Ong: coordinare meglio la cooperazione europea allo sviluppo

Da Unimondo.org – In occasione del meeting dei Ministri della Cooperazione allo sviluppo dell’Unione Europea che si apre oggi a Bruxelles, l’Associazione Ong italiane, insieme a CONCORD (la rete delle Ong di sviluppo e emergenza europee), ha inviato alla Vice Ministra alla Cooperazione Patrizia Sentinelli una lettera per sollecitare l’intervento attivo del Governo italiano nella stesura degli emendamenti dei Trattati di riforma dell’Unione Europea, che si trovano in fase di chiusura. Nella lettera viene sottolineata la necessità di coerenza, compatibilità e coordinamento delle politiche dell’Europa, dalla cooperazione allo sviluppo al commercio, all’aiuto umanitario…

Da Unimondo.org – In occasione del meeting dei Ministri della Cooperazione allo sviluppo dell’Unione Europea che si apre oggi a Bruxelles, l’Associazione Ong italiane, insieme a CONCORD (la rete delle Ong di sviluppo e emergenza europee), ha inviato alla Vice Ministra alla Cooperazione Patrizia Sentinelli una lettera per sollecitare l’intervento attivo del Governo italiano nella stesura degli emendamenti dei Trattati di riforma dell’Unione Europea, che si trovano in fase di chiusura. Nella lettera viene sottolineata la necessità di coerenza, compatibilità e coordinamento delle politiche dell’Europa, dalla cooperazione allo sviluppo al commercio, all’aiuto umanitario; e assicurare la collegialità, strumento che garantisce la trasparenza e la responsabilità delle funzioni e dei processi decisionali per contribuire positivamente al raggiungimento degli Obiettivi del Millennio da parte dell’Unione Europea.

"Riteniamo che l’Unione Europea abbia un ruolo chiave e la responsabilità di favorire lo sviluppo di un contesto in cui le persone possano vivere in pace e in sicurezza, possano esercitare una reale autodeterminazione sulle proprie esistenze, godano dei diritti fondamentali ed adottino uno stile di vita sostenibile e rispettoso delle risorse della terra" – scrivono le Ong. "La nostra prima preoccupazione riguarda il ruolo che l’Unione può giocare nel promuovere lo sviluppo, anche attraverso il proprio contributo al raggiungimento degli Obbiettivi del Millennio. Siamo consapevoli che lo sviluppo è solo una delle aree della politica estera dell’Unione, è quindi importante assicurare la coerenza e la compatibilità di tutte le politiche. A questo scopo devono essere rispettati quattro principi fondamentali:

1. stabilire il giusto bilanciamento tra la politica estera comunitaria (cooperazione allo sviluppo, aiuto umanitario, commercio) da una parte e le politiche intergovernative (Politica Estera e di Sicurezza Comune, Politica di Sicurezza e Difesa Comune) dall’altra;
2. assicurare la coerenza tra tutte le azioni di politica estera, senza subordinare la politica di sviluppo alla PESC e/o alla PESD;
3. assicurare la collegialità quale strumento che garantisca la trasparenza e la responsabilità delle funzioni e dei processi decisionali;
4. garantire una politica di sviluppo che sia la stessa per tutti i Paesi in via di sviluppo, senza discriminazioni geografiche".

"Accogliamo positivamente quelle disposizioni del trattato di Riforma che riguardano in particolare la politica di sviluppo dell’Unione e i suoi rapporti con i Paesi del Sud. I cambiamenti introdotti sono importanti e chiaramente identificano la portata e gli obiettivi fondamentali della politica europea di sviluppo, affinché essa disegni la cornice politica della cooperazione europea con i PVS" – proseguono le Ong.

In questo contesto salutiamo favorevolmente la creazione dello Strumento di Cooperazione allo Sviluppo come primo passo verso la definizione di un unico sistema legale per l’attuazione della politica europea di sviluppo. Speriamo che in futuro questo cammino prosegua, grazie al possibile aumento del sostegno dell’Unione ai Paesi ACP. Concordiamo con le conclusioni raggiunte dal rapporto “OECD-DAC Peer review of the EU ( in pdf)” sugli assetti istituzionali interni della Commissione per la realizzazione della politica di sviluppo. In particolare laddove sostiene che un’organizzazione unificata e perciò semplificata della Commissione per lo sviluppo favorirebbe una politica che tenga conto delle differenze dei contesti e delle aree geografiche, mettendo a fuoco le fondamentali priorità dello sviluppo.

Alla luce del nuovo ruolo dell’Alto Rappresentante e della creazione del Servizio Europeo di Azione Estera, suggeriamo, allo scopo di assicurare i principi sopra menzionati, che i cambiamenti nelle strutture istituzionali includano:
1. un unico Servizio per le politiche di sviluppo dell’Unione, basato sulle attività di cooperazione, che accorpi la gestione della cooperazione europea in tutti i Paesi del Sud e che reintegri tutti i passaggi del ciclo della programmazione. Tale scelta aiuterebbe l’attuazione delle raccomandazioni che l’OECD-DAC ha espresso nel suo rapporto sull’Unione Europea;
2. un unico rappresentante per le politiche di sviluppo all’interno della Commissione, capace di difendere gli interessi dello Sviluppo all’interno dell’organo collegiale e del gruppo di Commissari responsabili per le politiche estere;
3. uno specifico forum all’interno del Consiglio, in cui i Ministri degli Stati Membri responsabili per la cooperazione allo sviluppo possano incontrarsi regolarmente;
4. la nomina di funzionari dislocati nelle delegazioni dei PVS i cui compiti riguardino l’attuazione della cooperazione europea e che dipendano direttamente dal Servizio, responsabile del loro operato.

"Ci auguriamo che, non appena la riforma del Trattato diverrà realtà, i cambiamenti nelle strutture istituzionali andranno nella direzione di una maggiore efficacia nell’attuazione delle politiche estere dell’Unione. Seguiremo attentamente il dibattito, per contribuire ulteriormente" – concludono le Ong.

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