I farmaci liberi fanno crescere l’occupazione


da dirittiglobali.it

Diminuiti i prezzi e aumentati i posti di lavoro. Oltre 1.800 licenze concesse per parafarmacie, ribasso medio dei prezzi dell’11%, più di 2 mila farmacisti impiegati. Gli effetti del decreto Bersani secondo Cittadinanzattiva

Roma – “Un processo lento e in certi casi ambiguo, ma ormai percepibile”. Definisce così l’andamento delle liberalizzazioni in campo farmaceutico il movimento Cittadinanzattiva, che oggi ha presentato a Roma i risultati di una ricerca sulla distribuzione dei farmaci al pubblico. L’indagine, commissionata a Ipsos-Explorer dalle associazioni promotrici del progetto “Più concorrenza + diritti”, rivela dati tendenzialmente positivi a oltre un anno e mezzo dall’entrata in vigore del primo pacchetto Bersani.

Sono oltre 1800, infatti, le licenze concesse a esercizi commerciali per la vendita dei farmaci da banco e quelli non soggetti a ricetta medica. Negozi e supermercati che vedono anche l’impiego di più di 2000 farmacisti. Novità anche riguardo ai prezzi dei medicinali che scendono, secondo l’Istat, dell’11% dal gennaio 2006 ad oggi. I dati positivi giungono dopo che “molti avevano lanciato allarmi ingiustificati in tema di farmaci – commenta Giustino Trincia, vicesegretario nazionale Cittadinanzattiva – , anche se non solo nessuna farmacia ha chiuso, mentre si sono create opportunità occupazionali per giovani farmacisti nell’ambito della grande distribuzione. Soprattutto si sono registrate nelle farmacie diminuzioni nel costo dei farmaci, un tangibile contributo alla tutela del potere di acquisto”.

Gli effetti del decreto Bersani sono evidenti in primo luogo nelle “parafarmacie” e nella distribuzione dei farmaci da banco che non richiedono la ricetta medica. “Le liberalizzazioni hanno aperto un mercato chiuso – ha affermato Aldo Soldi, presidente Ancc-Coop – , ha fatto crescere il servizio aumentando l’accesso ai farmaci e soprattutto ha contribuito sensibilmente ad abbassare i prezzi”. Il decreto, infatti, prevede la possibilità di applicare sconti sui farmaci da banco, superando il tetto massimo del 20%. “Rispetto al prezzo pieno – continua Aldo Soldi – applicando uno sconto del 25%, nel 2007 i consumatori hanno risparmiato circa 8,7 milioni di euro dall’entrata in vigore del decreto”.

Migliorano, anche se con più affanno, i servizi offerti dalle farmacie. La ricerca, condotta su 244 tra farmacisti e medici di base, ha prodotto risultati ambigui e non sempre concordanti tra Nord e Sud Italia riguardo al cambiamento dei prezzi, la loro trasparenza, l’orario di apertura al pubblico delle farmacie e la gestione dei reclami. Il 43% degli intervistati ritiene che sia migliorato il prezzo dei farmaci rispetto a un anno fa, mentre il 45%, con una maggiore concentrazione al Centro Italia, ritiene che la situazione sia invariata. Il 54% del campione ritiene invece che non sia garantita ancora una buona trasparenza sul prezzo. Dai dati emerge un miglioramento della distribuzione dei farmaci e migliorano anche gli orari di apertura al pubblico delle farmacie, anche se la maggior parte degli intervistati non ha notato variazioni rispetto al passato.

In tema di risparmio, Assogenerici assieme a Federfarma e al Movimento Liberi Farmacisti, spezza una lancia a favore dei farmaci generici. Bisogna rilanciare il farmaco generico poiché “in Italia – afferma Giorgio Foresti, Presidente Assogenerici – non c’è una cultura favorevole al prodotto ma al marchio. In Europa ci sono esperienze con più dell’80% dei farmaci venduti generici, mentre l’Italia è agli ultimi posti tra i paesi occidentali”.

Per le Associazioni dei Malati Cronici le liberalizzazioni sono state un passo importante, che agevola l’accesso ai medicinali ma non abbatte completamente le spese di chi ha bisogno ogni giorno di farmaci specifici. “Occorre rivedere – afferma Maddalena Pelagalli, presidente Coordinamento Associazioni di Malati Cronici – le tipologie dei medicinali messe a disposizione gratuitamente per i malati cronici. Oggi il 36,6% della popolazione italiana è affetta da patologie croniche e le spese mensili molte volte sono significative. Inoltre serve che le regioni adottino, in materia di prezzi e accesso gratuito ai medicinali, le stesse norme, poiché alcuni farmaci sono gratuiti in alcune regioni e in altre no”.

Risultati positivi da valorizzare, secondo il viceministro allo Sviluppo economico, Sergio D’Antoni, secondo il quale “bisogna affrontare una forte resistenza culturale, oltre che alle resistenze provenienti da interessi particolari, ma è necessario che questo processo di liberalizzazione vada avanti, perché come abbiamo visto oggi ci sono dei vantaggi concreti per i cittadini”. (Giovanni Augello)

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