UNA FINANZIARIA PICCOLA PICCOLA

di Giulio Marcon

La finanziaria 2008 approvata prima di Natale è una finanziaria piccola piccola. Non tanto per l’entità delle risorse, il numero dei provvedimenti, la consistenza delle misure, quanto per la filosofia e l’ispirazione che la sostengono o per la lunghezza della finanziaria (616 pagine…). Il motivo è un altro: è una finanziaria incapace di futuro e incapace di fare scelte radicalmente impegnative per lo sviluppo e la coesione sociale del paese.
L’anno scorso la finanziaria 2007 era peggiore, ma aveva un obiettivo: riportare il rapporto decifit/pil nei parametri europei. L’obiettivo di quest’anno non è chiaro: forse non scontentare nessuno, distribuire un po’ di qua un po’ di là, prendere tempo. Non mancano provvedimenti importanti e positivi (ne parliamo nella scheda qui a fianco), ma sembrano (almeno alcuni di questi) più degli spot (e infatti sono inseriti nel decreto extra gettito che ha validità solo per quest’anno) che delle misure capaci di incedere sul rinnovamento e lo sviluppo del paese.
I provvedimenti sociali annunciati da Prodi nei giorni di Natale potrebbero essere un elemento importante di novità. Sta di fatto che il primo articolo della finanziaria appena approvata, lo dice chiaro: i soldi eventualmente in più che arriveranno da gettito fiscale dovranno essere impiegati prioritariamente nella riduzione del debito pubblico e nella riduzione delle tasse (anche se a partire dai redditi più bassi).
Niente risorse per un modello di sviluppo diverso, sostenibile e di qualità. Niente soldi per ridurre un altro deficit (altrettanto importante quanto quello della spesa pubblica) e che riguarda la situazione sociale ed ambientale del paese. L’Italia ha bisogno di una svolta e questa può avvenire solo da una politica economica e finanziaria nuova. E’ quello che ci aspettiamo dal 2008.

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