Basta morti sul lavoro!

Il 18 gennaio l’ennesimo, tragico "incidente" sul lavoro ha ucciso due operai che lavoravano nella stiva di una nave ancorata nel porto di Marghera. "Bisogna smetterla con le lacrime di coccodrillo", dice il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, a Repubblica Tv. "Bisogna combattere le condizioni di lavoro inaccettabili che producono fisiologicamente l’incidente. Non c’è più attenzione al lavoro delle persone", sostiene il ministro. "Il livello di sfruttamento è aumentato nel sostanziale disinteresse. Dovendo scegliere tra un aumento dei profitti e la sicurezza sul posto del lavoro, si scelgono i profitti". "I morti sono una catena infinita". "Il livello degli incidenti ha raggiunto livelli non sopportabili", dichiarano i sindacati di categoria Cgil-Cisl e Uil che hanno indetto un’ora di sciopero in tutto il Veneto in occasione dei funerali dei due operai. "I morti sul lavoro sono ormai una catena infinita", sostiene Massimo Cacciari, sindaco di Venezia. "Ci vuole un impegno del governo" (da repubblica.it)

da repubblica.it

VENEZIA – Due operai sono morti soffocati dall’anidride carbonica nella stiva di una nave attraccata a Porto Marghera. I lavoratori dello scalo hanno indetto uno sciopero immediato e, in giornata, tutti i porti d’Italia si fermeranno 24 ore. "Bisogna smetterla con le lacrime di coccodrillo", dice il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, a Repubblica Tv. "Bisogna combattere le condizioni di lavoro inaccettabili che producono fisiologicamente l’incidente. Non c’è più attenzione al lavoro delle persone", sostiene il ministro. "Il livello di sfruttamento è aumentato nel sostanziale disinteresse. Dovendo scegliere tra un aumento dei profitti e la sicurezza sul posto del lavoro, si scelgono i profitti".

"I morti sono una catena infinita". "Il livello degli incidenti ha raggiunto livelli non sopportabili", dichiarano i sindacati di categoria Cgil-Cisl e Uil che hanno indetto un’ora di sciopero in tutto il Veneto in occasione dei funerali dei due operai. "I morti sul lavoro sono ormai una catena infinita", sostiene Massimo Cacciari, sindaco di Venezia. "Ci vuole un impegno del governo". Parere condiviso da Franca Porto, segretaria della Cisl Veneto: "Lo sciopero servirà per richiamare l’urgenza di interventi, ma anche per fare pressing sulle categorie economiche affinchè incrementino la prevenzione, nonchè sugli stessi lavoratori ed il sindacato; ci stiamo chiedendo, infatti, se anche noi non abbiamo precise responsabilità”.

Non hanno avuto scampo. L’incidente si è verificato all’una e mezza di questa notte alla banchina Cia, Centro Intermodale Adriatico. Le vittime sono un veneziano di 40 anni e un padovano di 52. dipendenti della Ico Logistica e della Nuova compagnia lavoratori portuali. Erano stati calati nella stiva della panamense World Trader carica di soja a bordo di un cingolato. Avrebbbero dovuto raccogliere i rimasugli del carico ma l’aria all’interno della stiva era satura di ossido di carbonio. Un operaio ha perso subito i sensi ed è caduto sul fondo della stiva. Il compagno ha cercato di prestargli soccorso ma anche lui è stato vittima dell’anidride carbonica. Un marinaio romeno di 52 anni, ha tentato di calarsi nella stiva ma anche lui è svenuto stordito dal gas. Lo hanno soccorso in tempo ed ora è ricoverato nell’ospedale di Mestre per accertamenti.

"La bombola di ossigeno era vuota". Un primo tentativo di soccorrere i due operai sarebbe andato a vuoto a causa di una bombola di ossigeno scarica. Secondo fonti sindacali, nelle prime fasi concitate dei soccorsi, i due uomini sarebbero stati portati fuori della stiva della nave e per tentare di rianimarli il capitano della World Trader avrebbe usato una bombola d’ossigeno in dotazione per le emergenze. La bombola però era scarica.

Procedura non rispettata. Secondo il sostituto direttore dei servizi antincendio di Venezia Giusto Giacopello, "non sono state rispettate le procedure che vietano qualsiasi operazione in stiva finchè la percentuale di ossigeno disciolta nell’aria non sia superiore al 17%. Quando ci siamo calati in stiva per soccorrere i due operai, la percentuale di anidride carbonica in stiva era invece altissima. L’aria era irrespirabile".

Sequestrata la nave. La magistratura di Venezia ha aperto un’inchiesta sull’incidente. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. La nave è stata sequestrata e la polizia ha già iniziato a raccogliere le testimonianze del personale imbarcato e dei soccorritori. Anche il ministero dei Trasporti nominerà una commissione d’inchiesta.

Altri due infortuni mortali. Altri due infortuni sul lavoro nel Padovano e ad Andria, in provincia di Bari. Ieri sera, a Bagnoli di Sopra, un piccolo centro in provincia di Padova, ha perso la vita un commerciante. Francesco Pizzo, 51 anni, è morto mentre stava scaricando un paio di tonnellate di ghiaia dal suo autocarro. La disgrazia è avvenuta nel deposito della ditta Beton Condeo, dove Pizzo doveva consegnare il carico. L’uomo ha azionato il cassone, ma non si è accorto che il terreno sul quale si trovava aveva un avvallamento, che non ha sostenuto il camion e lo ha fatto ribaltare sul fianco destro, intrapplando la vittima.

Muore edile ad Andria. Il secondo tragico incidente ad Andria. Agostino Lorusso, 31 anni, è precipitato da un’altezza di sette metri mentre era al lavoro in un cantiere edile nella zona industriale della città. Era occupato in un cantiere per la realizzazione diun opificio. I carabinieri stanno verificando se Agostino Lorusso fosse privo di casco e cinture, di cui non v’è traccia nel cantiere, e se il parapetto trovato nel punto dal quale il giovane è precipitato sia stato montato solo successivamente alla sua caduta. Agostino Lorusso si sarebbe sposato tra sei mesi.

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