Tav, intesa con Parigi. Ma i sindaci: “non è il nostro progetto”


(la Repubblica, MARTEDÃŒ, 17 LUGLIO 2007, Pagina 34 – Economia)

I ministri Di Pietro e Borloo firmano l´accordo per le opere fino al 2013. L´Italia sopporterà i maggiori costi per il nuovo tracciato
A fine agosto partirà il tavolo a Palazzo Chigi per definire il percorso. Rifondazione attacca: inutile e dannoso il megatunnel
 
PAOLO GRISERI, TORINO – Una richiesta di finanziamento da 725 milioni, 275 in meno del miliardo previsto. È il conto che mercoledì Italia e Francia presentano a Bruxelles allegato al dossier sulla Torino-Lione. Un conto su cui i ministri dei due paesi hanno discusso fino a pochi minuti prima della conferenza stampa a Palazzo Chigi, tanto da far nascere il sospetto di contrasti: «Dovevamo evitare una richiesta finanziaria troppo alta o troppo bassa – spiega il ministro di Parigi, Jean Louis Barloo – e dovevamo trovare l´accordo sulla percentuale italiana e francese del finanziamento». Il nodo è l´aumento dei costi determinato dalle variazioni di tracciato in Italia: un aumento che era stato quantificato intorno a due miliardi. Il maggior onere ricadrà sulle spalle dell´Italia che però beneficerà totalmente dei contributi di Bruxelles sulla tratta modificata. Sul resto della tratta internazionale la divisione delle spese e, di conseguenza, dei contributi comunitari, era stata fissata ai tempi del governo Berlusconi: l´Italia si accollerà il 63 per cento dei costi e la Francia il 37. Per il momento dunque, in base alla divisione degli oneri e dei contributi, se Bruxelles dovesse dare il via libera, all´Italia arriverebbero 494 milioni dei 725 richiesti.

Il dossier italo francese illustra anche l´ipotesi di tracciato che dovrebbe seguire la nuova ferrovia. Come anticipato, il supertunnel uscirà a Chiomonte e non più a Venaus. Una scelta che assume anche un valore politico togliendo dalla carta geografica della Tav la località simbolo della protesta di due anni fa. Per Antonio Di Pietro «il tracciato sulla parte italiana andrà valutato e condiviso con le popolazioni locali».

In Val di Susa l´annuncio della candidatura italiana era atteso da tempo. I Comitati "No Tav" stanno raccogliendo firme di protesta da inviare a Bruxelles e gli stessi sindaci porteranno venerdì all´Ue un testo che illustra le loro posizioni. Le amministrazioni locali voteranno questa sera un documento che boccia il supertunnel: «Noi ci atteniamo ai risultati raggiunti nell´unica sede di discussione, l´Osservatorio tecnico presieduto da Mario Virano», dice Antonio Ferrentino, presidente della Comunità montana. E aggiunge: «ÃƒË† falso dire che c´ÃƒÂ¨ il nostro assenso. Quel dossier non l´abbiamo visto. E se tutta questo produrrà un finanziamento all´Italia di meno di 500 milioni, siamo di fronte alla montagna che partorisce il topolino».

In realtà le amministrazioni non hanno voluto discutere del dossier italiano nelle riunioni dell´Osservatorio per evitare la pressione dei Comitati "No Tav". Così l´organismo presieduto da Mario Virano e il governo sono andati avanti su binari paralleli. «Il nostro lavoro – dice Virano – prosegue secondo il calendario previsto. A fine agosto, una riunione del tavolo di Palazzo Chigi dovrebbe aprire il dibattito sul tracciato». La presentazione del dossier ha fatto riemergere le polemiche. Rifondazione, definisce «inutile e dannoso» il megatunnel mentre Forza Italia accusa Di Pietro di «presentarsi a Bruxelles con una cartellina vuota».

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