40mila in piazza per l’acqua pubblica

"L’acqua è un diritto, non una merce: ripubblicizziamola!". E’ la richiesta della manifestazione promossa sabato scorso a Roma dal "Forum italiano dei movimenti per l’acqua" che ha visto la partecipazione di 40mila persone appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche per sostenere la legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.

da Unimondo.org – "L’acqua è un diritto, non una merce: ripubblicizziamola!". E’ la richiesta della manifestazione promossa sabato scorso a Roma dal "Forum italiano dei movimenti per l’acqua" che ha visto la partecipazione di 40mila persone appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche per sostenere la legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.

Una proposta di legge per la quale sono state raccolte più di 400 mila firme, ma che al momento giace in qualche cassetto parlamentare anche se il decreto fiscale appena approvato ha bloccato per un anno la privatizzazione dei servizi idrici. Si tratta, cioè, di bloccare tutte le intese, spesso frutto di accordi privatistici con le pubbliche amministrazioni, che cercano di mandare avanti il processo di privatizzazione. Un processo, dicono le associazioni di consumatori e utenti, che "porterà le risorse strategiche dell’Italia in mano a privati, spesso stranieri, che si apprestano a governarle secondo una logica di mercato che aumenta i costi senza neanche migliorare i servizi all’utenza".

Un’altra delle richieste concrete è anche quella di inserire con un emendamento alla Finanziaria lo stanziamento di fondi per la ristrutturazione delle risorse idriche: acquedotti, fonti, bacini. La situazione idrica penosa dell’Italia è infatti quella di un paese ricco di acque anche pregiate ma ai primi posti in Europa per sprechi e dispersioni, con intere regioni in cui l’accesso all’acqua potabile corrente non è garantito a tutti. Mediamente in Italia il 30,1% delle acque potabili va persa: le maggiori perdite si sono registrate in Puglia (46,3%) in Sardegna (43,2%) e in Abruzzo (40,9%), mentre la provincia autonoma di Bolzano è quella più efficiente, con perdite del 13,9%, seguita dalla Liguria (19,1%).

"Senza beni comuni come l’aria e l’acqua non possiamo vivere: sono diritti fondamentali degli esseri umani fin dalla nascita e non si possono ridurre a merce" – ha affermato il missionario comboniano Alex Zanotelli, da tempo in prima nella battaglia per la ripubblicizzazione del sistema idrico in Italia. La creazione di società per azioni, che siano gestite dal pubblico o dal privato, ha infatti generato un circolo perverso: nelle società pubbliche dominano le clientele, e questo rischio è particolarmente forte nel Mezzogiorno, mentre le società dove partecipano i privati aumentano indiscriminatamente le tariffe senza fare investimenti.

La campagna, organizzata in modo efficace e trasparente ha avuto un primo successo nell’ottenere dal governo Prodi una moratoria su ogni ulteriore affidamento a privati della gestione dell’acque. Il secondo passo dopo questa manifestazione, come ha detto Corrado Oddi della Funzione pubblica Cgil, sarà quello di battersi per ripubblicizzare l’intero sistema idrico riacquistando le quote delle società private. E’ stato stimato che ciò comporterebbe per lo Stato una spesa fra gli 850 e 900 milioni di euro.

Il Ministro per la Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, ha appoggiato la manifestazione e ha promesso che la "ripubblicizzazione dell’acqua sarà uno dei punti della verifica di governo a gennaio". "E’ necessario – aggiunge il ministro – arrivare al più presto a una legge che conduca alla ripubblicizzazione integrale dell’acqua". Il Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha partecipato al corteo e ha sottolineato come "bisogna evitare che ci sia un tentativo di privatizzazione, che ci porterebbe – anche nel mondo – a vere e proprie guerra per l’ acqua: noi non vogliamo correre questo rischio".

"Il 20% della popolazione mondiale, concentrata in 30 Paesi, deve fronteggiare problemi di carenza di acqua: una percentuale che entro il 2025 diventerà del 30% in 50 paesi" – riportavano le Nazioni Unite durante la "Settimana mondiale dell’acqua" tenutasi lo scorso agosto a Stoccolma (12-18 agosto). Gli esperti informano che 2,6 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile e a servizi sanitari adeguati e che – di conseguenza – devono fare i conti con le malattie che ne derivano come la diarrea che uccide 2 milioni di bambini ogni anno. [GB]

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