Conferenza stampa: “Cappellani militari, un non senso”


1° Giugno 2007 ore 11
Sala delle Conferenze di Palazzo Madama

L’eliminazione della leva obbligatoria e il desiderio delle religioni di non essere usate per fare la guerra rendono i cappellani militari un anacronismo. In occasione della Festa della Repubblica, in cui avrà luogo anche la parata militare purtroppo ripristinata dal Presidente Ciampi, si terrà una conferenza stampa per presentare il disegno di legge (ddl) Disciplina dell’assistenza spirituale alle Forze armate e abolizione della figura dei cappellani militari. Il ddl è rilevante, oltre che culturalmente e socialmente, anche in termini economici: per l’anno 2005 ben 6.726.599 di euro per i cappellani militari che operano presso le Forze Armate e di 4.090.491 di euro per quelli che operano presso Carabinieri e Guardia di Finanza.

Alla conferenza parteciperanno: il senatore dei Verdi Gianpaolo Silvestri, primo firmatario del disegno di legge, la senatrice Manuela Palermi, Presidente del gruppo Verdi-Pdci a palazzo Madama, e Giulio Marcon, portavoce della campagna Sbilanciamoci!

Per gli accrediti dei giornalisti e delle troupe, chiamare l’ufficio stampa del Senato (0667062697-8- fax 0667062947)
Per gli accrediti degli ospiti, chiamare l’ufficio stampa del Gruppo Verdi-Pdci di palazzo Madama (0667062309) entro giovedi alle 13.


FORZE ARMATE: DDL VERDI, ABOLIRE I CAPPELLANI MILITARI

(ANSA) – ROMA, 1 GIU – Abolire i cappellani militari e far risparmiare allo Stato oltre dieci milioni di euro all’anno. E’ questo l’obiettivo di un disegno di legge presentato al Senato dai Verdi.

"L’eliminazione della leva obbligatoria e il desiderio delle religioni di non essere usate per fare la guerra rendono i cappellani militari un anacronismo". Cosi’ il senatore Giampaolo Silvestri motiva il suo provvedimento che ha deciso di presentare in occasione della Festa della Repubblica contestando, tra l’altro, la parata militare "purtroppo ripristinata dal presidente Ciampi".

"L’abolizione della figura del cappellano militare – precisa l’esponente dei Verdi in una conferenza stampa a cui partecipa anche la capogruppo dei Verdi-Pdci Manuela Palermi e Giulio Marcon, portavoce della campagna Sbilanciamoci! – non significa che non ci sara’ l’assistenza religiosa nelle forze armate". Silvestri parla di un disegno di legge "non punitivo" che vuole abolire la presenza dei preti nella struttura militare dove sono inquadrati come soldati ed ai piu’ alti gradi degli ufficiali" considerando questo un "nonsenso".

"Da Bush a Bin Laden – polemizza Silvestri che in questi tempi ha spesso reagito alle dichiarazioni della Cei sui gay e le unioni civili – tutti coloro che bombardano e ammazzano rivendicano che Dio e’ con loro. C’e’ un uso strumentale della religiosita"’. Secondo Silvestri "il ddl e’ rilevante anche in termini economici visto che per l’anno 2005 sono stati spesi ben 6.725.599 euro per i cappellani militari che operano presso le Forze Armate e 4.090.491 euro per quelli che operano presso carabinieri e guardia di Finanza".

Alla domanda se l’iniziativa sia anche una risposta al presidente della Cei Angelo Bagnasco che e’ anche ordinario militare per l’Italia Silvestri risponde che questa e’ una battaglia che i Verdi conducono da tempo aggiungendo: "Spero che Bagnasco abbia compreso che la religione e’ una cosa molto diversa dall’Esercito e sono convinto che possa esser d’accordo con la mia iniziativa".

Il disegno di legge si compone di due articoli. Con il primo si definisce il servizio di assistenza spirituale alle Forze Armate assicurandolo e disciplinandolo secondo i principi costituzionali. Il secondo articolo e’ una delega al governo al fine di regolare, in tempi certi, attraverso norme transitorie i rapporti giuridici, i trattamenti economici e previdenziali del personale dell’ordinariato militare".(ANSA).

Una legge "simbolicamente molto forte", dunque, ma anche "molto importante in termini economici". Si’ perche’ per 190 cappellani militari (133 presso le forze armate e 57 presso le forze di polizia), la maggior parte dei quali "con le stellette", lo Stato italiano ha speso, nel 2005, oltre 10 milioni e 800mila euro. "Cifra che basterebbe- sottolinea Giulio Marcon della campagna ‘Sbilanciamoci- a finanziare il servizio civile per 2.500 ragazzi in un anno

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