07/09/2007 – ControCernobbio 2007 – Le tasse al centro del dibattito


Visco: "L’imposta sulla rendita già bocciata dal Parlamento"
La replica di Marcon: "E’ un principio irrinunciabile di giustizia fiscale"

Marghera (VE), 7 settembre 2007 – Nel suo intervento al Forum di Sbilanciamoci, il viceministro all’Economia Vincenzo Visco ha liquidato la questione dell’imposta sulla rendita finanziaria come già superata: "E’ stato il Parlamento a bocciare la legge delega in materia, che, come da programma, unificava al 20% l’imposta su titoli e conti correnti. Le obiezioni avanzate vertevano sulla questione vecchie o nuove emissioni: visto il caos della materia, stiamo procedendo ad una sua riforma generale. Ma sulla rendita, al momento, più che andare in minoranza non possiamo fare".

La risposta di Visco non convince Sbilanciamoci! che per bocca del suo portavoce Giulio Marcon afferma: "Ci delude un atteggiamento così rinunciatario rispetto ad un punto importante del programma dell’Unione. Tassare il reddito da capitale è un principio di giustizia fiscale che va riaffermato con forza. Arrendersi di fronte alla prime resistenze – conclude Marcon, è una scelta negativa che critichiamo. Insisteremo dunque perché su questo punto il Governo confermi il suo impegno per la prossima Finanziaria".

Il viceministro ha battuto molto sul tasto del disavanzo ereditato da Berlusconi, sintetizzando così la questione del rapporto fra tasse e welfare: "Non si può pensare di introdurre nuove imposte per soddisfare i bisogni della gente, non è così semplice. Per ripianare il debito le strade sono due, o aumentiamo le tasse o riduciamo le spese. Rispetto alla media europea noi spendiamo 5 punti in più sul sociale, in gran parte a causa delle pensioni di anzianità".

Le parole di Visco hanno lasciato scontenta la platea di Sbilanciamoci!, che lo ha incalzato su vari temi, dal Mose alle spese militari, ma "non fare il Mose non risolve i problemi", e "non si può rinunciare a un ruolo dell’Italia nello scenario internazionale".

A chi gli ha chiesto infine provocatoriamente se avesse o no qualche potere, Visco si è definito "quello che porta i soldi a casa, ma sono altri che li spendono", rivendicando di aver ridotto molto l’evasione, che in Italia è di massa, grazie soprattutto alla deterrenza e agli accertamenti.

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