Napoli, 25-27 maggio: quinta assemblea della Rete Lilliput


Vita da Rete: V assemblea generale della Rete Lilliput

Dal 25 al 27 maggio, si svolgera’ a Napoli la Quinta Assemblea Nazionale della Rete di Lilliput. Si trattera’ di un’assemblea aperta…. anche alle altre reti, che si riproponga di costruire dal basso un progetto che ci richiami al senso politico complessivo di tutto ciò che stiamo sperimentando, che ci spinga ad integrare le esperienze, senza disperderci nei rivoli del particolare.

Perché questa insistenza sul "processo dal basso"? Probabilmente perché è necessario sovvertire il sistema dalle sue fondamenta, attraverso azioni concrete, ma anche con la costruzione di un nuovo immaginario, che sappia mettere in discussione, oltre ai contenuti, anche le modalità di azione e di organizzazione alle quali siamo abituati e che quindi proponga diversi equilibri di potere, non solo nel sistema, ma anche tra chi intende costruire un’alternativa.

La Rete Lilliput si è caratterizzata in questi anni anche per il suo tentativo di sperimentare modalità nuove, sia di azione che di organizzazione, a partire dalla consapevolezza che il metodo con cui si agisce condiziona il risultato. Gandhi ci ha ricordato che " tra il mezzo e il fine esiste lo stesso inviolabile rapporto che esiste fra il seme e la pianta" e che se "il seme, i rami e le foglie sono un tutt’uno" allora che cosa "può gareggiare in bellezza e grandiosità con un albero in piena fioritura"? Se vogliamo un mondo nonviolento dobbiamo innanzitutto cercare di vivere la nonviolenza anche nel nostro modo di concepire l’azione.

La situazione è ormai troppo complessa perché singoli individui, per quanto competenti, possano da soli additare la direzione. Se è vero che la consapevolezza della violenza strutturale del sistema è ormai molto più diffusa di qualche anno fa, forse perché le conseguenze dei cambiamenti climatici, degli squilibri economici, delle manipolazioni nel mondo della comunicazione e della politica, ecc sono ormai sotto gli occhi di tutti, probabilmente è giunto il momento di elaborare la sintesi di tali consapevolezze.

Una sintesi che può partire, per colpire nel segno, solo dalle esperienze di tutti coloro che stanno riflettendo e agendo, in ambiti tematici diversi (dall’ambiente al commercio, dalla finanza al sociale, dalle cause dei conflitti alla loro trasformazione, alla cooperazione) e su livelli di impegno differente (dalle realtà territoriali agli appuntamenti di livello internazionale). E’ ormai tutto così interconnesso, che se non riusciamo a coordinare le nostre azioni, le condanniamo all’inefficacia.

La sigla Rete Lilliput non è vincolante, ciò che conta è la proposta di avviare un processo applicando un metodo partecipativo "dal basso" intorno alla consapevolezza che se è vero che la natura e l’uomo sono limitati, il nostro tenore di vita, per poter essere in armonia, deve ispirarsi alla sobrietà, come Gesualdi ci ricordava nel suo articolo, e il nostro sistema economico deve cominciare a confrontarsi anche con i temi della decrescita, invece che limitarsi ad inseguire ossessivamente il bisogno di sviluppo.

Nota: Articolo a cura del Gruppo di Collegamento che apparirà sul numero di maggio 2007 di Altreconomia.

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