Dpef: soddisfazione degli Stati generali della cooperazione

Unimondo.org, 10 luglio, 2007 – "Soddisfazione verso gli impegni economici espressi sull’Aiuto Pubblico allo Sviluppo ed sulla cooperazione internazionale". E’ il sintetico giudizio degli Stati Generali della Solidarietà e della Cooperazione Internazionale, dopo un’attenta analisi e valutazione del Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (Dpef) presentato la scorsa settimana dal Governo italiano. "Attendevamo, alla prova dei fatti, un impegno preciso da parte del Governo che entrasse esplicitamente nel DPEF: è accaduto e questo è un fatto straordinario".

Unimondo.org, martedì, 10 luglio, 2007

"Soddisfazione verso gli impegni economici espressi sull’Aiuto Pubblico allo Sviluppo ed sulla cooperazione internazionale". E’ il sintetico giudizio degli Stati Generali della Solidarietà e della Cooperazione Internazionale, dopo un’attenta analisi e valutazione del Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (Dpef) presentato la scorsa settimana dal Governo italiano.

"Attendevamo, alla prova dei fatti, un impegno preciso da parte del Governo che entrasse esplicitamente nel DPEF: è accaduto e questo è un fatto straordinario" – dichiara la coordinatrice degli Stati Generali, Raffaella Chiodo. "L’aiuto pubblico allo sviluppo è entrato a chiare lettere nel decreto, rispondendo alle sollecitazioni più volte fatte dal mondo della solidarietà e della cooperazione, come abbiamo chiesto il 24 maggio scorso in occasione della verifica degli Stati Generali con il governo. Ora la nostra attenzione e mobilitazione continua perché nella finanziaria tutto questo sia mantenuto, riportando così l’Italia tra i paesi impegnati nella lotta alla povertà, rimuovendo la vergogna che ci ha visto all’ultimo posto tra i paesi seriamente impegnati nello sviluppo".

Un capitolo del Dpef è dedicato alla Cooperazione allo sviluppo e afferma che – considerato che "la legislazione vigente le previsioni per il triennio 2007-2009 indicano un livello di APS in diminuzione (0,20 per cento nel 2008; 0,16 per cento nel 2009), in netto contrasto con gli adempimenti assunti" è "indifferibile un’azione correttiva volta a innescare una tendenza positiva dell’APS, attraverso un significativo aumento dei relativi stanziamenti con l’intento di avvicinarsi il più possibile all’obiettivo dello 0,51 per cento, anche in previsione della Presidenza italiana del G8 nel 2009, appuntamento al quale l’Italia sarà chiamata in prima persona a dimostrare la serietà degli impegni presi".

"A tal fine – prosegue il Dpef – i Ministeri competenti (Affari Esteri e Ministero dell’Economia e delle Finanze) definiranno obiettivi annuali per il triennio 2008-2010, che dovranno tendere ­ al netto degli arretrati per gli anni precedenti, per i quali dovranno essere individuate le risorse necessarie ­ al raggiungimento dello 0,33 per cento nel 2008 (stimabile intorno ai 4,7 miliardi complessivi) e dello 0,42 per cento nel 2009 (stimabile intorno ai 6,1 miliardi complessivi), per poter giungere allo 0,51 per cento nel 2010 (stimabile intorno ai 7,5 miliardi complessivi). All’interno di tali stanziamenti in ogni caso priorità dovrà essere assegnata all’Africa, per la quale l’Italia si è impegnata al Vertice di Gleneagles per un raddoppio degli aiuti".

Luca De Fraia, coordinatore del gruppo di lavoro Attori e strumenti, osserva che "Gli Stati Generali esprimono apprezzamento rispetto al clima politico di attenzione e considerazione per le tematiche della cooperazione e solidarietà internazionale. Siamo soddisfatti di verificare che, finalmente, si torna a parlare di cooperazione nei processi di programmazione economica dello Stato italiano: il Dpef affronta in maniera articolata il tema delle risorse per l’aiuto pubblico allo sviluppo. La riforma della legge sulla cooperazione internazionale è un obiettivo perseguibile. Il Dpef presenta la mappatura e la calendarizzazione dei principali impegni internazionali; definisce il progressivo innalzamento della percentuale del PIL destinata all?aiuto pubblico allo sviluppo: lo 0,33 % nel 2008, 0,42 % nel 2009, fino all’obiettivo dello 0,51 % nel 2010, in linea con le decisioni assunte in sede europea. Rispetto agli stanziamenti dalla manovra di assestamento e sull’extragettito, è positivo che siano stati confermati i 260 milioni di euro per il Fondo Globale per la lotta all’Aids, Tubercolosi e Malaria.

Anche per Giulio Marcon di Sbilanciamoci! – che nei giorni scorsi ha presentato il terzo "Libro bianco sulla cooperazione allo sviluppo – "La valutazione del Dpef è in generale positiva, ed anche la parte specifica sulla cooperazione ci conforta: ci sono più risorse, c’è una programmazione economica degli impegni presi. Questo vuol dire dare un ruolo maggiore al nostro paese negli ambiti internazionali. Ora vigileremo perché la prossima finanziaria consolidi le scelte fatte finora dal governo. Come società civile, dobbiamo lavorare perché l’indirizzo del nostro paese sia verso la qualità sociale, per politiche sostenibili, perché ci siano altri tipi di consumi. I parametri economici sono ancora quelli tradizionali, dobbiamo continuare a fare proposte per cambiare l?impiego delle risorse pubbliche?.

Perplessità, invece, rispetto alle proposte sulle questioni ambientali. Per Maurizio Gubbiotti di Legambiente nel Dpef "ci sono dei segnali positivi", ma – aggiunge – "ancora non c’è una proposta organica". "In Italia bisogna porre come prioritarie le questioni del protocollo di Kyoto, dei mutamenti climatici e la produzione di energia alternativa (eolico, solare, microidroelettrico, biomassa). Alcune scelte sono già immediatamente praticabili, come le fonti alternative di produzione di energia solare: esistono già le nuove tecnologie ed il paese è disponibile alle proposte attuali. Con questo modello anche l’economia potrebbe ricevere un impulso positivo, creando così nuova occupazione e dando un avvio anche alla produzione tecnologica. Il protocollo di Kyoto va applicato – conclude Gubbiotti ricordando che "l’Italia pagherà presto multe per il mancato rispetto degli accordi presi e per il grave ritardo sulla diminuzione dell?emissione dei gas serra". [GB]

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