CRBM e ManiTese al G8: “Debito illegittimo per i paesi in via di sviluppo”


In occasione dell’apertura dei lavori del G8 di Heiligendamm, Germania, CRBM/Mani Tese chiede ai grandi della terra di rivolgere la loro attenzione al carattere odioso e illegittimo della maggior parte dei debiti dei Paesi in via di sviluppo.

CRBM/Mani Tese rilancia l’appello fatto ai G8 prima del summit dai premi Nobel Dario Fo e Harold Pinter, e da una serie di personalità internazionali come Giovanni Conso, Danielle Mitterrand, Vandana Shiva, Noam Chomski, Desmond Tutu e Adolfo Perez Esquivel.

La questione del debito, così come quella degli aiuti allo sviluppo, è ancora largamente irrisolta, anche considerando come le promesse fatte dal G8 nel 2005 a Gleneagles siano state mantenute in maniera molto parziale. L’Italia risulta ad oggi il paese più inadempiente di tutti.

Il debito illegittimo sussiste lì dove delle somme di denaro furono scientemente prestate a Paesi governati da regimi dittatoriali o corrotti solo per meri interessi politici o per il tornaconto delle imprese del ricco Nord, e non per finalità di sviluppo. Purtroppo i casi sono molteplici, come dimostrato nel rapporto “Gli scheletri nell’armadio del G8”, reso pubblico lo scorso febbraio e alla cui stesura ha partecipato anche la CRBM.

CRBM/Mani Tese ritiene che questi debiti non debbano essere ripagati, dal momento che la responsabilità riguardo la loro esistenza ricade ampiamente sui Paesi creditori. Questa la politica già messa in pratica sei mesi fa dall’esecutivo della Norvegia, nel caso di diversi crediti cancellati perché “illegittimi”.

I governi creditori continuano ad avanzare richieste su prestiti concessi che non dovrebbero essere ripagati in quanto contrattati contrariamente ai principi su cui si basa un accordo onesto e in violazione dei diritti umani fondamentali. La popolazione indonesiana continua a rimborsare i prestiti contratti dal Generale Suharto, i più poveri della Repubblica Democratica del Congo stanno pagando i debiti contratti dal cleptocrate Mobutu Sese Seko e i cittadini sudafricani stanno pagando i debiti contratti dal passato regime basato sull’apartheid. Questi sono solo alcuni esempi.

“Se il G8 vuole applicare seriamente i principi di lotta alla corruzione, di trasparenza e di good governance, deve prima di tutto riconoscere le responsabilità e gli errori commessi in passato” ha dichiarato Antonio Tricarico di CRBM/Mani Tese. “Questo sarebbe il primo passo necessario per riguadagnare una legittimità nell’affrontare le grandi emergenze del pianeta, quali i cambiamenti climatici ed il dramma della povertà nei paesi in via di sviluppo”.

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