Perugia-Assisi: 200mila in marcia per la pace e i ‘diritti umani per tutti’


Da Unimondo.org – Oltre 200mila partecipanti alla 17ma edizione della marcia della pace Perugia-Assisi che si è aperta con uno striscione con lo slogan "Tutti i diritti per tutti" e che ha concluso la Settimana della Pace – iniziata il primo ottobre con 400 iniziative in tutta Italia – e l’Onu dei Popoli promosse dalla Tavola della Pace e dal Coordinamento nazionale degli Enti Locali per la pace i diritti umani, oltre che da numerose associazioni. La manifestazione multietnica ha visto una grande partecipazione del popolo africano, palestinese e israeliano, e di delegazioni giunte da numerosi paesi del mondo.

Magliette, fazzoletti e nastrini rossi per manifestare solidarietà alle lotte nonviolente del popolo birmano, presente con una delegazione di monaci e sindacalisti, e un grande striscione di Amnesty International in cima alla Rocca di Assisi con il ritratto di Aung San Suu Kyi, leader della Lega per la democrazia in Birmania e premio Nobel per la pace nel 1991. Zaw Tun, segretariato della Federazione dei sindacati birmani e i religiosi birmani hanno marciato con in mano bandiere della pace sorrette da canne di bambù e, invitati a salire sul palco a conclusione della Marcia, hanno chiesto alla platea di osservare un minuto di silenzio "per tutte le Birmanie del mondo" ed hanno recitato una preghiera cantata che è stata seguita da un lungo applauso come risposta di partecipazione all’appello dell’opposizione birmana in esilio e alla lotta nonviolenta del popolo birmano contro un regime che dura ormai da 45 anni.

Presente anche una delegazione arrivata dalla Russia per ricordare la giornalista Anna Politkovskaja, impegnata nella difesa dei diritti della Cecenia, di cui quest’anno si ricorda il primo anniversario della morte. "Negli ultimi 15 anni in Russia sono scomparsi ben 215 giornalisti e quasi mai vengono condotte le indagini per scoprire i responsabili "– ha detto a Perugia Nadezhda Azghgikina, membro del segreteriato della Russion Union of Journalists e collega della giornalista russa assassinata il 7 ottobre dell’anno scorso. Ricordato anche il repoter somalo Ali Iman Sharmake assassinato l’11 agosto scorso a Mogadiscio, in Somalia. Entrambi da tempo nel mirino dei loro assassini, per i loro pezzi scomodi, per il coraggio che avevano nel fare il loro lavoro.

Moltissimi i rappresentanti degli Enti locali, di associazioni, Ong e gruppi del volontariato. "Noi siamo qui per dire che i diritti umani sono una bussola per navigare in questi tempi difficili. I diritti umani sono una pietra, sono la pietra sui quali costruire un mondo nuovo" – ha detto Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace, dal palco della Rocca di Assisi ricordando il tema della marcia. "Non possiamo tollerare che la politica si rifiuti di ascoltare il grido di dolore del mondo. Noi siamo contro la malapolitica, ma siamo anche contro l’antipolitica. Perchè noi abbiamo bisogno di una politica attenta e disposta ad ascoltare. Di una buona politica"- ha sottolineato. Diversi i rappresentanti ed esponenti politici presenti alla marcia.

Dalla piazza di Bastia Umbra e lungo tutta la marcia è andato in scena lo “Stand Up” contro la povertà e per gli Obiettivi del Millennio promossi dalla Campagna delle Nazioni Unite. Migliaia di partecipanti alla Marcia, dopo essersi seduti a terra, si sono alzati in piedi e hanno fatto sentire la loro voce contro la povertà: “Chiediamo più aiuti ai più poveri già dalla prossima finanziaria 2008”. Nel 2000, 189 capi di stato e di governo – spiegano i promotori dello “Stand Up” – hanno promesso di eliminare la povertà estrema entro il 2015. “I paesi ricchi e i paesi poveri si sono impegnati a raggiunere insieme gli otto obiettivi del Millennio. Anche il governo italiano si è impegnato ad aumentare gli aiuti ai più poveri, raggiungere lo 0,7% del Pil e rendere questi aiuti più efficaci. Ma le promesse non bastano”.

Da Vicenza sono arrivati alla marcia quattro pullman di scout direttamente dal quartiere che confina con l’area del Dal Molin, dove è in progetto la costruzione della base militare Nato: sui loro zaini la scritta "No al Dal Molin". Presenti anche i comitati di Cameri (Novara) No F35 contro la produzione degli F35, gli aerei caccia militari in grado di trasportare bombe nucleari, che l’Italia intende acquistare dagli Stati Uniti.

E sul tema del disarmo nucleare si è concentrato il messaggio del sindaco di Hiroshima, Tadatoshi Akibaha, che ha sottolineato l’importanza della campagna ‘Un futuro senza atomiche‘. "E’ per me un enorme piacere potermi rivolgere a voi, perché ho recentemente saputo che in Italia è appena iniziata una straordinaria mobilitazione di sindaci e cittadini contro le armi nucleari. Mi riferisco alla campagna ‘Un futuro senza atomiche’. Sono particolarmente orgoglioso del fatto che i due sindaci di Ghedi e Aviano, nei cui comuni si trovano le basi contenenti armi nucleari in Italia, siano stati i primi firmatari della proposta di Legge d’iniziativa popolare per dichiarare l’Italia ‘Paese libero da armi nucleari’". Durante la marcia è stato diffuso l’appello ‘Un futuro senza atomiche’ promosso da 54 associazioni pacifiste che il 25 luglio hanno depositato la proposta di legge in Cassazione: servono 50mila firme nei prossimi sei mesi.

In Italia, la prima Marcia della pace è stata promossa dal Centro di Perugia per la nonviolenza di Aldo Capitini. Si è svolta il 24 settembre 1961, da Perugia ad Assisi, con partecipazione di migliaia di persone di ogni condizione.

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