Cittadinanzattiva: “Malasanità: è ora di dire basta!”

"E’ ora di dire basta. Non si può accettare di morire per un errore di procedura tanto banale quanto lo scambio di una bombola di anestetico al posto di una di ossigeno. E’ gravissimo che continuino con tanta frequenza a ripetersi errori di procedura, di controllo. Si tratta di forme di sicurezza elementare. Ci chiediamo perché in ospedale non si possa tenere alta la soglia dell’attenzione…"

E’ ora di dire basta. Non si può accettare di morire per un errore di procedura tanto banale quanto lo scambio di una bombola di anestetico al posto di una di ossigeno. E’ gravissimo che continuino con tanta frequenza a ripetersi errori di procedura, di controllo. Si tratta di forme di sicurezza elementare. Ci chiediamo perché in ospedale non si possa tenere alta la soglia dell’attenzione. Ci viene da pensare che mentre nel caso di un volo aereo le procedure sono scrupolosamente seguite perché è a rischio anche la vita del pilota, nel caso degli ospedali non sia sempre così perché a rischiare sono solo i pazienti. E’ arrivato il momento di passare dalle tante promesse ai fatti, rendendo veramente obbligatoria per ogni struttura sanitaria l’istituzione delle unità di gestione del rischio, che abbiano reale potere di indirizzo e di controllo, anche sui comportamenti, come già previsto dalle norme in vigore, ma in troppi casi non rispettate. Chiediamo infine che almeno questa volta si diano due segnali chiari: chi ha sbagliato deve essere punito e i direttori generali che non hanno insediato le unità di prevenzione e gestione del rischio devono essere rimossi.

Un rapporto cittadini-operatori che si incrina e che, al di là del dato sugli errori medici o diagnostici, sempre primo per segnalazioni, evidenzia come non si possa ricondurre la qualità del servizio solo ad una questione di fondi. I diritti dei cittadini invalidi troppe volte resi incerti da procedure burocratiche farraginose e da una legge non ancora resa operativa. Un protezionismo regionale che impedisce la libertà di movimento e di scelta. Questi i tre principali “nodi” che emergono Rapporto PiT Salute del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva giunto alla sua X edizione, presentata il 17 aprile al Ministero della Salute alla presenza del Ministro Turco.

Ad ognuno di questi argomenti, è stata dedicata una sezione speciale, con approfondimenti e testimonianze sul tema.

Sezione " Comportamento degli operatori sanitari"
Sezione " Invalidità civile"
Sezione " Mobilità sanitaria"

Il Rapporto è stato elaborato su un totale di 19.776 segnalazioni giunte nel corso del 2006.

Scarica il rapporto PiT 2006

fonte: www.cittadinanzattiva.it

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