione «di servizio» [che appunto proponga quel che di innovativo si è prodotto fin qui] e il lavoro di un organizzatore del dibattito, con il compito di trarne una sintesi: introduzione di una ventina di minuti, interventi di cinque, ripetibili, in una forma dialogica [e un numero relativamente piccolo aiuta]. I nomi dei relatori sono in discussione, ma abbiamo già interpellato Marco Revelli [la democrazia] e Riccardo Petrella [i beni comuni], che si sono detti disponibili.

Infine, una conclusione sintetica che proponga poco più che una lista delle soluzioni proposte [comprese le alternative], riservandoci noi di trarre da tutto quanto una pubblicazione.

Quel che chiediamo è che chi ha interesse a partecipare ce lo comunichi per tempo, cioè entro sabato 29 marzo a: elisabetta.fabi@libero.it. Abbiamo bisogno di sapere se saremo cento persone, oppure di più, il che comporterebbe un cambiamento di tutto lo schema [ad esempio, i tre grandi temi dovrebbero essere trattati in parallelo, sempre per assicurare a tutti la possibilità di interloquire] e del luogo dell’incontro.

Non siamo in grado di finanziare i viaggi da fuori [tranne quello del nostro amico messicano] e puntiamo sull’autofinanziamento. Provvederemo anche a uno spuntino, a metà giornata, a prezzi estremamente popolari. Ora d’inizio le 10 di mattina, fine non oltre le 18, in modo che le persone possano rimettersi in viaggio.

Per raggiungere la sede di Carta in via dello Scalo di San Lorenzo 67 da Termini:

– a piedi [20 minuti] seguendo via Giolitti fino Porta Maggiore, dove comincia Via dello Scalo di San Lorenzo;
– in metropolitana: linea A fino a Vittorio Emanuele, poi tram [14, 19] o bus 105 fino a Porta Maggiore, dove comincia poi via dello Scalo di San Lorenzo.
– con l’auto: Tangenziale est, uscita San Lorenzo

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