Roma, 24 settembre – EuropAfrica


Il 27 settembre ricorre l’anniversario del lancio dei negoziati per la firma degli Accordi di Partenariato Economico (APE o EPA, in inglese), i nuovi accordi commerciali tra l’Unione europea e 77 sue ex colonie di Africa, Caraibi e Pacifico. Se i patti di cooperazione oggi in vigore prevedevano una "non reciprocità", ovvero la possibilità per le ex colonie di avere una posizione commerciale a loro favorevole come a "riparare" gli anni dello sfruttamento, con gli EPA la ricetta per lo sviluppo suggerita da Bruxelles non è la riduzione della povertà quanto una esclusiva liberalizzazione dei mercati per prodotti agricoli, industriali, servizi e investimenti. Proposta lecita, sulla carta, se non fosse che i Paesi africani sono gli unici ad aver applicato con rigore negli ultimi due decenni le ricette di aggiustamento strutturale e di liberalizzazione con risultati ben al di sotto delle aspettative e una povertà in aumento.

Numerosi studi, inoltre, indicano che a trarre maggior vantaggio dagli EPA sarebbero le esportazioni delle industrie europee, mentre si prevede una diminuzione del commercio Sud-Sud, la chiusura prematura di settori industriali ancora deboli, una disoccupazione più forte, la crisi dell’agricoltura e un generale aumento della disuguaglianza sociale e della povertà.

Per questo, a meno di 100 giorni dalla firma dei nuovi accordi prevista entro il 31 dicembre prossimo, 100 organizzazioni di 37 Paesi (tra i quali Belgio, Italia, Uganda, Kenya e Spagna con le coalizioni più ampie), e 9 organizzazioni internazionali tra i quali la Rete delle organizzazioni contadine dell’Africa occidentale ROPPA lanceranno in contemporanea una Giornata di mobilitazione internazionale per chiedere di rimandare la firma degli accordi EPA, di avere più tempo per valutare e uno spazio negoziale più ampio per i cittadini e i piccoli produttori agricoli del nord come del Sud del mondo.

Il negoziato, infatti, non ha ancora affrontato adeguatamente le domande centrali per gli imprenditori agricoli, i contadini, i cittadini e, in definitiva, i popoli delle due sponde degli EPA, e cioè:

– quali accordi commerciali possono contribuire allo sviluppo dell’agricoltura e della sovranità alimentare dei Paesi in Africa, Caraibi e Pacifico?

– quali accordi possono favorire un modello di sviluppo rurale sostenibile, nel Nord come nel Sud del mondo?

Che cosa succederà in Italia

Saliou Sarr, contadino senegalese rappresentante della rete dei contadini africani ROPPA, sarà audito dalla commissione Esteri della Camera dei Deputati nell?ambito dell?Indagine Conoscitiva sulla Globalizzazione.

Alle ore 12.00, presso la sala stampa della Camera, Saliou Sarr, rappresentanti della campagna EuropAfrica e quelli della coalizione italiana per la Giornata gloibale di mobilitazione sugli EPA – cui aderiscono la campagna l"Africa Non è in vendita", TradeWatch, le ONG Terra Nuova, Centro Internazionale Crocevia e Mani Tese, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale e l’equosolidale Fair – incontreranno i giornalisti insieme all’on. Sabina Siniscalchi (PRC-SE) per presentare le iniziative in corso nella giornata, le loro richieste alla Commissione Europea e la testimonianza diretta del ROPPA su che cosa significhi, essere un contadino in Africa nel settore dei pomodori, delicato anche per il nostro Paese.

Per informazioni
www.europafrica.info

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